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Quiz esame tartufi Toscana: le 318 domande ufficiali per il patentino, con le risposte

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Il quiz per l'esame del patentino dei tartufi in Toscana

Questo gioco ti allena all'esame per il patentino dei tartufi, cioè il tesserino di idoneità alla ricerca e raccolta dei tartufi della Regione Toscana, con tutte le 318 domande ufficiali e le loro risposte giuste. Le domande escono 10 alla volta, in 32 livelli: al terzo errore il livello si rifà con domande nuove, e quelle sbagliate tornano finché non le hai imparate.

Se preferisci ripassare con calma, qui sotto trovi l'elenco completo delle domande, diviso per argomento, con la risposta giusta segnata.

Le 318 domande ufficiali con le risposte

Ecologia dei tartufi · 38 domande
  1. I tartufi maturi a livello macroscopico sono riconoscibili per:
    • La gleba biancastra
    • L'aspetto del peridio
    • La presenza di aroma e gleba con netta distinzione cromatica tra vene sterili e vene fertili
  2. Qual'è il nome latino del tartufo bianco pregiato?
    • Tuber magnatum Pico
    • Tuber albidum Pico
    • Tuber borchii Vitt
  3. Quali elementi sono necessari per riconoscere le relative specie di tartufo a livello macroscopico
    • Dimensioni e colore del peridio
    • Colore e rugosità del peridio, colore e marezzature della gleba, aroma
    • La consistenza della polpa e l'aroma
  4. Come si presenta lo strato esterno del tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum Pico)?
    • Verrucoso, formato da verruche molto pronunciate di colore chiaro
    • Verrucoso, di colore chiaro formato da verruche piccole e poco pronunciate
    • Liscio e di colore chiaro
  5. Come si presenta lo strato esterno del tartufo nero ordinario (Tuber mesentericum Vitt.)?
    • Rugoso, formato da verruche pronunciate di colore nero
    • Quasi liscio, formato da verruche piccole e poco pronunciate di colore crema
    • Liscio e di colore nero
  6. È possibile riconoscere con certezza la specie di appartenenza in un tartufo completamente immaturo?
    • Sì dal colore della gleba
    • No
    • Sì dall'aroma
  7. La denominazione di bianchetto o marzuolo nella normativa quadro nazionale è attribuita a:
    • Tuber borchii
    • Tuber magnatum di piccole dimensioni
    • Tuber aestivum
  8. La denominazione di tartufo nero pregiato nella normativa quadro nazionale è attribuita a:
    • Tuber macrosporum
    • Tuber melanosporum
    • Tuber brumale
  9. Quali delle seguenti specie è caratterizzata da peridio nerastro, verruche appena pronunciate e odore agliaceo:
    • Tuber aestivum
    • Tuber borchii
    • Tuber macrosporum
  10. Quali delle seguenti specie europee è più affine (a livello macroscopico e microscopico) a Tuber aestivum?
    • Tuber macrosporum
    • Tuber mesentericum
    • Tuber brumale
  11. Tuber melanosporum maturo presenta una gleba di colore:
    • Grigio chiaro con venature sterili pallide
    • Nerastro con venature sterili pallide
    • Nocciola con venature sterili pallide
  12. Tuber uncinatum viene attualmente considerato:
    • Una forma ecologica di T. aestivum con maturazione autunnale, distinta sul piano commerciale e tuttora considerata specie a se nella normativa quadro nazionale
    • Una varietà di Tuber melanosporum
    • Una varietà di Tuber mesentericum
  13. Tuber aestivum maturo presenta una gleba di colore:
    • Nerastro
    • Biancastro
    • Nocciola con venature sterili biancastre
  14. Tuber magnatum maturo presenta una gleba di colore:
    • Variabile: da pallido a nocciola, a volte con aree rosso vivo più o meno estese
    • Biancastro
    • Nerastro
  15. Tuber borchii si distingue da Tuber magnatum per:
    • L'aroma, l'aspetto della gleba, il periodo di maturazione esteso dall'inizio dell'inverno alla primavera, le caratteristiche microscopiche
    • L'habitat
    • Il colore del peridio
  16. Quale caratteristica non è indicativa del grado di maturazione nelle varie specie di Tuber?
    • La presenza di aroma intenso
    • Le dimensioni degli ascomi
    • Il colore della gleba (con netta distinzione tra vene fertili e vene sterili)
  17. Quali delle seguenti specie è coltivata (in pieno campo) con maggior successo in varie nazioni?
    • Tuber magnatum
    • Tuber melanosporum
    • Tuber mesentericum
  18. Quali delle seguenti specie è più frequente nelle pinete sabbiose dei litorali marittimi?
    • Tuber magnatum
    • Tuber melanosporum
    • Tuber borchii
  19. Qual'è il nome latino del tartufo bianchetto o marzuolo?
    • Tuber borchii Vitt. o Tuber albidum Pico
    • Tuber magnatum Pico
    • Tuber aestivum Vitt.
  20. Qual'è il nome latino del tartufo scorzone?
    • Tuber macrosporum Vitt.
    • Tuber melanosporum Vitt.
    • Tuber aestivum Vitt.
  21. Qual'è il nome latino del tartufo uncinato?
    • Tuber brumale Vitt.
    • Tuber uncinatum Chatin
    • Tuber mesentericum Vitt.
  22. Qual'è il nome latino del tartufo brumale o tartufo nero d'inverno?
    • Tuber brumale Vitt
    • Tuber albidum Pico
    • Tuber melanosporum Vitt.
  23. Qual'è il nome latino del tartufo nero ordinario?
    • Tuber melanosporum Vitt.
    • Tuber macrosporum Vitt.
    • Tuber mesentericum Vitt.
  24. Come si presenta lo strato esterno del tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vitt.)?
    • Nerastro e verrucoso
    • Di colore pallido e piuttosto liscio
    • Pallido e verrucoso
  25. Come si presenta lo strato esterno del tartufo nero invernale (Tuber brumale Vitt.)?
    • Liscio
    • Rossastro e verrucoso
    • Nerastro e verrucoso
  26. Come si presenta lo strato esterno del tartufo nero liscio (Tuber macrosporum Vitt.)?
    • Liscio e di colore nero con qualche striatura grigiastra
    • Nero - rossastro con verruche appiattite di piccole dimensioni
    • Liscio e di colore crema formato da verruche molto pronunciate di colore nocciola
  27. Come si presenta la gleba matura del tartufo nero liscio (Tuber macrosporum Vitt.)?
    • Biancastra
    • Grigio scura percorsa da venature sterili biancastre e ramificate
    • Nerastra priva di venature
  28. Il tartufo d'estate o scorzone (Tuber aestivum Vitt.) ha un peridio:
    • Rugoso con verruche minute di colore grigiastro
    • Molto verrucoso di colore nerastro
    • Liscio, con verruche depresse
  29. Quale delle seguenti descrizioni del peridio del tartufo bianco NON è corretta?
    • Il peridio del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) è verrucoso
    • Il peridio del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) è di colore giallo chiaro o verdastro
    • Il peridio del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) è liscio
  30. Il peridio del tartufo marzuolo o bianchetto (Tuber borchii Vitt.) è:
    • Liscio di colore nero
    • Liscio di colore chiaro, variabile dal bianco-ocra al rossiccio
    • Rugoso, con verruche evidenti di colore chiaro
  31. Il tartufo marzuolo o bianchetto (Tuber borchii Vitt.) ha generalmente dimensioni:
    • Molto elevate, superando spesso il Kg di peso
    • Elevate, come una grossa patata
    • Abbastanza ridotte, da una nocciola a un uovo di gallina
  32. Il tartufo uncinato (Tuber uncinatum Chatin) ha la polpa interna (gleba):
    • Nocciola scuro con venature bianche e fini
    • Nero - violacea, con venature bianche e fini
    • Color verde scuro omogeneo
  33. Il tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vitt.) ha la polpa interna (gleba):
    • Color cioccolato scuro omogeneo
    • Color cioccolato, con venature bianche e fini
    • Nerastro, con numerose venature ramificate chiare
  34. Il tartufo moscato (Tuber brumale var. moschatum) ha la polpa interna (gleba):
    • Biancastra
    • Grigio nerastra con venature bianche e piuttosto spesse
    • Color nocciola
  35. In base a quali caratteristiche è possibile distinguere il tartufo marzuolo (Tuber borchii Vitt.) dal tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum Pico):
    • Non esistono differenze macroscopiche
    • Il tartufo marzuolo ha il peridio più fulvo del tartufo bianco, profuma di aglio e non di metano e si raccoglie in primavera e non in autunno
    • Il tartufo marzuolo ha il peridio più chiaro del tartufo bianco, profuma di metano e non di aglio e si raccoglie in autunno anziché in primavera
  36. In base a quali caratteristiche è possibile distinguere il tartufo marzuolo (Tuber borchii Vitt.) dal tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum Pico):
    • Non esistono differenze perché sono nomi che indicano lo stesso tartufo.
    • Non esistono differenze perché sono nomi che indicano lo stesso tartufo, il tartufo marzuolo ha il peridio più fulvo del tartufo bianchetto, profuma di aglio e non di metano e si raccoglie in primavera e non in autunno.
    • Il tartufo marzuolo ha il peridio più scuro e rugoso del tartufo bianchetto.
  37. In base a quali caratteristiche è possibile distinguere il tartufo nero d'inverno (Tuber brumale Vitt.) dal tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vitt.):
    • Il tartufo nero d'inverno ha il peridio tendente al liscio e grigiastro, il tartufo nero pregiato ha il peridio nero con verruche poligonali e minute
    • Il tartufo nero d'inverno ha la gleba grigio nerastra con venature bianche ben marcate e piuttosto spesse mentre il tartufo nero pregiato ha la gleba nerastra con venature pallide, piuttosto sottili, anche l'aroma è diverso.
    • Non ci sono differenze a livello macroscopico
  38. In base a quali caratteristiche è possibile distinguere il tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vitt.) dal tartufo d'estate o scorzone (Tuber aestivum Vitt.)?
    • Non esistono differenze visive, è possibile riconoscerli solo a livello di spore
    • Il tartufo nero pregiato ha il peridio più rugosoe più scuro del tartufo d'estate
    • Il tartufo nero pregiato ha la parte fertile della gleba di colore nerastro, mentre nel tartufo d'estate è più chiara, color nocciola
Tartuficoltura · 36 domande
  1. Dove si può realizzare una tartufaia coltivata?
    • In un bosco
    • Su un terreno nudo
    • In un terreno ai bordi di un fosso
  2. Quali tartufi si possono coltivare in una tartufaia coltivata?
    • Tutte le specie di tartufi di cui all'art.5 della legge regionale 36/2023
    • Tutte le specie di tartufi di cui all'art.5 meno il tartufo bianco pregiato
    • Tutte le specie di tartufo appartenenti al genere Tuber
  3. Le piantine utilizzate per le tartufaie coltivate devono essere:
    • Certificate come micorrizate e avere un attestato dal Servizio Fitosanitario Regionale
    • Non è necessaria la certificazione basta la fattura del vivaista
    • Certificate
  4. La densità di impianto di una tartufaia coltivata deve essere:
    • Di 200 piante/ha
    • Variabile a seconda del progetto d'impianto, ma non inferiore a 200 piante per ettaro
    • Variabile in funzione delle specie di tartufo e delle piante simbionti
  5. L'idoneità di un luogo all'impianto di una tartufaia coltivata dipende:
    • Dall'appartenenza del Comune ad un'area geografica di provenienza del prodotto
    • Soltanto dalle analisi del suolo
    • Dalle caratteristiche stazionali, pedologiche e microclimatiche del luogo
  6. Quali piante forestali si impiegano nella costituzione di tartufaie coltivate:
    • Tutte le Conifere
    • Prevalentemente le specie quercine
    • Le specie conosciute come simbionti per il tartufo che si intende coltivare
  7. Per la produzione di Tuber aestivum (scorzone) in tartufaia coltivata, quali specie simbionti sono le più utilizzate?
    • Pioppo nero e Carpino bianco
    • Roverella e Leccio
    • Faggio
  8. Per la produzione di Tuber borchii (bianchetto o marzuolo) in tartufaia coltivata, quali specie simbionti sono le più utilizzate?
    • Pino domestico e Roverella
    • Pioppo bianco e Carpino nero
    • Nocciolo e Castagno
  9. Per la produzione di Tuber melanosporum (nero pregiato) in tartufaia coltivata quali specie simbionti si possono impiegare tra queste:
    • Pino marittimo e Carpino bianco
    • Pioppo nero e Cisto rosso
    • Carpino nero e Nocciolo
  10. È possibile impiantare una tartufaia coltivata di Tuber magnatum con piante micorrizate certificate?
    • Si, sebbene le tecniche di coltivazione non siano ancora state completamente messe a punto
    • No, non è possibile
    • Si è possibile ma soltanto nei boschi ripari
  11. I terreni a reazione acida sono ideali per realizzare una tartufaia coltivata?
    • No
    • Si
    • Dipende dal tipo di tartufo
