Esame tartufi Emilia-Romagna 2026: com'è la prova
In Emilia-Romagna l'esame è scritto: 20 domande a 3 risposte in 30 minuti, e si passa con almeno 16 risposte giuste.
Il quiz per l'esame del patentino dei tartufi in Emilia-Romagna
Questo gioco ti allena all'esame per il patentino dei tartufi, cioè il tesserino di idoneità alla ricerca e raccolta del tartufo della Regione Emilia-Romagna. Per la Regione Emilia-Romagna non ci sono domande d'esame ufficiali: queste 130 domande le abbiamo elaborate sulla base dei testi di studio per la preparazione all'esame, e sono esempi delle possibili domande. Le fonti sono in fondo alla pagina.
Funziona come un test d'esame a livelli: le domande escono 10 alla volta, in 13 livelli, al terzo errore il livello si rifà con domande nuove e quelle sbagliate tornano finché non le hai imparate.
Se preferisci ripassare con calma, qui sotto trovi l'elenco completo delle domande, diviso per argomento, con la risposta giusta segnata.
Le 130 domande con le risposte
Ecologia dei tartufi · 24 domande
- Qual'è il nome latino del tartufo bianco pregiato?
- Tuber magnatum Pico
- Tuber albidum Pico
- Tuber borchii Vitt
- Quali elementi sono necessari per riconoscere le relative specie di tartufo a livello macroscopico
- Dimensioni e colore del peridio
- Colore e rugosità del peridio, colore e marezzature della gleba, aroma
- La consistenza della polpa e l'aroma
- Come si presenta lo strato esterno del tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum Pico)?
- Verrucoso, formato da verruche molto pronunciate di colore chiaro
- Verrucoso, di colore chiaro formato da verruche piccole e poco pronunciate
- Liscio e di colore chiaro
- È possibile riconoscere con certezza la specie di appartenenza in un tartufo completamente immaturo?
- Sì dal colore della gleba
- No
- Sì dall'aroma
- La denominazione di bianchetto o marzuolo nella normativa quadro nazionale è attribuita a:
- Tuber borchii
- Tuber magnatum di piccole dimensioni
- Tuber aestivum
- La denominazione di tartufo nero pregiato nella normativa quadro nazionale è attribuita a:
- Tuber macrosporum
- Tuber melanosporum
- Tuber brumale
- Quali delle seguenti specie europee è più affine (a livello macroscopico e microscopico) a Tuber aestivum?
- Tuber macrosporum
- Tuber mesentericum
- Tuber brumale
- Tuber melanosporum maturo presenta una gleba di colore:
- Grigio chiaro con venature sterili pallide
- Nerastro con venature sterili pallide
- Nocciola con venature sterili pallide
- Quale caratteristica non è indicativa del grado di maturazione nelle varie specie di Tuber?
- La presenza di aroma intenso
- Le dimensioni degli ascomi
- Il colore della gleba (con netta distinzione tra vene fertili e vene sterili)
- Quali delle seguenti specie è coltivata (in pieno campo) con maggior successo in varie nazioni?
- Tuber magnatum
- Tuber melanosporum
- Tuber mesentericum
- Quali delle seguenti specie è più frequente nelle pinete sabbiose dei litorali marittimi?
- Tuber magnatum
- Tuber melanosporum
- Tuber borchii
- Qual'è il nome latino del tartufo bianchetto o marzuolo?
- Tuber borchii Vitt. o Tuber albidum Pico
- Tuber magnatum Pico
- Tuber aestivum Vitt.
- Qual'è il nome latino del tartufo scorzone?
- Tuber macrosporum Vitt.
- Tuber melanosporum Vitt.
- Tuber aestivum Vitt.
- Qual'è il nome latino del tartufo uncinato?
- Tuber brumale Vitt.
- Tuber uncinatum Chatin
- Tuber mesentericum Vitt.
- Qual'è il nome latino del tartufo brumale o tartufo nero d'inverno?
- Tuber brumale Vitt
- Tuber albidum Pico
- Tuber melanosporum Vitt.
- Qual'è il nome latino del tartufo nero ordinario?
- Tuber melanosporum Vitt.
- Tuber macrosporum Vitt.
- Tuber mesentericum Vitt.
- Come si presenta lo strato esterno del tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vitt.)?
- Nerastro e verrucoso
- Di colore pallido e piuttosto liscio
- Pallido e verrucoso
- Come si presenta lo strato esterno del tartufo nero invernale (Tuber brumale Vitt.)?
- Liscio
- Rossastro e verrucoso
- Nerastro e verrucoso
- Il tartufo d'estate o scorzone (Tuber aestivum Vitt.) ha un peridio:
- Rugoso con verruche minute di colore grigiastro
- Molto verrucoso di colore nerastro
- Liscio, con verruche depresse
- Quale delle seguenti descrizioni del peridio del tartufo bianco NON è corretta?
- Il peridio del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) è verrucoso
- Il peridio del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) è di colore giallo chiaro o verdastro
- Il peridio del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) è liscio
- Il peridio del tartufo marzuolo o bianchetto (Tuber borchii Vitt.) è:
- Liscio di colore nero
- Liscio di colore chiaro, variabile dal bianco-ocra al rossiccio
- Rugoso, con verruche evidenti di colore chiaro
- Il tartufo marzuolo o bianchetto (Tuber borchii Vitt.) ha generalmente dimensioni:
- Molto elevate, superando spesso il Kg di peso
- Elevate, come una grossa patata
- Abbastanza ridotte, da una nocciola a un uovo di gallina
- Il tartufo uncinato (Tuber uncinatum Chatin) ha la polpa interna (gleba):
- Nocciola scuro con venature bianche e fini
- Nero - violacea, con venature bianche e fini
- Color verde scuro omogeneo
- In base a quali caratteristiche è possibile distinguere il tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vitt.) dal tartufo d'estate o scorzone (Tuber aestivum Vitt.)?
- Non esistono differenze visive, è possibile riconoscerli solo a livello di spore
- Il tartufo nero pregiato ha il peridio più rugosoe più scuro del tartufo d'estate
- Il tartufo nero pregiato ha la parte fertile della gleba di colore nerastro, mentre nel tartufo d'estate è più chiara, color nocciola
Tartuficoltura · 11 domande
- Le piantine utilizzate per le tartufaie coltivate devono essere:
- Prodotte secondo il disciplinare regionale delle piante tartufigene o con un'analoga certificazione riconosciuta a livello europeo, nazionale o regionale
- Non è necessaria la certificazione basta la fattura del vivaista
- Basta che siano piante forestali autoctone, anche non micorrizate
- Per valutare l'idoneità di un terreno alla coltivazione dei vari tipi di tartufo è utile determinare anche la dotazione di calcare attivo nel suolo?
- Solo se il terreno è molto argilloso
- Si, è utile
- Non serve a niente, basta sapere la dotazione di calcare totale
- È opportuno recintare le tartufaie coltivate?
- No, è sufficiente mettere uno shelter alle singole piante
- Si è opportuno, per evitare i danni sia alle piantine, sia alle produzioni dovuti agli ungulati
- Si, ma solo con recinzioni elettrificate
- Le tartufaie controllate sono:
- Tartufaie naturali gestite con un piano di interventi per mantenere o migliorare la produzione
- Tartufaie naturali di bianco pregiato tabellate
- Impianti realizzati ex novo su terreno non boscato con piantine micorrizate certificate
- La regimazione delle acque in una tartufaia di bianco pregiato può essere fatta:
- Esclusivamente a mano
- Sia a mano sia con mezzi meccanici ma in modo da ridurre gli impatti negativi sul suolo
- Di solito non viene fatta
- Nelle tartufaie controllate si può eseguire la cerca e raccolta del prodotto:
- Quando il prodotto è maturo
- Quando il calendario regionale lo consente
- A scelta del conduttore
- In una tartufaia controllata si possono eseguire ripuliture del sottobosco ad elevata intensità sul rovo?
- No, mai
- Si, ma solo con mezzi manuali
- Si, se necessario, su superfici di solito circoscritte
- Le tartufaie controllate possono essere danneggiate da fattori esterni alle tartufaie stesse?
- No, se si esegue bene il piano di gestione della tartufaia non può accadere
- Si, può accadere ma solo se non si eseguono bene i lavori in tartufaia
- Si può accadere
- Secondo la DGR 2088/2025, se in una tartufaia controllata sono presenti più specie di tartufo, la perizia tecnica asseverata allegata alla domanda deve riportare informazioni:
- Distinte per ciascuna specie, con la superficie catastale di riferimento
- Solo sulla specie economicamente più importante
- Solo sulla specie prevalente per superficie
- Cosa si intende per eliminazione e controllo della vegetazione alloctona infestante nelle tartufaie controllate:
- Taglio di aceri e frassini
- Taglio per eliminare o contenere specie invasive autoctone come pungitopo o alloro
- Taglio per eliminare o contenere specie invasive non autoctone quali robinia e ailanto
- Qualora si inseriscano piantine micorrizzate in una tartufaia controllata queste devono:
- Essere nate da seme e micorrizate con un processo certificato e riconosciuto a livello europeo, nazionale o regionale
- Essere ben sviluppate e non presentare funghi inquinanti
- Il tecnico che assevera il piano di gestione garantisce anche le piantine nella propria relazione
Leggi e regolamenti dell’Emilia-Romagna · 64 domande
- In Emilia-Romagna, dove si può esercitare liberamente l'attività di ricerca e raccolta di tartufi (legge 752/1985, art. 3)?