  12. Per valutare l'idoneità di un terreno alla coltivazione dei vari tipi di tartufo è utile determinare anche la dotazione di calcare attivo nel suolo?
    • Solo se il terreno è molto argilloso
    • Si, è utile
    • Non serve a niente, basta sapere la dotazione di calcare totale
  13. È opportuno recintare le tartufaie coltivate?
    • No, è sufficiente mettere uno shelter alle singole piante
    • Si è opportuno, per evitare i danni sia alle piantine, sia alle produzioni dovuti agli ungulati
    • Si, ma solo con recinzioni elettrificate
  14. La stazione improduttiva dell'impianto è:
    • Uguale per tutte le specie di tartufo
    • Dipende soltanto dalla pianta simbionte
    • Dipende dalla specie simbionte, dalla gestione della tartufaia e dal tipo di tartufo coltivato
  15. Le tartufaie controllate sono:
    • Tartufaie naturali gestite con un piano di interventi per mantenere o migliorare la produzione
    • Tartufaie naturali di bianco pregiato tabellate
    • Tartufaie naturali in cui vengono inserite piantine micorrizate certificate
  16. Le piante comari sono:
    • Piante che si micorrizano successivamente alle piante simbionti
    • Piante solitamente arbustive che producono tartufi
    • Piante che non sono simbionti che condividono gli ambienti di produzione dei tartufi e che risultano sinergiche per la loro produzione
  17. Quali fra queste piante è considerata comare per il tartufo bianco pregiato:
    • L'orniello
    • Il sanguinello
    • L'alloro
  18. Quali fra queste piante è considerata comare per il tartufo bianchetto o marzuolo:
    • Il ginepro
    • Il ligustro
    • Il rovo
  19. Quali fra queste piante arbustive in natura è simbionte del tartufo marzuolo:
    • La ginestra
    • Il cisto
    • Il sambuco
  20. Nelle tartufaie controllate di scorzone si possono facilmente identificare i pianelli:
    • Si sempre
    • No, mai
    • Si, anche se non è detto abbiano forme regolari e siano facilmente distinguibili
  21. In quale di questi ambienti potreste trovare una tartufaia naturale di marzuolo (Tuber borchii):
    • Faggeta
    • Rimboschimento di Pino domestico e Roverella
    • Rimboschimento di abete
  22. In quale di questi ambienti potreste trovare una tartufaia naturale di scorzone (Tuber aestivum):
    • Lecceta
    • Boschi ripari di fondovalle
    • Faggeta
  23. In quale di questi ambienti potreste trovare una tartufaia naturale di T.aestivum var. uncinatum (uncinato):
    • Pineta litoranea
    • Boschi ripari di fondovalle
    • Faggeta
  24. In una tartufaia controllata di bianco pregiato il sottobosco può essere:
    • Completamente ripulito
    • Ripulito ma rilasciando sempre le specie comari
    • Ripulito a vari livelli di intensità rilasciando le specie comari e il novellame simbionte
  25. L'incremento del soprassuolo simbionte in una tartufaia controllata di Tuber borchii può realizzarsi con:
    • La messa a dimora di Piantine micorrizate certificate della stessa specie di tartufo
    • Allevamento e cura del novellame simbionte individuato
    • Con entrambi gli interventi
  26. L'inserimento di piante tartufigene in tartufaia controllata è un intervento:
    • Obbligatorio
    • Non è obbligatorio e dipende dal piano di gestione della tartufaia che il tecnico ha asseverato
    • Obbligatorio solo per le tartufaie di nero pregiato
  27. È possibile irrigare le tartufaie controllate:
    • Si
    • No
    • Si, ma solo in annate particolarmente siccitose
  28. La regimazione delle acque in una tartufaia di bianco pregiato può essere fatta:
    • Esclusivamente a mano
    • Sia a mano sia con mezzi meccanici ma in modo da ridurre gli impatti negativi sul suolo
    • Di solito non viene fatta
  29. Nelle tartufaie controllate si può eseguire la cerca e raccolta del prodotto:
    • Quando il prodotto è maturo
    • Quando il calendario regionale lo consente
    • A scelta del conduttore
  30. In una tartufaia controllata si possono eseguire ripuliture del sottobosco ad elevata intensità sul rovo?
    • No, mai
    • Si, ma solo con mezzi manuali
    • Si, se necessario, su superfici di solito circoscritte
  31. Le tartufaie controllate possono essere danneggiate da fattori esterni alle tartufaie stesse?
    • No, se si esegue bene il piano di gestione della tartufaia non può accadere
    • Si, può accadere ma solo se non si eseguono bene i lavori in tartufaia
    • Si può accadere
  32. Se una tartufaia controllata presenta due specie di tartufo il piano di gestione deve riguardare:
    • Entrambe le specie
    • La specie economicamente più importante
    • La specie prevalente per superficie
  33. Come si persegue la rinnovabilità di una tartufaia naturale a raccolta riservata?
    • Assicurando la rinnovazione delle specie simbionti del tartufo considerato in quell'ambiente di produzione
    • La tartufaia si rinnova con il taglio boschivo
    • Devono essere inserite piantine micorrizate certificate, non meno di 200 per ogni ettaro
  34. Quali tra questi interventi sono considerati di miglioramento per una tartufaia controllata:
    • Taglio della metà della superficie e cippatura del tagliato in posto
    • Taglio di conversione in alto fusto con rilascio matricine simbionti
    • Taglio delle specie quercine in esubero
  35. Cosa si intende per eliminazione e controllo della vegetazione alloctona infestante nelle tartufaie controllate:
    • Taglio di aceri e frassini
    • Taglio per eliminare o contenere specie invasive autoctone come pungitopo o alloro
    • Taglio per eliminare o contenere specie invasive non autoctone quali robinia e ailanto
  36. Qualora si inseriscano piantine micorrizzate in una tartufaia controllata queste devono:
    • Essere certificate ed avere l'attestazione di conformità dal Servizio Fitosanitario Regionale
    • Essere ben sviluppate e non presentare funghi inquinanti
    • Il tecnico che assevera il piano di gestione garantisce anche le piantine nella propria relazione
Leggi e regolamento regione toscana · 86 domande
  1. In base all'art. 7 della L.R. 36/2023, dove si può esercitare liberamente l'attività di cerca e la raccolta di tartufi?
    • Nei boschi e nei terreni non coltivati
    • Ovunque
    • Nelle tartufaie coltivate
  2. Si possono cercare e raccogliere tartufi nei pascoli, secondo l'art 7 della L.R. 36/2023?
    • Si, sempre.
    • Sì purché in assenza di bestiame.
    • No, mai.
  3. Dove NON è consentita l'attività di cerca e la raccolta di tartufi, secondo la L.R. 36/2023?
    • Nei boschi
    • Nei terreni coltivati
    • Nei pascoli
  4. È consentita l'attività di cerca e la raccolta di tartufi lungo le sponde e gli argini dei corsi d'acqua classificati pubblici dalla L.R. 36/2023?
    • No, in nessun caso
    • Sì, è sempre consentita
    • Sì, è consentita ma solo se le sponde e gli argini non sono oggetto di concessione demaniale
  5. Dove possono essere cercate e raccolte le specie di tartufo indicate all'art. 5 della L.R. 36/2023?
    • Nella Regione Toscana
    • In tutto il territorio nazionale
    • Nelle regioni del centro Italia
  6. Quali specie di tartufo possono essere cercate e raccolte nel territorio regionale, in base alla L.R. 36/2023?
    • Quelle indicate dall'art. 5
    • Il tartufo bianco pregiato, il tartufo marzuolo, il tartufo nero pregiato e il tartufo scorzone
    • Solo le specie di tartufi neri
  7. L'art 7 della L.R. 36/2023 ammette l'attività di cerca e raccolta di tartufi nelle ore notturne?
    • Si, sempre
    • No, mai
    • Sì, ma solo in alcuni casi
  8. Secondo la L.R. 36/2023, quale soggetto può apportare variazioni ai periodi di raccolta dei tartufi stabiliti con legge regionale?
    • La Giunta regionale
    • Il Comune
    • La Provincia
  9. È consentita, di norma, dalla L.R. 36/2023 la raccolta di tartufi immaturi?
    • È sempre vietata
    • È consentita solo in alcuni casi
    • È sempre consentita
  10. Come deve essere effettuato lo scavo per estrarre il tartufo, secondo l'art 7 della L.R. 36/2023?
    • Con qualsiasi attrezzo di scavo nel punto indicato dal cane
    • Con l'apposito attrezzo (vanghetto o vanghella) scavando in maniera andante
    • Con l'apposito attrezzo (vanghetto o vanghella) nel punto indicato dal cane
  11. Qual è il calendario di cerca e raccolta del tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vittad.) previsto dall'art 8 della L.R. 36/2023?
    • Dal 15 novembre al 15 marzo
    • Dal 15 dicembre al 15 marzo
    • Dal 10 gennaio al 30 aprile
  12. Qual è il calendario di cerca e raccolta del tartufo moscato (Tuber brumale forma moschatum De Ferry) previsto dall'art 8 della L.R. 36/2023?
    • Dal 15 gennaio al 15 aprile
    • Dal 15 dicembre al 15 marzo
    • Dal 15 novembre al 15 aprile
  13. Qual è il calendario di cerca e raccolta del tartufo scorzone (Tuber aestivum forma aestivum Vittad.) previsto dall'art 8 della L.R. 36/2023?
    • Dal 1 giugno al 30 settembre
    • Dal 1 giugno al 31 agosto e dal 1° ottobre al 30 novembre
    • Dal 1 giugno al 31 agosto
  14. Qual è il calendario di cerca e raccolta del tartufo uncinato (Tuber aestivum forma uncinatum Chatin) previsto dall'art 8 della L.R. 36/2023?
    • Dal 1 novembre al 31 dicembre
    • Dal 1 settembre al 31 dicembre
    • Dal 1 ottobre al 15 gennaio
  15. Qual è il calendario di cerca e raccolta del tartufo nero d'inverno (Tuber brumale Vittad.) previsto dall'art 8 della L.R. 36/2023?
    • Dal 15 gennaio al 15 aprile
    • Dal 15 gennaio al 15 marzo
    • Dal 15 gennaio al 30 aprile
  16. Qual è il calendario di cerca e raccolta del tartufo bianchetto o marzuolo (Tuber albidum Pico) previsto dall'art 8 della L.R. 36/2023?
    • Dal 15 gennaio al 30 aprile
    • Dal 15 gennaio al 15 aprile
    • Dal 1 gennaio al 30 aprile
  17. Qual è il calendario di cerca e raccolta del tartufo nero liscio (Tuber macrosporum Vittad.) previsto dall'art 8 della L.R. 36/2023?
    • Dal 1 ottobre al 31 dicembre
    • Dal 1 settembre al 31 novembre
    • Dal 1 settembre al 31 dicembre
  18. Qual è il calendario di cerca e raccolta del tartufo nero ordinario (Tuber mesentericum Vittad.) previsto dall'art 8 della L.R. 36/2023?
    • Dal 1 settembre al 31 dicembre
    • Dal 1 ottobre al 31 dicembre
    • Dal 1 settembre al 30 novembre
  19. È ammessa dalla L.R. 36/2023 l'attività di cerca e raccolta del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) nel mese di luglio?
    • No
    • Si, su tutto il territorio regionale
    • Solo nella zona geografica delle Colline Sanminiatesi
  20. È ammessa dalla L.R. 36/2023 l'attività di cerca e raccolta del tartufo bianchetto o marzuolo (Tuber borchii Vittad.) nel mese di dicembre?
    • È ammessa su tutto il territorio regionale
    • È ammessa solo nella zona geografica della Maremma Grossetana
    • Non è ammessa
  21. È ammessa dalla L.R. 36/2023 l'attività di cerca e raccolta del tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum Pico) nel mese di agosto?
    • Si, su tutto il territorio regionale
    • No
    • Solo nella zona geografica del Mugello
  22. Secondo la L.R. 36/2023 qual è l'orario ammesso per la cerca e la raccolta del tartufo nel mese di gennaio?
    • Dalle 7.00 alle 18.00
    • Dalle 8.00 alle 18.00
    • Dalle 6.30 alle 18.00
  23. Secondo la L.R. 36/2023, qual è l'orario ammesso per la cerca e la raccolta del tartufo nel mese di marzo?
    • Dalle 7.00 alle 18.00
    • Dalle 6.30 alle 18.30
    • Dalle 6.00 alle 19.00
  24. Secondo la L.R. 36/2023, qual è l'orario ammesso per la cerca e la raccolta del tartufo nel mese di maggio?
    • Dalle 7.00 alle 18.00
    • Dalle 6.30 alle 18.30
    • Cerca e raccolta non consentite
  25. Secondo la L.R. 36/2023, qual è l'orario ammesso per la cerca e la raccolta del tartufo nel mese di giugno?
    • Cerca e raccolta non consentite
    • Dalle 4.00 alle 21.00
    • Dalle 4.30 alle 21.00
  26. Secondo la L.R. 36/2023, qual è l'orario ammesso per la cerca e la raccolta raccolta del tartufo nel mese di settembre?
    • Dalle 5.00 alle 18.30
    • Cerca e raccolta non consentite
    • Dalle 5.00 alle 19.00
  27. Secondo la L.R. 36/2023, qual è l'orario ammesso per la cerca e la raccolta raccolta del tartufo nel mese di ottobre?
    • Dalle 5.00 alle 18.00
    • Dalle 5.00 alle 18.30
    • Dalle 5.30 alle 18.30
  28. Secondo la L.R. 36/2023 qual è l'orario ammesso per la cerca e la raccolta raccolta del tartufo nel mese di novembre?
    • Dalle 7.00 alle 18.00
    • Dalle 6.30 alle 17.30
    • Dalle 6.00 alle 19.00
  29. Secondo la L.R. 36/2023 qual è l'orario ammesso per la cerca e la raccolta raccolta del tartufo nel mese di dicembre?
    • Dalle 7.00 alle 17.30
    • Dalle 6.30 alle 18.00
    • Dalle 7.00 alle 18.00