- Nei boschi e nei terreni non coltivati
- Ovunque
- Nelle tartufaie coltivate
- In Emilia-Romagna, in quale di questi luoghi NON è libera l'attività di ricerca e raccolta di tartufi (legge 752/1985, art. 3)?
- Nei boschi
- Nei terreni coltivati
- Nei terreni non coltivati
- In Emilia-Romagna un privato può apporre tabelle che vietano la ricerca e la raccolta dei tartufi negli alvei e sugli argini dei fiumi e torrenti di proprietà demaniale, confinanti con i terreni che conduce?
- Sì, se i terreni confinanti sono suoi
- Sì, ma solo se ha una concessione demaniale
- No, in nessun caso
- In quale territorio valgono i periodi di raccolta delle specie di tartufo fissati dal calendario della Regione Emilia-Romagna (L.R. 24/1991, art. 13, e DGR 137/2026)?
- Nel territorio dell'Emilia-Romagna
- In tutto il territorio nazionale
- Nelle regioni del nord Italia
- La L.R. 24/1991 (art. 12) ammette l'attività di ricerca e raccolta di tartufi nelle ore notturne?
- Si, sempre
- No, mai
- Sì, ma solo in alcuni casi
- Secondo la L.R. 24/1991 (art. 13, comma 3), chi può variare il calendario di raccolta dei tartufi fissato dalla legge regionale?
- La Regione, con un atto della Giunta regionale (come la DGR 137/2026)
- Il Comune
- La Provincia
- È consentita, di norma, dalla L.R. 24/1991 la raccolta di tartufi immaturi?
- È sempre vietata
- È consentita solo in alcuni casi
- È sempre consentita
- Come deve essere effettuato lo scavo per estrarre il tartufo, secondo l'art. 12 della L.R. 24/1991?
- Con qualsiasi attrezzo di scavo nel punto indicato dal cane
- Con l'apposito attrezzo (vanghetto o vangarola) scavando in maniera andante
- Con l'apposito attrezzo (vanghetto o vangarola), largo non più di 6 cm, nel punto in cui il cane ha iniziato lo scavo
- Qual è il periodo di ricerca e raccolta del tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vittad.) in Emilia-Romagna, secondo il calendario 2026-2030 (DGR 137/2026)?
- Dal 1° novembre al 31 marzo
- Dal 15 novembre al 15 marzo
- Dal 15 dicembre al 15 marzo
- Qual è il periodo di ricerca e raccolta del tartufo moscato (Tuber brumale var. moschatum De Ferry) in Emilia-Romagna, secondo il calendario 2026-2030 (DGR 137/2026)?
- Dal 1° dicembre al 30 aprile
- Dal 15 dicembre al 15 marzo
- Dal 15 gennaio al 15 aprile
- Qual è il periodo di ricerca e raccolta dello scorzone estivo (Tuber aestivum Vittad.) in Emilia-Romagna, secondo il calendario 2026-2030 (DGR 137/2026)?
- Dal 1° giugno al 31 agosto in tutta la regione
- Dal 1° giugno al 31 luglio in pianura e dal 1° giugno al 15 agosto in collina
- Dal 1° maggio al 30 giugno in pianura e dal 1° maggio al 31 luglio in collina
- Qual è il periodo di ricerca e raccolta del tartufo uncinato (Tuber aestivum var. uncinatum Chatin) in Emilia-Romagna, secondo il calendario 2026-2030 (DGR 137/2026)?
- Dal 1° novembre al 31 dicembre
- Dal 20 settembre al 31 gennaio
- Dal 1° ottobre al 31 gennaio
- Qual è il periodo di ricerca e raccolta del tartufo nero d'inverno (Tuber brumale Vittad.) in Emilia-Romagna, secondo il calendario 2026-2030 (DGR 137/2026)?
- Dal 1° dicembre al 30 aprile
- Dal 15 gennaio al 15 marzo
- Dal 15 gennaio al 30 aprile
- Qual è il periodo di ricerca e raccolta del tartufo bianchetto o marzuolo (Tuber albidum Pico) in Emilia-Romagna, secondo il calendario 2026-2030 (DGR 137/2026)?
- Dal 15 gennaio al 30 aprile
- Dal 1° dicembre al 30 aprile
- Dal 1° gennaio al 30 aprile
- Qual è il periodo di ricerca e raccolta del tartufo nero liscio (Tuber macrosporum Vittad.) in Emilia-Romagna, secondo il calendario 2026-2030 (DGR 137/2026)?
- Dal 1° ottobre al 20 gennaio
- Dal 1° settembre al 20 gennaio
- Dal 1° settembre al 31 dicembre
- Fuori dalle tartufaie coltivate, il calendario 2026-2030 (DGR 137/2026) ammette la ricerca e la raccolta del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) nel mese di luglio?
- No
- Sì, su tutto il territorio regionale
- Solo nelle zone di collina
- Il calendario 2026-2030 (DGR 137/2026) ammette la ricerca e la raccolta del tartufo bianchetto o marzuolo (Tuber borchii Vittad.) nel mese di dicembre?
- È ammessa su tutto il territorio regionale
- È ammessa solo nelle zone di collina
- Non è ammessa
- Secondo la L.R. 24/1991, in quali ore sono sempre vietate la ricerca e la raccolta del tartufo, in qualsiasi mese dell'anno?
- Dalle 18.00 alle 7.00, con orario fisso
- Durante le ore notturne e comunque da un'ora dopo il tramonto a un'ora prima della levata del sole
- In nessuna ora: la legge regionale non pone limiti di orario
- In Emilia-Romagna, fuori dalle tartufaie coltivate, in quali ore è consentita la ricerca e la raccolta del tartufo nel mese di maggio?
- Da un'ora prima della levata del sole a un'ora dopo il tramonto
- Dalle 6.30 alle 18.30
- Ricerca e raccolta non consentite
- In Emilia-Romagna, fuori dalle tartufaie coltivate, in quali ore è consentita la ricerca e la raccolta del tartufo nel mese di settembre?
- Dalle 5.00 alle 18.30
- Ricerca e raccolta non consentite
- Da un'ora prima della levata del sole a un'ora dopo il tramonto
- Fuori dalle tartufaie coltivate, la L.R. 24/1991 prevede la possibilità di raccogliere tartufi fuori dai periodi del calendario?
- No, in nessun caso
- Sì, sempre, purché in possesso del tesserino e in regola con la tassa annuale
- Sì, solo per scopi scientifici e di studio, con autorizzazione della Regione a centri e istituti di ricerca
- Quali soggetti possono essere autorizzati dalla Regione Emilia-Romagna a raccogliere tartufi per scopi scientifici e di studio, anche in deroga al calendario?
- Le Associazioni di tartufai riconosciute
- I Consorzi volontari
- I centri e gli istituti di ricerca previsti dalla legge 752/1985 che presentano un adeguato progetto o programma
- Secondo la L.R. 24/1991 (art. 26), cosa devono fare le Associazioni locali di tartufai per poter ottenere le agevolazioni previste dalla legge?
- Assistere l'associato nell'addestramento del cane
- Prevedere nel loro statuto lo svolgimento di attività volte alla conservazione, miglioramento e tutela degli ambienti tartufigeni
- Rilasciare ai soci il tesserino di idoneità alla raccolta
- Di norma, quanti cani può usare al massimo ciascun cercatore in Emilia-Romagna, secondo la L.R. 24/1991?
- Al massimo un cane, in ogni caso
- La normativa non specifica il numero di cani
- Al massimo due cani; uno solo nelle aree di tutela della fauna selvatica
- Come disciplina la L.R. 24/1991 l'attrezzo da utilizzare nella ricerca e raccolta dei tartufi?
- La norma definisce solo la tipologia («vanghetto» o «vangarola»)
- La norma definisce la tipologia («vanghetto» o «vangarola») e la larghezza massima
- La norma non prevede una tipologia specifica di strumento da utilizzare
- Quale attrezzo è previsto dalla L.R. 24/1991 per la ricerca e la raccolta dei tartufi?
- La vanga
- Il vanghetto o la vangarola
- La zappa
- Quale larghezza massima può avere l'attrezzo (vanghetto o vangarola) per la ricerca e raccolta dei tartufi in base alla L.R. 24/1991?
- Larghezza massima 3 cm
- Larghezza massima 6 cm
- Larghezza massima 10 cm
- Quali specie di tartufo possono essere cercate e raccolte in Emilia-Romagna?
- Tutte le specie di Tuber, compreso Tuber rufum, purché siano completamente mature
- Solo tartufo scorzone (Tuber aestivum), tartufo uncinato (Tuber uncinatum), bianchetto (Tuber albidum) e tartufo bianco (Tuber magnatum)
- Quelle che hanno un periodo di raccolta nel calendario regionale (art. 13 L.R. 24/1991, variato dalla DGR 137/2026)
- Secondo il calendario regionale 2026-2030 (DGR 137/2026), qual è il periodo di ricerca e raccolta del tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum Pico)?