  30. La L.R. 36/2023 prevede la possibilità di poter raccogliere tartufi fuori dai periodi di cerca e raccolta indicati dal calendario?
    • No, in nessun caso
    • Si, sempre purché in possesso del patentino e del versamento annuale
    • Si, solo per motivi di studio, ricerca applicata e sperimentazione, a seguito di autorizzazione della Giunta regionale
  31. Quali soggetti possono essere autorizzati dalla Giunta regionale ad effettuare cerca e raccolta di tartufi al di fuori dei periodi definiti dal calendario previsto dalla L.R. 36/2023?
    • Le Associazioni di tartufai riconosciute
    • I Consorzi volontari
    • I soggetti scientifici riconosciuti dal Ministero dell'Università e della ricerca
  32. Secondo la L.R. 36/2023, è possibile effettuare l'attività di cerca e raccolta del tartufo bianchetto o marzuolo (Tuber albidum Pico) senza l'ausilio del cane addestrato?
    • No, mai
    • Si, sempre
    • Si, ma solo nelle pinete litoranee dove il tartufo cresce a contatto fra la lettiera degli aghi ed il terreno
  33. Secondo la L.R. 36/2023, è possibile effettuare l'attività di cerca e raccolta del tartufo scorzone (Tuber aestivum Vittad forma aestivum) senza l'ausilio del cane addestrato?
    • Si, sempre
    • No, mai
    • Solo se il tartufo fuoriesce dal terreno
  34. Perchè è importante, per la tutela della tartufaia, impiegare un cane addestrato per la cerca del tartufo?
    • Perchè il cane indica al tartufaio il punto di scavo dei soli tartufi maturi
    • Perchè il cane addestrato consente al tartufaio di raccogliere tutti i tartufi che trova nel suo percorso di «caccia»
    • Perché il cane, essendo leggero, non esercita il danno da calpestio sulla tartufaia, cosa che potrebbe accadere se venisse impiegato un maiale
  35. Quali sono le attività che devono svolgere le Associazioni di tartufai per poter accedere alle facilitazioni previste dalla L.R. 36/2023?
    • Assistere l'associato nell'addestramento del cane
    • Prevedere nel loro statuto lo svolgimento di attività volte alla conservazione, miglioramento e tutela degli ecosistemi tartufigeni
    • Ricercare nuovi mercati per la vendita del tartufo
  36. Quanti cani può portare con sé il raccoglitore di tartufo per essere in regola con la L.R. 36/2023?
    • Al massimo un cane addestrato
    • La normativa non specifica il numero di cani
    • Al massimo due cani, compreso quello in addestramento
  37. Come viene disciplinato dalla L.R. 36/2023 l'attrezzo da utilizzare nell'attività di cerca e raccolta dei tartufi?
    • La norma definisce solo la tipologia («vanghetto»o «vanghella»)
    • La norma definisce la tipologia («vanghetto»o «vanghella») e le dimensioni della lama
    • La norma non prevede una tipologia specifica di strumento da utilizzare
  38. Quale attrezzo è previsto dalla L.R. 36/2023 per la cerca e la raccolta dei tartufi?
    • La vanga
    • Il vanghetto o la vanghella
    • La zappa
  39. Quali dimensioni deve avere la lama del vanghetto per la cerca e raccolta dei tartufi in base alla L.R. 36/2023?
    • Dimensioni massime comprese tra 5 cm di lunghezza e 5 cm di larghezza
    • Lunghezza e larghezza massime comprese tra 5 cm e 10 cm
    • Lunghezza massima 10 cm e larghezza massima 5 cm
  40. Quali specie di tartufo possono essere cercate e raccolte in base alla L.R. 36/2023?
    • Tutte le specie di Tuber, compreso Tuber rufum, purché siano completamente mature
    • Tartufo scorzone (Tuber aestivum Vittad forma aestivum.); tartufo uncinato (Tuber aestivum Vittad. forma uncinatum); tartufo bianchetto o marzuolo (Tuber albidum Pico); tartufo bianco (Tuber magnatum Pico)
    • Quelle indicate all'art. 5 della Legge Regionale n. 36/2023
  41. Secondo la L.R. 36/2023, quale è il calendario di cerca e raccolta del tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum Pico)?
    • Dal 1 ottobre al 15 gennaio
    • Dal 15 settembre al 31 dicembre
    • Dal 10 settembre al 15 gennaio
  42. Secondo la L.R. 36/2023, qual è il calendario di cerca e raccolta del Tuber indicum Cooke & Massee è:
    • Dal 1 ottobre al 15 gennaio
    • Dal 15 settembre al 31 dicembre
    • Raccolta non ammessa
  43. Quale, tra le seguenti specie di tartufo, si può cercare e raccogliere secondo la L.R. 36/2023?
    • Tartufo rosso (Tuber rufum Pico)
    • Tartufo escavato (Tuber excavatum Vittad)
    • Tartufo moscato (Tuber brumale forma moschatum De Ferry)
  44. Quali sono le attività disciplinate dalla L.R. 36/2023?
    • La raccolta e la commercializzazione dei tartufi
    • La cerca, la raccolta e la coltivazione dei tartufi
    • La cerca, la raccolta e la commercializzazione dei tartufi
  45. In quali periodi è permessa l'attività di cerca e raccolta dei tartufi freschi, secondo la L.R. 36/2023?
    • Nei periodi previsti dal calendario regionale e nella settimana successiva al termine dello stesso
    • Nei periodi previsti dal calendario regionale e nei 10 giorni successivi al termine
    • Solo nei periodi previsti dal calendario
  46. Come viene definita l'attività di cerca del tartufo dalla L.R. 36/2023?
    • Attività di cerca del tartufo mediante l'ausilio del cane addestrato, secondo le modalità previste e nel rispetto del calendario
    • Attività di cerca del tartufo mediante l'ausilio del cane, secondo le modalità previste e nel rispetto del calendario
    • Attività di cerca del tartufo mediante l'ausilio massimo di due cani, compreso quello in addestramento, secondo le modalità previste e nel rispetto del calendario
  47. Secondo la L.R. 36/2023, quali condizioni sono necessarie perché il tartufaio possa praticare la cerca e la raccolta dei tartufi?
    • Che sia in possesso del tesserino di abilitazione e sia in regola col versamento annuale per l'esercizio dell'attività
    • Che sia in possesso del solo tesserino di abilitazione
    • Che, anche in possesso di un tesserino scaduto, sia in regola col versamento annuale per l'esercizio dell'attività
  48. Qual è il periodo di validità del tesserino per la cerca e la raccolta dei tartufi dalla data del rilascio, in base alla L.R. 36/2023?
    • Tre anni
    • Cinque anni
    • Dieci anni
  49. La L.R. 36/2023 prevede un'età minima per il rilascio del tesserino di abilitazione alla cerca e raccolta dei tartufi?
    • Sì, di 16 anni
    • Sì di 14 anni
    • No, la legge non prevede un'età minima per il rilascio del tesserino
  50. A quale età la L.R. 36/2023 prevede possa essere rilasciato il tesserino di abilitazione alla cerca e raccolta dei tartufi?
    • Quattordici anni
    • Sedici anni
    • Diciotto anni
  51. Quale ente rilascia il tesserino di abilitazione alla cerca e raccolta dei tartufi, secondo la L.R. 36/2023?
    • La Regione
    • La Provincia
    • Il Comune di residenza
  52. Come si ottiene il tesserino di abilitazione alla cerca e raccolta dei tartufi, in base alla L.R. 36/2023?
    • Si deve sostenere un esame di abilitazione davanti ad una commissione regionale
    • Si deve frequentare un corso di 30 ore e poi superare un esame di abilitazione davanti a una commissione regionale
    • Si deve frequentare un corso di 8 ore e poi superare un esame di abilitazione davanti a una commissione regionale
  53. Come si ottiene il rinnovo del tesserino di abilitazione alla cerca e raccolta dei tartufi, in base alla L.R. 36/2023?
    • Si deve frequentare un corso di 8 ore e poi superare un esame di abilitazione davanti a una commissione regionale
    • Si deve frequentare un corso di 8 ore
    • Si deve sostenere un nuovo esame di abilitazione davanti a una commissione regionale
  54. Quali documenti deve portare con sé il cercatore per poter svolgere l'attività di cerca e raccolta nel rispetto della L.R. 36/2023?
    • Tesserino di abilitazione alla cerca e raccolta dei tartufi e pagamento dell'importo annuale
    • Tesserino di abilitazione alla cerca e raccolta dei tartufi
    • Pagamento dell'importo annuale
  55. Entro quale termine di tempo deve richiedere il tesserino chi ha superato l'esame di idoneità alla cerca e raccolta dei tartufi in base alla L.R. 36/2023?
    • Entro 365 giorni dal superamento dell'esame
    • Entro due anni dal superamento dell'esame
    • La norma regionale non prevede un termine di tempo per richiedere il tesserino dopo aver superato l'esame
  56. Cosa prevede la L.R. 36/2023 per chi ha superato l'esame di idoneità alla cerca e raccolta del tartufo ma non ha richiesto il tesserino entro il termine stabilito?
    • Deve frequentare un corso di 8 ore
    • Deve frequentare un corso di 30 ore
    • Deve frequentare un corso di 30 ore e poi superare di nuovo l'esame
  57. Quale ente rilascia il rinnovo delle tartufaie naturali controllate, secondo la L.R. 36/2023?
    • Il Comune territorialmente competente
    • La Provincia
    • La Regione
  58. Quale ente rilascia il riconoscimento delle tartufaie coltivate secondo la L.R. 36/2023?
    • La Provincia
    • La Regione
    • Il Comune territorialmente competente
  59. Quale soggetto rilascia il riconoscimento delle aree di addestramento cani da tartufo secondo la
    • Il Comune territorialmente competente
    • Una delle associazioni di raccoglitori riconosciute ai sensi della lr 36/2023
    • La Regione
  60. Quale soggetto può presentare la domanda di riconoscimento delle aree di addestramento cani da tartufo secondo la L.R. 36/2023?
    • Una delle associazioni di raccoglitori riconosciute ai sensi della lr 36/2023
    • Un consorzio volontario per la difesa del tartufo toscano
    • Un singolo tartufaio abilitato purché in possesso di un terreno di almeno 2 ettari di superficie
  61. Secondo la L.R. 36/2023, quale delle seguenti attività è di competenza della Regione?
    • Il rilascio e il rinnovo dei tesserini di abilitazione
    • Il rilascio e la revoca del riconoscimento delle tartufaie naturali controllate e delle tartufaie coltivate
    • La realizzazione, la tenuta e l'aggiornamento della mappatura delle aree tartufigene naturali e delle tartufaie naturali controllate e di quelle coltivate
  62. Come viene definito dalla L.R. 36/2023 il tartuficoltore?
    • Colui che è abilitato alla cerca e raccolta del tartufo e in possesso del tesserino di abilitazione
    • Colui che conduce una tartufaia coltivata e in possesso del tesserino di abilitazione
    • Colui che conduce una tartufaia coltivata anche se privo del tesserino di abilitazione
  63. È ammessa la cerca e raccolta del tartufo scorzone nel mese di giugno, in base alla L.R. 36/2023?
    • Si, dappertutto
    • Si, tranne che nelle oasi di protezione, nelle zone di ripopolamento e cattura e nei centri pubblici e privati di produzione della fauna selvatica
    • No
  64. Quali sono i soggetti individuati dalla L.R. 36/2023 per la vigilanza, il controllo, l'accertamento e la contestazione delle infrazioni?
    • Il comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell' Arma dei carabinieri, le guardie venatorie provinciali, gli organi di polizia locale urbana e rurale
    • Le guardie venatorie provinciali
    • Il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell' Arma dei carabinieri
  65. Quali soggetti possono effettuare la vigilanza sull'attività di cerca di tartufi in Toscana in base alla L.R. 36/2023?
    • I micologi del Dipartimento di Prevenzione della Unità Sanitaria Locale (U.S.L.)
    • I Carabinieri forestali (Comando unita forestali, ambientali e agroalimentari dell' Arma)
    • Gli ispettori fitosanitari
  66. Chi è considerato recidivo secondo la L.R. 36/2023?
    • Colui che dopo aver commesso una delle infrazioni indicate dall'art.18 della L.R. 36/2023, ne commette un'altra nei 5 anni successivi
    • Colui che dopo aver commesso una delle infrazioni indicate dall'art.18 della L.R. 36/2023, ne commette un'altra nei 10 anni successivi
    • Colui che dopo aver commesso una delle infrazioni indicate dall'art.18 della L.R. 36/2023, commette la stessa infrazione nei 3 anni successivi
  67. Quale è il tempo minimo che deve intercorrere da una sanzione ad un'altra affinché non sia considerata recidiva secondo la L.R. 36/2023?
    • 3 anni
    • 5 anni
    • 1 anno
  68. Cosa prevede l'art 18 della L.R. 36/2023 per i tartufi raccolti in violazione della Legge Regionale n.36/2023?
    • Devono essere resi immangiabili
    • Devono essere confiscati e sequestrati
    • Devono essere confiscati
  69. Cosa prevede l'art 18 della L.R. 36/2023 per chi cerca e raccoglie tartufi senza il tesserino?
    • Una sanzione amministrativa
    • Una sanzione penale
    • Una sanzione sanitaria
  70. In quale caso, ai sensi della L.R. 36/2023, è previsto il ritiro per un anno del tesserino per la cerca e la raccolta?