- Dal 1 ottobre al 20 gennaio, in tutte le zone (pianura e collina)
- Dal 15 settembre al 31 dicembre
- Dal 10 settembre al 15 gennaio
- Secondo il calendario regionale dell'Emilia-Romagna, qual è il periodo di ricerca e raccolta del Tuber indicum Cooke & Massee?
- Dal 1 ottobre al 15 gennaio
- Dal 15 settembre al 31 dicembre
- Raccolta non ammessa
- Quale, tra le seguenti specie di tartufo, si può cercare e raccogliere secondo il calendario dell'Emilia-Romagna?
- Tartufo rosso (Tuber rufum Pico)
- Tartufo escavato (Tuber excavatum Vittad)
- Tartufo moscato (Tuber brumale forma moschatum De Ferry)
- Quali sono le attività disciplinate dalla L.R. 24/1991?
- Solo la raccolta dei tartufi
- La raccolta, la coltivazione e il commercio dei tartufi
- Solo la coltivazione e il commercio dei tartufi
- In quali periodi è permessa l'attività di ricerca e raccolta dei tartufi freschi, secondo la L.R. 24/1991?
- Nei periodi previsti dal calendario regionale e nella settimana successiva al termine dello stesso
- Nei periodi previsti dal calendario regionale e nei 10 giorni successivi al termine
- Solo nei periodi previsti dal calendario
- Come deve essere effettuata la ricerca del tartufo secondo la L.R. 24/1991?
- Con l'ausilio del cane addestrato, con qualsiasi numero di cani, nel rispetto del calendario
- Anche senza cane, purché si scavi con il vanghetto, nel rispetto del calendario
- Con l'ausilio di non più di due cani per cercatore (uno solo nelle aree di tutela della fauna), nel rispetto del calendario
- Secondo la normativa dell'Emilia-Romagna, quali condizioni sono necessarie perché il tartufaio possa praticare la ricerca e la raccolta dei tartufi?
- Che sia in possesso del tesserino di abilitazione e sia in regola con la tassa di concessione regionale annuale
- Che sia in possesso del solo tesserino di abilitazione
- Che, anche in possesso di un tesserino scaduto, sia in regola con la tassa di concessione regionale annuale
- Qual è il periodo di validità del tesserino per la ricerca e la raccolta dei tartufi dalla data del rilascio, in base alla L.R. 24/1991?
- Tre anni
- Cinque anni
- Dieci anni
- La L.R. 24/1991 prevede un'età minima per il rilascio del tesserino di abilitazione alla ricerca e raccolta dei tartufi?
- Sì, di 16 anni
- Sì, di 14 anni
- No, la legge non prevede un'età minima per il rilascio del tesserino
- A quale età la L.R. 24/1991 prevede possa essere rilasciato il tesserino di abilitazione alla ricerca e raccolta dei tartufi?
- Quattordici anni
- Sedici anni
- Diciotto anni
- Quale ente rilascia il tesserino di abilitazione alla ricerca e raccolta dei tartufi, secondo la L.R. 24/1991?
- La Regione
- La Provincia
- Il Comune di residenza
- Come si ottiene il tesserino di abilitazione alla ricerca e raccolta dei tartufi, in base alla L.R. 24/1991?
- Si deve sostenere un esame di abilitazione davanti ad una commissione regionale
- Si deve frequentare un corso di 30 ore e poi superare un esame di abilitazione davanti a una commissione regionale
- Si deve frequentare un corso di 8 ore e poi superare un esame di abilitazione davanti a una commissione regionale
- Come si ottiene il rinnovo del tesserino di abilitazione alla ricerca e raccolta dei tartufi, in base alla L.R. 24/1991?
- Si deve frequentare un corso di 8 ore e poi superare un esame di abilitazione davanti a una commissione regionale
- Si presenta domanda di rinnovo alla Regione, senza ripetere l'esame
- Si deve sostenere un nuovo esame di abilitazione davanti a una commissione regionale
- In Emilia-Romagna, chi ha superato l'esame deve presentare un'altra domanda per avere il tesserino?
- Sì, entro 365 giorni dal superamento dell'esame
- Sì, entro due anni dal superamento dell'esame
- No: la domanda d'esame vale anche come richiesta del tesserino; dopo l'esame si consegnano 2 foto, una marca da bollo e la ricevuta della tassa regionale
- Quale ente rilascia il riconoscimento e il rinnovo delle tartufaie controllate, secondo la L.R. 24/1991?
- Il Comune territorialmente competente
- La Provincia
- La Regione
- Quale ente rilascia il riconoscimento delle tartufaie coltivate secondo la L.R. 24/1991?
- La Provincia
- La Regione
- Il Comune territorialmente competente
- Secondo la L.R. 24/1991, chi rilascia i tesserini di abilitazione, riconosce e revoca le tartufaie controllate e coltivate e approva la Carta regionale delle aree tartufigene?
- Il Comune i tesserini, la Regione tutto il resto
- La Provincia i tesserini e le tartufaie, la Regione la Carta
- La Regione, per tutte e tre le attività
- È ammessa la ricerca e raccolta dello scorzone (Tuber aestivum) nel mese di giugno in Emilia-Romagna?
- Sì, dappertutto
- Sì, tranne che nelle aree di tutela della fauna (oasi di protezione, zone di rifugio, zone di ripopolamento e cattura, aziende faunistico-venatorie e agri-turistico-venatorie), dove a giugno è vietata
- No, a giugno la raccolta è chiusa per tutte le specie
- Quali soggetti possono effettuare la vigilanza sull'attività di ricerca dei tartufi in Emilia-Romagna in base alla L.R. 24/1991?
- I micologi del Dipartimento di Prevenzione della Unità Sanitaria Locale (U.S.L.)
- Le guardie ecologiche volontarie
- I titolari delle tartufaie controllate
- Cosa prevede la L.R. 24/1991 per i tartufi raccolti violando la legge?
- Devono essere resi immangiabili
- Restano al raccoglitore se paga subito la sanzione
- Sono confiscati
- Cosa prevede l'art. 18 della L.R. 24/1991 per chi cerca e raccoglie tartufi senza il tesserino?
- Una sanzione amministrativa
- Una sanzione penale
- Una sanzione sanitaria
- In quali casi, secondo l'art. 19 della L.R. 24/1991, l'autorizzazione è sospesa e il tesserino ritirato (per un periodo massimo di due anni)?
- In nessun caso: il tesserino non può essere ritirato
- Per raccolta in periodo di divieto o di notte, oppure per più di due altre infrazioni alle modalità di raccolta commesse in cinque anni
- Solo in caso di mancato pagamento della sanzione applicata
- Per quanto tempo può essere ritirato il tesserino ai sensi dell'art. 19 della L.R. 24/1991?
- Fino a un massimo di 2 anni, se nell'arco di 5 anni si commettono più di due infrazioni alle modalità di raccolta
- Fino a un massimo di 6 mesi, alla prima infrazione
- Per tutta la durata residua del tesserino, già alla prima infrazione
- Cosa prevede la L.R. 24/1991 per chi cerca e raccoglie tartufi col tesserino ma senza aver pagato la tassa di concessione regionale annuale?
- Una sanzione penale
- Una sanzione sanitaria
- Le sanzioni tributarie della legge regionale sulle tasse di concessione (L.R. 26/1979)
- Quale sanzione prevede l'art. 18 della L.R. 24/1991 per chi esercita la ricerca o la raccolta senza l'ausilio del cane addestrato o con attrezzi diversi da quelli consentiti?
- Una sanzione da € 103,00 a € 516,00 e la confisca del prodotto
- Una sanzione da € 1.549,00 a € 4.647,00 e la confisca del prodotto
- Una sanzione da € 516,00 a € 1.549,00 e la confisca del prodotto
- Cosa prevede l'art. 18 della L.R. 24/1991 per chi raccoglie tartufi immaturi?
- Una sanzione da € 103,00 a € 516,00 e la confisca del prodotto
- Una sanzione da € 1.549,00 a € 4.647,00 e la confisca del prodotto
- Una sanzione da € 516,00 a € 1.549,00 e la confisca del prodotto
- Quale delle seguenti violazioni della L.R. 24/1991 comporta da sola la sospensione dell'autorizzazione e il ritiro del tesserino fino a due anni?
- Il mancato riempimento delle buche aperte
- La cessione di piante tartufigene non conformi al disciplinare
- La ricerca e la raccolta in periodo di divieto
- Quale delle seguenti violazioni della L.R. 24/1991 comporta da sola la sospensione dell'autorizzazione e il ritiro del tesserino fino a due anni?
- La ricerca e la raccolta dei tartufi di notte
- La cerca dei tartufi ricorrendo alla zappatura
- Il mancato riempimento delle buche aperte
- Qual è il soggetto al quale compete l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla L.R. 24/1991?
- Il Comune
- Il CUTFAA (Comando Unità per la Tutela Forestale, ambientale e agro-alimentare) dell' Arma dei carabinieri
- La Regione
- Secondo la L. 752/1985, l'accertamento della specie di un tartufo può essere fatto a vista?