    • In nessun caso
    • In caso di terza violazione contestata
    • In caso di mancato pagamento della sanzione applicata
  71. Per quanto tempo può essere ritirato il tesserino ai sensi dell'art 19 della L.R. 36/2023?
    • Per 1 anno in caso di tre violazioni ripetute nei 5 anni
    • Per 2 anni in caso di tre violazioni ripetute in 2 anni
    • Per 5 anni in caso di tre violazioni ripetute in 1 anno
  72. Cosa prevede l'art 18 della L.R. 36/2023 per chi cerca e raccoglie tartufi col tesserino ma senza il pagamento dell'importo annuale?
    • Una sanzione penale
    • Una sanzione sanitaria
    • Una sanzione amministrativa
  73. Cosa prevede la L.R. 36/2023 per chi esercita la ricerca del tartufo munito del tesserino, in assenza del pagamento dell'importo relativo all'abilitazione?
    • Solo una sanzione perché si è in possesso del tesserino
    • Una sanzione ed il sequestro del prodotto
    • Solo il sequestro del prodotto se si effettua il pagamento entro le 24 ore successive alla contestazione della violazione
  74. Quale sanzione è prevista dall' art. 18 della L.R. 36/2023 per chi esercita la ricerca o la raccolta senza l'ausilio del cane appositamente addestrato o senza idoneo attrezzo?
    • Una sanzione da € 150,00 a € 900,00 ed il sequestro del prodotto
    • Una sanzione da € 300,00 a € 3.000,00 ed il sequestro del prodotto
    • Una sanzione da € 500,00 a € 5.000,00 ed il sequestro del prodotto
  75. Cosa prevede l'art. 18 della L.R. 36/2023 per chi esercita la ricerca o la raccolta di tartufi immaturi?
    • Una sanzione da € 150,00 a € 900,00 ed il sequestro del prodotto
    • Una sanzione da € 300,00 a € 3.000,00 ed il sequestro del prodotto
    • Una sanzione da € 500,00 a € 5.000,00 ed il sequestro del prodotto
  76. Quale delle seguenti violazioni della L.R. 36/2023 prevede la sanzione accessoria della sospensione del tesserino per un anno?
    • Il mancato riempimento delle buche aperte
    • L'utilizzo di piante micorrizate senza certificazione
    • La cerca e la raccolta senza ausilio del cane o senza attrezzo idoneo
  77. Quale delle seguenti violazioni della L.R. 36/2023 prevede la sanzione accessoria della sospensione del tesserino per un anno?
    • La cerca e la raccolta dei tartufi con tesserino ma senza senza il pagamento annuale
    • La cerca dei tartufi ricorrendo alla zappatura
    • Il mancato riempimento delle buche aperte
  78. Qual è il soggetto al quale compete l'irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla L.R. 36/2023?
    • Il Comune
    • Il CUTFAA (Comando Unità per la Tutela Forestale, ambientale e agro-alimentare) dell' Arma dei carabinieri
    • La Regione
  79. Quali sono i soggetti incaricati del controllo, della vigilanza, dell'accertamento e contestazione delle infrazioni alla L.R. 36/2023?
    • Il CUTFAA (Comando Unità per la Tutela Forestale, ambientale e agro-alimentare) dell' Arma dei carabinieri e le guardie venatorie provinciali
    • Il CUTFAA (Comando Unità per la Tutela Forestale, ambientale e agro-alimentare) dell' Arma dei carabinieri, i Consorzi per la difesa del tartufo e gli organi di polizia locale urbana e rurale
    • Il CUTFAA (Comando Unità per la Tutela Forestale, ambientale e agro-alimentare) dell' Arma dei carabinieri, le guardie venatorie provinciali e gli organi di polizia locale urbana e rurale
  80. Secondo il regolamento di attuazione della legge regionale L.R. 36/2023, l'accertamento della specie di Tuber (tartufo) può essere fatto a vista dall'operatore durante la cessione del prodotto?
    • Si, purché l'operatore sia munito del tesserino di abilitazione
    • Sì, anche se l'operatore è privo di tesserino
    • No, in nessun caso
  81. Cosa prevede il regolamento di attuazione della L.R. 36/2023 In caso di dubbio o contestazione dell'accertamento della specie di Tuber (tartufo) durante la cessione del prodotto?
    • Il regolamento regionale prevede che l'identificazione della specie di Tuber venga condotta dal CUTFAA (Comando Unità per la Tutela Forestale, ambientale e agroalimentare) dell' Arma dei carabinieri
    • Il regolamento regionale prevede che l'identificazione della specie di Tuber venga condotta dalle Associazioni di raccoglitori riconosciute
    • Il regolamento regionale prevede che l'identificazione della specie di Tuber venga fatta dagli Ispettorati micologici presso il Dipartimento di prevenzione della Azienda sanitaria locale
  82. 82) Come devono essere apposte le tabelle di delimitazione delle tartufaie naturali controllate secondo il regolamento di attuazione della L.R. 36/2023?
    • Le tabelle devono essere apposte in modo che da ogni cartello sia visibile il precedente e il successivo e devono delimitare tutto il perimetro della superficie interessata a una distanza tale da essere visibili da ogni punto di accesso
    • Le tabelle devono essere apposte lungo il perimetro della superficie interessata, un cartello ogni 20 metri
    • Le tabelle devono essere apposte lungo il perimetro della superficie interessata, un cartello ogni 30 metri
  83. Qual'è la norma quadro nazionale attualmente in vigore in materia di tartufi?
    • Legge 11 febbraio 1992 n° 157
    • Legge 23 agosto 1993 n° 352
    • Legge 16 dicembre 1985 n° 752
  84. Quale atto ha riconosciuto le denominazioni legali delle specie di tartufi commerciabili in Italia?
    • Legge Regionale
    • Legge Nazionale
    • Regolamento Comunitario
  85. La L.752/85 prevede dei limiti quantitativi alla raccolta delle varie specie di tartufo?
    • Sì, e indica i limiti quantitativi delle varie specie
    • No
    • Si, ma demanda alle singole normative regionali l'individuazione dei limiti quantitativi
  86. La L. 752/85 prevede che il tesserino di abilitazione alla cerca e raccolta dei tartufi è valido su quale territorio?
    • Della singola regione di residenza
    • Del singolo comune di residenza
    • Sull'intero territorio nazionale
Principi legislazione alimentare · 38 domande
  1. Perché in Europa fu deciso di introdurre norme sulla sicurezza alimentare comuni a tutti gli stati membri?
    • Perché le norme Italiane erano troppo severe e occorreva che l'Europa si allineasse a queste norme
    • Perché a seguito delle problematiche di salute dovute a varie tipologie di eventi (la cosiddetta mucca pazza in Gran Bretagna, vino all'etanolo in Italia) si rese necessario uniformare le regole (norme) per la sicurezza alimentare
    • Non esistono norme comuni in Europa; ogni stato legifera sulla sicurezza alimentare per proprio conto.
  2. Cosa significa «sicurezza alimentare»?
    • Ridurre a zero i rischi per i consumatori
    • Essere consapevoli che ogni alimento è pericoloso
    • Porre in atto determinati processi e comportamenti che tendano a fornire alimenti il più possibile sicuri.
  3. Quale è una norma, tuttora vigente, che è fondamentale per la sicurezza alimentare in Italia il cui articolo 5 è rimasto di carattere penale nel settore alimenti?
    • La legge 327/80
    • Il Regolamento 852/04
    • La Legge 283/62
  4. L'art.5 della Legge 283/62 evidenzia che cosa?
    • Definisce i requisiti basilari per cui un prodotto può essere considerato idoneo al consumo alimentare
    • Le temperature di trasporto degli alimenti
    • Le temperature di conservazione degli alimenti surgelati
  5. Quale è il grande obiettivo posto in essere negli anni '90 in merito alla sicurezza alimentare?
    • Garantire un alto livello di salute e di prevenzione per il consumatore basato sul principio guida di un approccio integrato
    • Azzerare il rischio legato al consumo degli alimenti
    • La tutela delle aziende alimentari grazie a facilitazioni e alla libertà nell'utilizzo libero delle materie prime e senza controlli degli alimenti prodotti
  6. Cosa si intende per «pacchetto igiene»?
    • Una serie di norme che consentono una corretta pulizie e igiene delle aziende dove vengono depositati gli alimenti
    • Una serie di norme «di base» (Regolamenti europei) che regolano il mondo della produzione alimentare, l'igiene dei prodotti alimentari, la loro rintracciabilità, i controlli ufficiali ecc.
    • È stato un pacchetto di norme emanato a partire dal 2002 dalla Comunità europea ma che attualmente non è più in vigore
  7. Quale è la condizione per la quale un alimento si possa considerare «sicuro»?
    • Quando è prodotto sempre utilizzando la stessa ricetta
    • Quando è prodotto conformemente alle disposizioni comunitarie riguardanti la sicurezza alimentare
    • Quando l'etichetta è scritta con tutti gli ingredienti che lo compongono
  8. Il Reg.CE 178/02 disciplina:
    • Tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione degli alimenti e dei mangimi
    • Alcune fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione degli alimenti e dei mangimi
    • Tutte fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione degli alimenti ma esclude i mangimi
  9. Quali sono i principali pericoli nel campo della sicurezza alimentare per le aziende di produzioni alimenti?
    • Pericolo micologico (inteso come la possibilità di consumo di funghi tossici)
    • Pericoli fisici, chimici, allergeni
    • Pericoli fisici, chimici, batteriologici
  10. Quali sono i principali rischi batteriologici?
    • Radioattività, presenza corpi estranei
    • Farmaci, fitofarmaci, additivi, inquinanti ambientali, ammine biogene, tossine
    • Parassiti, virus, muffe e lieviti, batteri, infestanti
  11. Cosa si intende per «rintracciabilità» ai sensi art.18 Reg.CE 178/02?
    • È un sistema che cerca di prevedere gli ingredienti che compongono l'alimento finito e pronto per il consumo
    • La possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento, destinato alla produzione alimentare o di una sostanza destinata o atta ad entrare a far parte di un alimento
    • È un sistema che concentra l'attenzione delle autorità competenti sugli additivi destinati a essere inglobati negli alimenti al fine di fornire un prodotto di buona qualità
  12. Quale è l'oggetto della rintracciabilità?
    • Alimenti, mangimi, materie prime agricole (ivi compresi gli animali) ed ogni altra sostanza destinata a far parte dell'alimento o mangime (es. ingredienti, additivi)
    • Cercare di capire la gravità delle conseguenze derivanti dall'evento negativo prodotto dal pericolo
    • Cercare di determinare la probabilità che si verifichi un danno nel consumatore per l'ingestione di un alimento contenente un pericolo.
  13. Quali sono le condizioni favorenti la crescita batterica in un alimento?
    • Non ci sono condizioni che favoriscono la crescita batterica
    • La surgelazione
    • Scarsa igiene, errate modalità di manipolazione, conservazione a temperature non adeguate
  14. Che differenza c'è fra tracciabilità e rintracciabilità?
    • Nessuna sono sinonimi della stessa attività che permette di risalire la catena di distribuzione di un alimento
    • Con il termine tracciabilità si intende la capacità di ricostruire il percorso di un alimento da valle a monte
    • Con il termine rintracciabilità si intende la capacità di ricostruire il percorso di un alimento da valle a monte, mentre con il termine tracciabilità la capacità di ricostruire il percorso di un alimento monte a valle
  15. Il Reg.CE 852/04 è un regolamento fondamentale per la sicurezza alimentare. Fra i suoi principi più importanti troviamo l'approccio cosiddetto «from farm to fork» cioè dalla fattoria alla forchetta. Per garantire questo tipo di approccio l'operatore del settore alimentare quali attività deve mettere in azione?
    • Niente. Solo in caso di problemi sugli alimenti deve indagare per cercare di capire da cosa sono scaturiti
    • Si deve attenere ai corretti manuali di prassi igienica
    • Garantire un alto livello di sicurezza degli alimenti lungo tutta la catena alimentare a cominciare dalla produzione primaria, intesa come «tutte le fasi della produzione, dell'allevamento o della coltivazione dei prodotti primari»
  16. La coltivazione, la cerca, la raccolta, dei tartufi rientrano nel Reg.CE 852/04?
    • No, ne sono escluse in quanto attività non previste nel Regolamento
    • Sì, in quanto attività previste nell' Allegato 1 del Reg.CE 852/04 che si applica alla produzione primaria
    • No, perché il tartufo non è un alimento e pertanto non rientra nel Reg. CE852/04
  17. L'allegato I del Reg.CE 852/04 a quali attività si applica?
    • A quelle della produzione primaria
    • A quelle legate al settore della GDO (grande distribuzione organizzata)
    • A quelle legate alla produzione di pasticceria industriale