- Sì, in base alle caratteristiche descritte nell'allegato 1 della legge; in caso di dubbio o contestazione si ricorre all'esame microscopico delle spore
- Sì, ma solo se chi lo fa è munito del tesserino di abilitazione
- No, in nessun caso
- In Emilia-Romagna, in caso di dubbio o contestazione sulla specie di un tartufo, come si accerta la specie secondo la L. 752/1985?
- La identifica il Comando Unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei carabinieri
- La identificano le associazioni di raccoglitori riconosciute
- Con l'esame microscopico delle spore, a cura di centri di ricerca specializzati o di laboratori universitari, con certificazione scritta
- Come devono essere apposte le tabelle che delimitano le tartufaie controllate, secondo la L.R. 24/1991 e la DGR 2088/2025?
- Ad almeno 2,50 m dal suolo lungo il confine, in modo che siano visibili da ogni punto di accesso e che da ogni cartello si vedano il precedente e il successivo
- Lungo il perimetro della superficie interessata, un cartello ogni 20 metri
- Lungo il perimetro della superficie interessata, un cartello ogni 30 metri
- Qual'è la norma quadro nazionale attualmente in vigore in materia di tartufi?
- Legge 11 febbraio 1992 n° 157
- Legge 23 agosto 1993 n° 352
- Legge 16 dicembre 1985 n° 752
- Quale atto ha riconosciuto le denominazioni legali delle specie di tartufi commerciabili in Italia?
- Legge Regionale
- Legge Nazionale
- Regolamento Comunitario
- La L.752/85 prevede dei limiti quantitativi alla raccolta delle varie specie di tartufo?
- Sì, e indica i limiti quantitativi delle varie specie
- No
- Si, ma demanda alle singole normative regionali l'individuazione dei limiti quantitativi
- La L. 752/85 prevede che il tesserino di abilitazione alla cerca e raccolta dei tartufi è valido su quale territorio?
- Della singola regione di residenza
- Del singolo comune di residenza
- Sull'intero territorio nazionale
Botanica e selvicoltura · 19 domande
- La selvicoltura:
- È una scienza esatta come la matematica
- Segue indicazioni della tradizione contadina
- È un insieme di conoscenze dove le dinamiche del bosco studiate dall'ecologia si incontrano con le necessità della società umana
- I disturbi negli ecosistemi sono:
- Sempre negativi
- Una cosa che c'è sempre stata in natura e che può generare diversità biologica e paesaggistica
- Sempre positivi
- Il suolo:
- È il bene più prezioso di un bosco, frutto dell'interazione fra le componenti organiche e inorganiche della foresta
- Non è importante rispetto agli altri componenti del bosco
- È di veloce rigenerazione (circa un centimetro all'anno)
- Il bosco:
- È soggetto al clima, in particolar modo d'autunno
- È soggetto al clima ma lo modifica mitigandolo
- Non è soggetto al clima
- La legna da ardere:
- È il beneficio che il bosco fornisce all'umanità
- Non è più un beneficio per la società moderna
- È solo uno dei molteplici benefici che il bosco fornisce all'uomo
- I boschi governati a ceduo
- Si rinnovano prevalentemente grazie ai ricacci delle ceppaie dopo la ceduazione
- Si rinnovano grazie alle piantine nate dai semi
- Non si rinnovano
- Le conifere in Italia:
- Sono governate a ceduo
- Sono governate a fustaia
- Sono governate come cedui e come fustaie
- I tagli successivi:
- Sono un trattamento con cui si rinnovano le fustaie
- Sono dei tagli che si fanno in certi tipi di cedui
- Sono una preparazione ai diradamenti
- I diradamenti sono caratterizzati da:
- Criteri di scelta, per le piante che devono essere tagliate, principalmente numerici
- Tipo, grado, età di inizio e frequenza
- Criteri di massima resa economica del taglio
- Il leccio è:
- Una quercia caducifoglia
- Una conifera
- Una quercia sempreverde
- La roverella è:
- Simbionte del solo tartufo bianchetto e scorzone
- Simbionte praticamente di tutte le specie di tartufo commestibili presenti in Emilia-Romagna
- Simbionte del solo tartufo scorzone
- Il pino domestico:
- È specie tipica dei boschi di alta montagna
- Non è presente in Emilia-Romagna
- È specie presente nelle pinete litoranee dell'Emilia-Romagna
- Il cerro può essere simbionte del tartufo bianco?