  18. Quali sono le seguenti definizioni che meglio descrivono i termini di «produzione primaria»?
    • La produzione primaria riguarda i prodotti derivanti dal settore lattiero-caseario (formaggi, yogurt, burro ecc.)
    • La produzione primaria riguarda la filiera di produzione e trasformazione dei prodotti della terra e dell'allevamento e che ha lo scopo di fornire al consumatore finale prodotti trasformati e pronti all'uso
    • La produzione primaria riguarda i prodotti della terra, della pesca, dell'allevamento, della caccia e la natura di questi prodotti non viene alterata o modificata
  19. L'acronimo HACCP significa:
    • Health And Critical Condition for People (cioè salute e condizioni critiche per la gente)
    • Hazard Analysis and Critical Control Points (cioè analisi dei pericoli e dei punti critici di controllo)
    • Hazard Anonymus and Claustrophobic Condition of People (pericoli anonimi legati alle condizioni di claustrofobia della gente)
  20. Cosa è l'HACCP?
    • Riguarda esclusivamente le operazioni di vendita di prodotti alimentari on-line (compresi gli integratori per il fitness)
    • È un sistema predittivo - preventivo per la definizione delle corrette modalità di cottura della carne
    • È un insieme di procedure che permette di individuare i possibili pericoli legati alla produzione e conservazione degli alimenti
  21. Quale è l'obiettivo dell'HACCP?
    • Garantire la sicurezza degli animali in allevamento e delle piante da frutto in coltivazione
    • Educare e formare gli operatori che a vario titolo operano nel solo settore della produzione primaria vegetale
    • Monitorare tutta la filiera che si occupa della produzione e distribuzione degli alimenti e bevande per tutelare la salute dei consumatori
  22. Nell'HACCP su quale concetto è basata la salubrità degli alimenti?
    • Sulla prevenzione dei pericoli anziché sull'analisi del prodotto finito
    • Sull'analisi del prodotto finito anziché sulla prevenzione dei pericoli
    • Sulla ricerca di agenti contaminanti da svolgere al momento della messa in commercio del prodotto
  23. I produttori primari (sia per la coltivazione che per l'allevamento) sono obbligati ad adottare i principi dell'HACCP?
    • Sì
    • Sì, ma solo nei seguenti casi: per la coltivazione quando l'estensione del terreno è superiore a 30 ettari, nell'allevamento quando i capi di bestiame sono superiore a 30 unità
    • No, è consigliata loro l'adozione di manuali di corretta prassi operativa
  24. Quando il tartufo diventa alimento?
    • Mai, è sempre e soltanto un frutto selvatico non soggetto a normativa specifica
    • Quando viene cavato e consegnato alle aziende di trasformazione per farlo diventare una crema o altra tipologia di prodotto destinato alla GDO (grande distribuzione organizzata)
    • Dopo la raccolta
  25. Nei tartufi il pericolo microbiologico è legato a quale fattore?
    • Radiazioni
    • Alla crescita nel terreno che li pone a contatto con virus, batteri, muffe e insetti
    • Da contaminazioni di pesticidi, metalli pesanti
  26. Nei tartufi il pericolo fisico è legato a quale fattore?
    • Pezzetti di pietrisco, sabbia o da contaminazioni ambientali da radiazioni (Chernobyl)
    • Dalla crescita nel terreno che li pone a contatto con virus, batteri, muffe e insetti
    • Da contaminazioni di pesticidi, metalli pesanti
  27. Nei tartufi il pericolo chimico è legato a quale fattore?
    • Pezzetti di pietrisco, sabbia o da contaminazioni ambientali da radiazioni (Chernobyl)
    • Dalla crescita nel terreno che li pone a contatto con virus, batteri, muffe e insetti
    • Da contaminazioni di pesticidi, metalli pesanti, inquinanti vari
  28. Quali sono le operazioni che possono limitare i rischi nel consumo dei tartufi?
    • È sufficiente conservarli al fresco
    • È consigliata una corretta pulizia esterna, una conservazione al fresco, una commercializzazione e consumo precoce in quanto si tratta di alimenti facilmente deperibili
    • Lavarli sotto acqua corrente calda e conservarli senza particolari precauzioni in quanto prodotto non facilmente deperibile
  29. La presenza di larve in Tuber borchii può rappresentare un problema?
    • No, anzi le larve danno al tartufo un valore aggiunto in quanto il loro consumo aggiunge una parte nutrizionale di proteine che mancano nel tartufo
    • Sì, le larve rappresentano un problema igienico-sanitario ed è pertanto opportuno evitare il consumo di esemplari con presenza di larve
    • Dipende dal periodo di crescita e di cavatura; se la raccolta è precoce è tollerabile anche la presenza di larve, altrimenti in una raccolta a completa maturazione i tartufi non si possono consumare
  30. I contenitori ove riporre i tartufi devono riportare un pittogramma o esser accompagnati da una certificazione. Di che tipologia di contenitori si parla?
    • Di contenitori denominati MOCA (materiali, oggetti, contatto alimenti) e pertanto idonei al contatto con qualsiasi tipologia di alimento
    • Per i tartufi la normativa non prevede una specifica tipologia di contenitori in quanto sono sporchi di terra e pertanto possono essere riposti in qualsiasi tipo di contenitore
    • Non esiste una normativa sui contenitori
  31. In quale categoria merceologica rientrano i tartufi?
    • Ortofrutticoli freschi
    • Prodotti selvatici
    • Dipende, se coltivati nei prodotti ortofrutticoli, se raccolti nei prodotti selvatici
  32. Il Reg.(UE) 2429/2023 ha esteso anche ai funghi non coltivati l'obbligo di:
    • Indicare la zona di raccolta dei tartufi
    • Indicare la provenienza del paese di origine
    • Indicare se trattasi di fungo coltivato o selvatico
  33. Con l'avvento della Legge finanziaria del 2019 il tartufaio che non è in possesso della partiva iva e vende in regime forfettario, versa una quota tramite modello F24; l'acquirente emette un documento che contiene una serie di dati. Questi sono:
    • La data di cessione, partiva iva del venditore, la natura e quantità del prodotto ceduto, l'ammontare
    • Il numero di lotto e la data di cessione; questo è necessario ai fini della rintracciabilità dei tartufi
    • La data di cessione, nome, cognome e codice fiscale del cedente, gli estremi del versamento (F24), la natura e quantità del prodotto ceduto, l'ammontare del corrispettivo
  34. Con l'avvento della Legge finanziaria del 2019 il tartufaio che non è in possesso della partiva iva e vende in regime forfettario, versa una quota tramite modello F24; l'acquirente emette un documento che contiene una serie di dati. Uno degli scopi principali di questo documento è:
    • La rintracciabilità della partita acquistata
    • La specie e la qualità dei tartufi acquistati
    • Essere certo che il venditore sia in possesso dell'HACCP
  35. Quale è una delle sostanziali differenze della L.R. 36/2023 rispetto alla precedente?
    • Non viene più contemplata la raccolta notturna invece prima sì
    • Non viene più contemplata la parte relativa al commercio
    • Non viene più contemplata la parte sanzionatoria
  36. Quale è una delle sostanziali differenze della L.R. 36/2023 rispetto alla precedente?
    • Nessuna differenza
    • Non viene più contemplata la parte sanzionatoria
    • In caso di dubbio o contestazione l'identificazione delle specie è condotta dagli Ispettorati micologici presso il Dipartimento di prevenzione della Azienda sanitaria locale
  37. Cosa si intende con l'acronimo SCIA?
    • Segnalazione Comunicazione Inizio Attività
    • Sicurezza Comune In Alimenti
    • Segnalazione Certificata di Inizio Attività
  38. Il sistema HACCP venne studiato e adottato per la prima volta negli anni sessanta del secolo scorso, da quale amministrazione?
    • EFSA (European Food Safety Autorithy)
    • NASA (National Aeronautics and Space Administration)
    • ICQRF (Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari)
Gestione del cane da tartufo · 40 domande
  1. Come è definito il «Benessere Animale» dall'OMS?
    • Lo stato di completa Sanità Fisica e Mentale che consente all'animale di vivere in armonia con il suo ambiente
    • Lo stato di completa sanità fisica
    • Lo stato di sanità mentale
  2. Quante sono le libertà degli animali?
    • 10
    • 20
    • 5
  3. Qual è la PRIMA libertà degli animali?
    • Libertà dal dolore, dalle ferite e dalle malattie
    • Libertà dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione garantendo all'animale l'accesso ad acqua fresca ed a una dieta che lo mantenga in piena salute
    • Libertà dalla paura
  4. Qual è la SECONDA libertà degli animali?
    • Libertà di avere un ambiente fisico adeguato; fornendo all'animale un ambiente che includa riparo e una comoda area di riposo
    • Libertà dalla paura e dal disagio
    • Libertà dal dolore
  5. Qual è la TERZA libertà degli animali?
    • Libertà dalla fame e dalla sete
    • Libertà dalla paura
    • Libertà dal dolore, dalle ferite e dalle malattie prevenendole o diagnosticandole e trattandole rapidamente
  6. Qual è la QUARTA libertà?
    • Libertà di manifestare le proprie caratteristiche comportamentali specie-specifiche fornendo all'animale spazio sufficiente, strutture adeguate e la compagnia di animali della propria specie
    • Libertà dalla fame e dalla sete
    • Libertà di avere un ambiente fisico adeguato
  7. Qual è la QUINTA libertà degli animali?
    • Libertà di manifestare le proprie caratteristiche comportamentali
    • Libertà dalla sete
    • Libertà dalla paura e dal disagio, assicurando all'animale condizioni e cure che non comportino sofferenza psicologica
  8. Quali sono i riferimenti normativi in materia di tutela e controllo del benessere animale?
    • Legge Regionale 20 del ottobre 2009 n.59 e Regolamento del 4 Agosto 2011 n.38/R
    • Non abbiamo riferimenti normativi
    • Legge 281/1991
  9. Cosa riporta l'art. 5 della Legge Regionale del 20 ottobre 2009 n. 59?
    • Il responsabile di un animale ha l'obbligo di garantire la salute ed il benessere del medesimo, di provvedere alla sua sistemazione e di dedicare cure ed attenzioni adeguate secondo le necessità
    • Il responsabile deve solo fornire cibo ed acqua
    • Il responsabile non ha nessun obbligo
  10. Secondo quale articolo della Legge Regionale del 20 Ottobre 2009 n.59, Il responsabile di un animale deve garantire le cure sanitarie necessarie?
    • Art. 10
    • Art. 5
    • Art. 2
  11. Secondo quale articolo della Legge Regionale del 20 Ottobre 2009 n.59, Il responsabile di un animale deve garantire l'equilibrio fisico dell'animale mediante adeguate possibilità di movimento?
    • Art. 5
    • Art. 1
    • Art. 12
  12. Secondo quale articolo della Legge Regionale del 20 Ottobre 2009 n.59, Il responsabile dell'animale deve assicurare un ricovero idoneo e sicuro?
    • Art. 1
    • Art. 2
    • Art. 5
  13. Secondo quale articolo della Legge Regionale del 20 Ottobre 2009 n.59, Il responsabile dell'animale deve garantire un adeguato e costante controllo dell'animale al fine di evitare rischi per la pubblica incolumità?
    • Art. 5
    • Art. 10
    • Art. 2
  14. Secondo quale articolo della Legge Regionale del 20 Ottobre 2009 n.59, Il responsabile dell'animale deve adottare misure idonee a prevenire l'allontanamento dai luoghi di abituale soggiorno?
    • Art. 1
    • Art. 5
    • Art. 4
  15. L'art.6 della Legge Regionale del 20 Ottobre 2009 n. 59 di cosa tratta?
    • Controllo della riproduzione
    • Trasporto animali
    • Amputazioni
  16. L'art.6 della Legge Regionale del 20 Ottobre 2009 n.59 cosa riporta?
    • È vietato trasportare animali nei vani portabagagli chiusi degli autoveicoli per qualsiasi periodo di tempo
    • È possibile trasportare animali nei vani portabagagli chiusi degli autoveicoli
    • Nessuna delle precedenti
  17. Il Regolamento del 4 Agosto 2011 n38/R all' art. 3 di cosa tratta?
    • Controllo della riproduzione
    • Amputazioni
    • Modalità di trasporto
  18. Il Regolamento del 4 Agosto 2011 n38/R all' art. 3 cosa riporta in merito al trasportatore?
    • Utilizza contenitori idonei a garantire la massima sicurezza
    • Non deve occuparsi della sicurezza degli animali
    • Non deve utilizzare contenitori idonei per la sicurezza animali
  19. Quale articolo del Codice della strada tratta del trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore?
    • Art. 169
    • Art. 170
    • Art. 150
  20. Cosa riporta il Codice della strada in merito al trasporto dei cani?
    • Non si possono trasportare i cani in macchina
    • Il cane deve essere trasportato in modo sicuro e senza mettere a rischio la sicurezza del conducente, dei passeggeri o dell'animale stesso
    • Non stabilisce niente sul trasporto dei cani in macchina
  21. L'art. 7 della Legge Regionale del 20 Ottobre 2009 n.59 di cosa tratta?
    • Controllo della riproduzione
    • Trasporto animali
    • Amputazioni
  22. Secondo l'art.7 della Legge Regionale del 20 Ottobre 2009 n.59 chi esegue gli interventi di sterilizzazione?
    • Il responsabile dell'animale
    • Il Medico veterinario
    • Nessuna delle precedenti
  23. L'art.8 della Legge Regionale del 20 Ottobre 2009 n.59 di cosa tratta?
    • Amputazioni
    • Controllo della riproduzione
    • Trasporto degli animali
  24. L'art. 8 della Legge Regionale del 20 Ottobre 2009 n.59 cosa riporta?
    • Sono vietate le amputazioni finalizzate unicamente a modificare l'aspetto di un animale o ad altri scopi non terapeutici
    • Sono consentite tutte le amputazioni anche a scopi non terapeutici
    • Non è consentita alcun tipo di amputazione per qualsiasi motivo
  25. L'art.9 della Legge Regionale del 20 Ottobre 2009 n.59 di cosa tratta?
    • Trasporto degli animali
    • Amputazioni
    • Divieto di soppressione
  26. Cosa riporta l'art.9 della Legge Regionale del 20 Ottobre 2009 n.59?
    • È vietato sopprimere gli animali se non perché gravemente malati e incurabili
    • Gli animali gravemente malati non si possono mai sopprimere
    • Si possono sopprimere gli animali senza alcuna motivazione
  27. Cosa tratta il Regolamento del 4 Agosto 2011 n. 38/R nell'art. 2?
    • Trasporto
    • Modalità di custodia
    • Amputazioni
  28. L'art.2 del Regolamento del 4 Agosto 2011 n. 38/R riporta che:
    • È vietata la custodia del cane alla catena, o con mezzi di contenimento similari, salve comprovate ragioni sanitarie o per urgenti misure di sicurezza
    • Si possono tenere i cani a catena
    • Nessuna delle precedenti
  29. Secondo l' Allegato A del Regolamento del 4 Agosto 2011 n. 38/R cani e gatti:
    • Non devono essere confinati permanentemente in locali di servizio e terrazze
    • Devono sempre stare nelle terrazze per tutto il tempo della detenzione
    • Nessuna delle precedenti
  30. Come devono essere le recinzioni dei cani secondo l' Allegato A del Regolamento del 4 Agosto 2011 n. 38/R?
    • Possono permettere la fuga del cane
    • Sono realizzate per la sicurezza dell'animale ma non per impedire la fuga
    • La recinzione deve essere adeguata ad impedire la fuga ed ogni rischio per la sicurezza dell'animale e della collettività. Per i cani custoditi in box e recinti deve essere garantita la possibilità giornaliera di movimento
  31. L'art. 24 della Legge Regionale del 20 Ottobre 2009 n.59 cosa riporta?
    • Il responsabile del cane provvede, entro il sessantesimo giorno di vita dell'animale, all'iscrizione ed alla identificazione dello stesso all'anagrafe canina
    • Il responsabile del cane non provvede mai all'identificazione del cane
    • Nessuna delle precedenti
  32. Chi gestisce l' Anagrafe Canina?
    • I servizi Veterinari delle ASL
    • Le Regioni
    • I responsabili del cane
  33. Che cosa è il microchip?
    • Un metodo alternativo per identificare il cane
    • Si tratta di un piccolo dispositivo elettronico di forma cilindrica di 11 millimetri di lunghezza e 2 di diametro, rivestito di materiale biocompatibile che identifica il cane
    • Un tatuaggio per identificare il cane
  34. Per cosa vacciniamo i nostri cani principalmente?
    • Cimurro, Epatite Infettiva, Parvovirosi, Parainfluenza, Infezioni respiratorie, Leptospirosi
    • Solo Cimurro
    • Leptospirosi e Cimurro
  35. Quanti cicli epidemiologici esistono per la Rabbia?
    • Un solo ciclo: Silvestre
    • Due cicli epidemiologici: Silvestre e Urbano
    • Tre cicli epidemiologici
  36. In Italia la vaccinazione contro la Rabbia negli animali domestici è obbligatoria?
    • Per gli animali domestici, la vaccinazione preventiva è in genere facoltativa, mentre è obbligatoria nel territorio a rischio di rabbia silvestre, cioè nei casi in cui la malattia è circolante nella popolazione animale selvatica (volpi)
    • È sempre obbligatoria in Italia
    • È obbligatoria solo per i gatti
  37. Prima di fare la vaccinazione al proprio cane è indispensabile?
    • Non è necessario fare niente prima della vaccinazione
    • È necessario trattare il cane solo per gli ectoparassiti
    • Una visita clinica e la ricerca dei parassiti intestinali
  38. Quali sono i principali ectoparassiti che si possono riscontrare nei cani?
    • Pulci e zecche
    • Strongili
    • Ascaridi e coccidi
  39. Quale è il vettore con cui il cane e l'uomo contraggono la Leishmania?
    • Flebotomo
    • Zecche
    • Pulci
  40. Quale farmaco deve essere somministrato in caso di avvelenamento con Rodenticidi?
    • Vitamina E
    • Vitamina K
    • Non esistono terapie
Botanica e selvicoltura · 40 domande
  1. La selvicoltura:
    • È una scienza esatta come la matematica
    • Segue indicazioni della tradizione contadina
    • È un insieme di conoscenze dove le dinamiche del bosco studiate dall'ecologia si incontrano con le necessità della società umana
  2. I disturbi negli ecosistemi sono:
    • Sempre negativi
    • Una cosa che c'è sempre stata in natura e che può generare diversità biologica e paesaggistica
    • Sempre positivi
  3. Per la legge forestale della Toscana, n. 39/2000 una foresta completamente bruciata da un incendio:
    • Non è più un bosco
    • Non è più classificabile come bosco ma potrà tornare ad esserlo
    • È comunque definita bosco dalla normativa vigente
  4. Una siepe camporile di alberi e arbusti larga due metri che corre tra campi di grano:
    • È normativamente definita come bosco
    • Non è un bosco ma un luogo ugualmente importante per gli agroecosistemi
    • È definita come bosco dalla legge se ci sono più di venti alberi
  5. Il suolo:
    • È il bene più prezioso di un bosco, frutto dell'interazione fra le componenti organiche e inorganiche della foresta
    • Non è importante rispetto agli altri componenti del bosco
    • È di veloce rigenerazione (circa un centimetro all'anno)
  6. Il bosco:
    • È soggetto al clima, in particolar modo d'autunno
    • È soggetto al clima ma lo modifica mitigandolo
    • Non è soggetto al clima
  7. La legna da ardere:
    • È il beneficio che il bosco fornisce all'umanità
    • Non è più un beneficio per la società moderna
    • È solo uno dei molteplici benefici che il bosco fornisce all'uomo
  8. Quanto è la copertura forestale in Toscana?
    • Circa 20.000 ettari
    • Circa 1.100.000 ettari
    • Circa 200.000 ettari
  9. «Ci sono solo due forme di governo dei boschi riconosciute dalla Legge Forestale Toscana, il ceduo e la fustaia,» vi sembra una affermazione giusta?
    • No
    • Dipende dal periodo dell'anno
    • Si
  10. I boschi governati a ceduo
    • Si rinnovano prevalentemente grazie ai ricacci delle ceppaie dopo la ceduazione
    • Si rinnovano grazie alle piantine nate dai semi
    • Non si rinnovano
  11. Le conifere in Italia:
    • Sono governate a ceduo
    • Sono governate a fustaia
    • Sono governate come cedui e come fustaie
  12. Il ceduo composto:
    • È una forma di ceduazione parziale delle ceppaie
    • È una ceduazione che rilascia almeno 150 matricine ad ettaro
    • È una mescolanza di tipi di ceduazioni
  13. I tagli successivi:
    • Sono un trattamento con cui si rinnovano le fustaie
    • Sono dei tagli che si fanno in certi tipi di cedui
    • Sono una preparazione ai diradamenti
  14. I diradamenti sono caratterizzati da:
    • Criteri di scelta, per le piante che devono essere tagliate, principalmente numerici
    • Tipo, grado, età di inizio e frequenza
    • Criteri di massima resa economica del taglio
  15. Le leccete in Toscana:
    • Vegetano esclusivamente vicino al mare
    • Vegetano esclusivamente nella fascia montana
    • Sono comuni a più fasce vegetazionali fino a 1.000 metri di quota
  16. Il leccio è:
    • Una quercia caducifoglia
    • Una conifera
    • Una quercia sempreverde
  17. L'affermazione che le leccete sono simbionti di tartufo nero pregiato, scorzone, uncinato, brumale, bianchetto e, talvolta, bianco:
    • È corretta solo per le leccete della provincia di Livorno
    • Non è corretta
    • È corretta
  18. Il leccio in Toscana viene:
    • Principalmente governato a fustaia per fornire legname da falegnameria
    • Principalmente governato a ceduo per la produzione di legna da ardere
    • Completamente escluso dal taglio per le sue funzioni turistico-ricreative
  19. La roverella è:
    • Simbionte del solo tartufo bianchetto e scorzone
    • Simbionte praticamente di tutte le specie di tartufo commestibili presenti in Toscana
    • Simbionte del solo tartufo scorzone
  20. La roverella:
    • È specie tipica della sola fascia montana
    • È specie tipica della sola fascia mediterranea
    • È specie presente in tutte le fasce di vegetazione della Toscana
  21. Il pino domestico:
    • È specie tipica della montagna toscana
    • È specie molto rara nella nostra regione
    • È specie diffusa in molte parti della costa toscana anche se di antica introduzione umana
  22. Il pino domestico:
    • È simbionte del tartufo bianco
    • È simbionte del tartufo bianchetto
    • Non fa micorrize con ascomiceti
  23. Il pino domestico viene trattato:
    • A ceduo matricinato
    • A ceduo composto
    • A tagli rasi su piccole superfici e rinnovazione artificiale successiva
  24. Il cerro può essere simbionte del tartufo bianco?
    • No
    • Il cerro non fa simbiosi con i funghi
    • Si
  25. Il cerro si riconosce facilmente:
    • Per la corteccia molto scura e liscia
    • Per le foglie sempreverdi
    • Per i riccioli legnosi sulla cupola che porta le ghiande
  26. Il cerro è normalmente trattato:
    • A ceduo matricinato o composto
    • A taglio raso
    • Con tagli di curazione
  27. La Farnia si riconosce per:
    • Il portamento arbustivo
    • I frutti carnosi e succulenti
    • Le ghiande portate su di un lungo peduncolo
  28. La Farnia resiste a:
    • A lunghe estati siccitose
    • Anche a 100 giorni di allagamento
    • Al fuoco
  29. Il carpino nero:
    • Vegeta spesso insieme alle querce ma non è molto importante come simbionte dei tartufi
    • È una specie tipica della macchia mediterranea
    • È una specie molto importante per la sua capacità di simbiosi con quasi tutte le specie eduli di tartufo in Toscana
  30. Il carpino nero:
    • Viene governato prevalentemente a fustaia
    • Viene normalmente rilasciato durante i tagli boschivi
    • Viene governato a ceduo, per produrre legna da ardere, con turni lunghi che ne compensano la scarsa crescita
  31. Il nocciolo:
    • È un albero molto grande poco importante per le simbiosi con i tartufi
    • È un arbusto miglioratore della lettiera che attiva simbiosi con molte specie di tartufi
    • È un albero da frutto presente solo in noccioleti coltivati
  32. Tiglio selvatico e tiglio nostrano non sono facilmente distinguibili:
    • E questo è un grande problema per i cavatori di tartufi
    • Ma questo non è un problema perché effettuano entrambi simbiosi con le solite specie di tartufo
    • E necessitano botanici per poterli distinguere
  33. Il pino nero:
    • È una specie autoctona e diffusa in tutti i boschi della Toscana
    • È una specie tipica dei rimboschimenti su suoli poveri della fascia montana
    • È una latifoglia
  34. Il pino nero:
    • È simbionte del bianchetto, dello scorzone e dell'uncinato
    • È simbionte del bianco
    • Non effettua simbiosi con ascomiceti
  35. Il pino nero:
    • Lo si tratta generalmente a taglio raso con turni di 50-100 anni
    • Lo si cedua ogni 25 anni
    • Non viene trattato in selvicoltura
  36. Pioppo bianco e pioppo nero:
    • Fanno simbiosi con specie diverse di tartufi
    • Non fanno simbiosi con tartufi
    • Entrambi fanno simbiosi con il tartufo bianco
  37. I pioppi sono:
    • Grandi alberi a lento accrescimento
    • Alberi tipici della fascia montana
    • Piante a rapido accrescimento tipici delle pianure alluvionali
  38. I pioppi:
    • Sono alberi tipici dei depositi fluviali ghiaiosi
    • Sono alberi tipici dei depositi fluviali terrosi
    • Sono alberi tipici dei crinali montani
  39. I salici sono tipicamente importanti per le loro simbiosi:
    • Con il tartufo nero pregiato
    • Con il tartufo bianco e, a volte, bianchetto
    • Con il fungo delle nevi
  40. Il salice delle capre:
    • Non fa parte della flora toscana
    • È un salice che non può vegetare lontano dai corsi d'acqua
    • È un salice che può vegetare anche molto lontano dai corsi d'acqua, in diverse fasce vegetazionali
Nozioni di micologia · 40 domande
  1. Nella classificazione degli organismi viventi, in quale Regno vengono inseriti i tartufi?
    • Nel Regno Animale
    • Nel Regno Piante
    • Nel Regno Funghi
  2. Perché i funghi sono diversi dalle piante?
    • Perché i funghi sono autotrofi mentre le piante no
    • Perché i funghi sono eterotrofi e le piante no
    • Perché i funghi crescono su qualsiasi terreno e le piante no
  3. Cosa è la ifa?
    • Una struttura tipica delle piante
    • Una cellula tipica di alcuni animali
    • Una cellula di forma allungata tipica degli esseri viventi del Regno Funghi
  4. Cosa è il micelio?
    • Una struttura tipica delle piante del nord Europa che però non si trova in Italia
    • Una struttura a rete tipica dei funghi e formata da cellule chiamate ife
    • Una struttura circolare tipica dei funghi e formata da mastigonemi
  5. Quello che noi chiamiamo comunemente fungo cosa è in realtà?
    • Il frutto di un organismo chiamato micelio
    • È il vero organismo fungino
    • È uno scarto del vero organismo fungino che è il micelio
  6. Quale è il sistema riproduttivo dei funghi?
    • È molto simile a quello delle piante: entrambi usano semi ma quelli dei funghi sono più piccoli
    • I funghi si riproducono tramite spore, invisibili a occhio nudo se non sono in massa
    • Alcuni funghi si riproducono tramite le spore, altri tramite semi come le piante
  7. Dove si trovano le spore dei funghi?
    • Non hanno una collocazione specifica e non esiste un organo deputato alla loro produzione
    • Le spore si trovano sulla parte esterna del fungo, di solito in corrispondenza della parte superiore del cappello
    • Si formano nella parte fertile del fungo chiamata comunemente imenio
  8. Quale è il vero organismo fungino?
    • Il fungo che raccogliamo per essere consumato
    • Il micelio
    • Il basidio
  9. Quando ci sono le condizioni favorevoli alla riproduzione dei funghi, cosa avviene?
    • I miceli vengono dispersi nell'ambiente per cercare di formare nuovi individui
    • Le spore si disperdono nell'ambiente e danno vita a un nuovo micelio e quindi a nuove piante
    • Le spore si disperdono nell'ambiente e danno vita a un nuovo micelio e quindi a un nuovo organismo fungino
  10. I funghi sono in grado di nutrirsi da soli?
    • No perché sono organismi eterotrofi
    • Dipende dalle specie: alcune specie sì altre no
    • Sì perché sono organismi autotrofi proprio come le piante
  11. In funzione del differente sistema nutrizionale adottato, i funghi si distinguono in gruppi:
    • Funghi parassiti, simbionti, autoctoni
    • Funghi saprofiti, parassiti, simbionti
    • Funghi parasaprofiti, paraparassiti, paraleucosporei
  12. Cosa sono i funghi saprofiti?
    • Funghi che si nutrono di organismi vivi portandoli a morte
    • Funghi che si nutrono di organismi morti degradando la sostanza organica
    • Funghi che vivono in reciproco scambio di sostanze nutritive con altri organismi viventi vegetali
  13. Cosa sono i funghi parassiti?
    • Funghi che traggono il loro nutrimento da sostanze organiche di altri esseri viventi
    • Funghi che traggono il loro nutrimento da sostanze organiche morte
    • Sono, principalmente, i funghi che crescono nei prati
  14. I funghi parassiti che vantaggi portano alla pianta?
    • Con i funghi parassiti la pianta riesce a svilupparsi in maniera ottimale
    • Nessun vantaggio, anzi: i funghi parassiti portano a morte la pianta parassitata
    • Nessuno, ma la pianta stabilisce un rapporto di sopravvivenza con il fungo che le consente di vivere nel tempo in modo indifferente alla presenza del fungo parassita
  15. È vero che tutti i funghi parassiti sono commestibili?
    • Sì, tutti i funghi parassiti sono degli ottimi commestibili
    • No, perché alcuni non sono commestibili
    • Per attribuire la commestibilità a un fungo è necessario determinarlo; non esistono metodi popolari che possano garantire la commestibilità o meno di un fungo. Per questa attività ci sono gli esperti micologi delle Az. USL toscane
  16. Cosa sono i funghi simbionti?
    • Sono i funghi che degradano la lettiera organica per trovarne nutrimento
    • Sono i funghi che attaccano gli organismi viventi e ne assorbono il nutrimento danneggiandoli
    • Sono i funghi che stabiliscono un rapporto di scambio di sostanze nutritive con organismi viventi appartenenti al Regno Vegetale
  17. Nel rapporto di simbiosi, cosa succede fra la pianta e il fungo?
    • Niente di rilevante
    • La pianta viene portata a morte dal fungo in breve tempo
    • L'organismo vegetale cede al fungo amido, mentre il fungo da alla pianta acqua, sali minerali e altre sostanze necessarie al suo accrescimento
  18. Il termine «micorriza» cosa significa?
    • Fungo-albero
    • Radice con fungo
    • Fungo-fungo
  19. Perché alcuni funghi vengono definiti basidiomiceti?
    • Perché nella parte fertile del fungo le spore si formano su delle strutture particolari chiamate «aschi»
    • Perché nella parte fertile del fungo le spore si formano su delle strutture particolari chiamate «basidi»
    • Perché nella parte fertile del fungo le spore si formano su delle strutture particolari chiamate «parafisi»
  20. Perché alcuni funghi vengono definiti ascomiceti?
    • Perché nella parte fertile del fungo le spore si formano su delle strutture particolari chiamate «parafisi»
    • Perché nella parte fertile del fungo le spore si formano su delle strutture particolari chiamate «basidi»
    • Perché nella parte fertile del fungo le spore si formano su delle strutture particolari chiamate «aschi»
  21. Quali tipologie di imenio troviamo nei basidiomiceti?
    • A lamelle, a tubuli, ad aculei
    • A lamelle, a tubuli, ad aculei, non esposto, ad alveoli, cerebriforme, a coppa
    • A lamelle, a tubuli, a pliche, ad aculei, liscio, non esposto
  22. Quali strutture dell'imenoforo degli ascomiceti epigei, semipogei e ipogei troviamo?
    • A lamelle, a tubuli, ad aculei
    • Ad alveoli, cerebriforme, a coppa, ondulato-lobato
    • Ad alveoli, mitriforme, ad aculei, a tubuli
  23. Negli ascomiceti ipogei come viene chiamata la parte interna della carne?
    • Ascocarpo
    • Verruca
    • Gleba
  24. Qual è la modalità di rilascio delle spore per gli ascocarpi (tartufi) ipogei?
    • Principalmente attraverso il deperimento del fungo nel terreno
    • Principalmente attraverso un processo chiamato "gemmazione"
    • Principalmente attraverso un processo chiamato fecondazione zoocora (cioè tramite mammiferi e insetti)
  25. Nei funghi a gambo e cappello cos'è l'anello?
    • È una struttura formata dai resti del cosiddetto velo generale
    • È una parte della struttura chiamata "cuticola"
    • È una struttura formata dai resti del cosiddetto "velo parziale"
  26. Nei funghi a gambo e cappello cosa sono le verruche?
    • Sono i resti del velo generale
    • Sono i resti dell'anello
    • Sono i resti della gleba
  27. Il velo generale o universale presente principalmente nei funghi del genere "Amanita" quando il fungo è maturo si trasforma in una struttura che prende il nome di:
    • Peridio
    • Gleba
    • Volva
  28. Quali sono i caratteri principali di Amanita phalloides?
    • Cappello verde olivastro con fibrille radiali, imenio a tubuli e fori bianchi, volva a sacco
    • Cappello verde olivastro con fibrille radiali, imenio a lamelle bianche, anello, volva a sacco, carne bianca ovunque
    • Cappello verde olivastro con fibrille radiali, imenio a lamelle giallognole, anello, volva circoncisa, carne bianca ovunque
  29. Quali sono i caratteri principali di Amanita caesarea?
    • Cappello di color rosso-arancio, margine pettinato, gambo, anello, lamelle di color bianco pallido, carne bianca, volva a sacco
    • Cappello di color arancio, margine pettinato, gambo, anello, lamelle di color giallo, carne gialla, volva circoncisa, anello giallo
    • Cappello di color arancio, margine pettinato, gambo, anello, lamelle di colore giallo, carne gialla, volva a sacco, anello giallo
  30. Amanita muscaria come si presenta allo stadio di ovolo?
    • Con la parte inferiore appuntita, alla sezione gialla con profilo cappello arancione, velo generale bianco liscio, membranoso
    • Con la parte inferiore arrotondata, alla sezione gialla con profilo cappello arancione, velo generale bianco liscio, membranoso
    • Con la parte inferiore arrotondata, sezione bianca, con profilo cappello rossastro, velo generale bianco, dissociato in placche e verruche
  31. Amanita phalloides come si presenta allo stadio di ovolo?
    • Con la parte inferiore appuntita, alla sezione gialla con profilo cappello arancione, velo generale bianco liscio, membranoso
    • Con la parte inferiore arrotondata, alla sezione bianca con profilo cappello verdastro, velo generale bianco membranoso, liscio
    • Con la parte inferiore arrotondata, sezione bianca, con profilo cappello rossastro, velo generale bianco, dissociato in placche a verruche
  32. È vero che tutti i funghi definiti «prataioli» (genere Agaricus) sono commestibili?
    • Sì. La loro nascita praticola fa si che non ci siano specie tossiche
    • No, il luogo di nascita non determina automaticamente la commestibilità o meno di una specie di funghi
    • Dipende principalmente dalla tipologia di prato sul quale crescono; nei prati alpini i funghi Agaricus non sono commestibili, nei prati cittadini invece si
  33. Armillaria mellea, volgarmente chiamato chiodino è un fingo parassita che cresce in maniera copiosa e in gran numero di esemplari. È un fungo commestibile ma prima del consumo:
    • È necessaria una cottura prolungata del fungo e solo di esemplari giovani
    • È necessario consumare solo il cappello che prima che consumo va sbollentato e l'acqua di cottura gettata
    • Si può consumare anche crudo ma solo il cappello e solo di esemplari giovani
  34. Per avere la certezza di aver raccolto Macrolepiota procera, nota con il nome volgare di mazza di tamburo, quali caratteristiche deve avere:
    • Fungo di grandi dimensioni con cappello decorato da squame brunastre, carne bianca ovunque con odore di nocciola, gambo fibroso, cavo e zebrato, anello doppio e scorrevole
    • Fungo di piccole dimensioni con cappello decorato da squame brunastre, carne bianca ovunque con odore di nocciola, gambo fibroso, cavo e zebrato, anello doppio e scorrevole
    • Fungo di piccole dimensioni con cappello con umbone marrone scuro, carne bianca ovunque con odore tipico sgradevole di gomma bruciata, anello semplice e non scorrevole
  35. Nel genere Cantharellus l'imenio è formato da:
    • Da pliche carnose e non da lamelle
    • Da lamelle carnose e non da pliche
    • Da Idni e non da pliche carnose
  36. Quali sono le caratteristiche di Cantharellus cibarius s.l.?
    • Cappello rossiccio con verruche detersili, imenio a lelle gialle fitte, gambo con anello supero membranoso e colore giallastro, presenza di una volva evidente alla base del gambo
    • Cappello da biancastro a giallo, giallo ocra o giallo tuorlo, carne fibrosa, odore da nullo a fruttato, gambo con presenza di anello giallastro, imenio costituito da lemelle gialle fitte
    • Cappello da biancastro a giallo, giallo ocra o giallo tuorlo, carne fibrosa, odore da nullo a fruttato, gambo fibroso un poco elastico di colore giallo pallido, crescita gregaria al suolo
  37. Quale di questi funghi è in grado di causare un'intossicazione potenzialmente mortale?
    • Rubroboletus satanas
    • Amanita muscaria
    • Amanita phalloides
  38. Quale è una caratteristica tipica dell'imenio di Rubroboletus satanas:
    • Tubuli verdi e pori arancio-rossi, viranti al blu alla pressione
    • Tubuli gialli e pori arancio-rossi, viranti al blu alla pressione
    • Lamelle fitte e spaziate di colore rossiccio viranti al blu al tocco
  39. Tylopilus felleus ha la carne tipicamente:
    • Dolce
    • Amara
    • Che ricorda il sapore della carne del pollo; non a caso è soprannominato il fungo del pollo
  40. Quali sono le caratteristiche morfologiche di Omphalotus olearius:
    • Cappello da giallo arancio a rosso scuro, carne fibrosa, tenace, sapore astringente, pliche decorrenti di colore tipicamente verde, gambo pieno tenace, fungo lignicolo a cresicta cespitosa
    • Cappello da giallo arancio a rosso scuro, carne fibrosa, tenace, sapore astringente, pori decorrenti di colore tipicamente verde, gambo pieno tenace, fungo gregario-lignicolo a crescita cespitosa
    • Cappello da giallo arancio a rosso scuro, carne fibrosa, tenace, sapore astringente, lamelle decorrenti di colore tipicamente giallo arancio, gambo pieno tenace, fungo lignicolo a crescita cespitosa

Fonti e avvertenze

Domande e risposte sono riportate dai documenti ufficiali delle Regioni, così come pubblicati e consultati il 3 ottobre 2026:

Leggi, calendari di raccolta e regole d'esame possono cambiare, e alcuni documenti sono di qualche anno fa. Il quiz riporta le risposte come le indica la Regione: prima dell'esame verifica sempre le regole in vigore sul sito della tua Regione.

Questo quiz è un aiuto allo studio fatto da Avventure Micologiche: non è un servizio delle Regioni e non sostituisce il materiale ufficiale.

Domande frequenti

Patentino e tesserino dei tartufi sono la stessa cosa?

Sì: «patentino» è il nome con cui tutti chiamano il tesserino di idoneità alla ricerca e raccolta dei tartufi, che si ottiene superando l'esame della propria Regione.

Le domande del quiz sono quelle vere dell'esame?

Sì: per ogni regione sono le domande e le risposte ufficiali pubblicate dalla Regione, con la fonte indicata in fondo alla pagina.

Come funziona il gioco?

Le domande escono 10 alla volta, una per livello. Hai tre vite: al terzo errore rifai il livello con 10 domande nuove. Le domande sbagliate tornano più spesso finché non le azzecchi, e ogni livello superato aggiunge un tartufo al cestino.

Serve registrarsi o installare qualcosa?

No. Il quiz è gratis, senza registrazione e senza pubblicità, e funziona dal browser anche sul telefono. I progressi restano salvati sul tuo dispositivo.

Com'è l'esame per il tesserino dei tartufi in Toscana?

L'esame in Toscana è solo scritto: 30 domande a risposta chiusa in 30 minuti, e per superarlo servono almeno 26 risposte giuste. La domanda d'iscrizione si presenta sulla piattaforma EDART della Regione Toscana, con SPID o Carta nazionale dei servizi.

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