- No
- Il cerro non fa simbiosi con i funghi
- Si
- Il cerro si riconosce facilmente:
- Per la corteccia molto scura e liscia
- Per le foglie sempreverdi
- Per i riccioli legnosi sulla cupola che porta le ghiande
- La Farnia si riconosce per:
- Il portamento arbustivo
- I frutti carnosi e succulenti
- Le ghiande portate su di un lungo peduncolo
- Il nocciolo:
- È un albero molto grande poco importante per le simbiosi con i tartufi
- È un arbusto miglioratore della lettiera che attiva simbiosi con molte specie di tartufi
- È un albero da frutto presente solo in noccioleti coltivati
- Il pino nero:
- È una specie autoctona e diffusa in tutti i boschi
- È una specie tipica dei rimboschimenti su suoli poveri della fascia montana
- È una latifoglia
- I pioppi sono:
- Grandi alberi a lento accrescimento
- Alberi tipici della fascia montana
- Piante a rapido accrescimento tipici delle pianure alluvionali
- Il salice delle capre:
- Non fa parte della flora italiana
- È un salice che non può vegetare lontano dai corsi d'acqua
- È un salice che può vegetare anche molto lontano dai corsi d'acqua, in diverse fasce vegetazionali
Nozioni di micologia · 12 domande
- Perché i funghi sono diversi dalle piante?
- Perché i funghi sono autotrofi mentre le piante no
- Perché i funghi sono eterotrofi e le piante no
- Perché i funghi crescono su qualsiasi terreno e le piante no
- Quello che noi chiamiamo comunemente fungo cosa è in realtà?
- Il frutto di un organismo chiamato micelio
- È il vero organismo fungino
- È uno scarto del vero organismo fungino che è il micelio
- Dove si trovano le spore dei funghi?
- Non hanno una collocazione specifica e non esiste un organo deputato alla loro produzione
- Le spore si trovano sulla parte esterna del fungo, di solito in corrispondenza della parte superiore del cappello
- Si formano nella parte fertile del fungo chiamata comunemente imenio
- Quale è il vero organismo fungino?
- Il fungo che raccogliamo per essere consumato
- Il micelio
- Il basidio
- Quando ci sono le condizioni favorevoli alla riproduzione dei funghi, cosa avviene?
- I miceli vengono dispersi nell'ambiente per cercare di formare nuovi individui
- Le spore si disperdono nell'ambiente e danno vita a un nuovo micelio e quindi a nuove piante
- Le spore si disperdono nell'ambiente e danno vita a un nuovo micelio e quindi a un nuovo organismo fungino
- I funghi sono in grado di nutrirsi da soli?
- No perché sono organismi eterotrofi
- Dipende dalle specie: alcune specie sì altre no
- Sì perché sono organismi autotrofi proprio come le piante
- In funzione del differente sistema nutrizionale adottato, i funghi si distinguono in gruppi:
- Funghi parassiti, simbionti, autoctoni
- Funghi saprofiti, parassiti, simbionti
- Funghi parasaprofiti, paraparassiti, paraleucosporei
- Cosa sono i funghi saprofiti?
- Funghi che si nutrono di organismi vivi portandoli a morte
- Funghi che si nutrono di organismi morti degradando la sostanza organica
- Funghi che vivono in reciproco scambio di sostanze nutritive con altri organismi viventi vegetali
- Cosa sono i funghi simbionti?
- Sono i funghi che degradano la lettiera organica per trovarne nutrimento
- Sono i funghi che attaccano gli organismi viventi e ne assorbono il nutrimento danneggiandoli
- Sono i funghi che stabiliscono un rapporto di scambio di sostanze nutritive con organismi viventi appartenenti al Regno Vegetale
- Il termine «micorriza» cosa significa?
- Fungo-albero
- Radice con fungo
- Fungo-fungo
- Perché alcuni funghi vengono definiti basidiomiceti?
- Perché nella parte fertile del fungo le spore si formano su delle strutture particolari chiamate «aschi»
- Perché nella parte fertile del fungo le spore si formano su delle strutture particolari chiamate «basidi»
- Perché nella parte fertile del fungo le spore si formano su delle strutture particolari chiamate «parafisi»
- Negli ascomiceti ipogei come viene chiamata la parte interna della carne?
Fonti e avvertenze
Per la Regione Emilia-Romagna non ci sono domande d'esame ufficiali. Le domande di questo quiz le abbiamo elaborate sulla base dei testi di studio per la preparazione all'esame e dei documenti ufficiali della Regione, consultati il 16 ottobre 2026:
Sono solo esempi delle possibili domande, non le domande dell'esame. Possono essere presenti errori, e leggi, calendari di raccolta e regole d'esame possono essere aggiornati: prima dell'esame verifica sempre sul sito della Regione. Se trovi un errore o una regola cambiata, scrivici a avventuremicologiche@gmail.com.
Questo quiz è un aiuto allo studio fatto da Avventure Micologiche: non è un servizio delle Regioni e non sostituisce il materiale ufficiale.
Domande frequenti
Patentino, tesserino, licenza o patente dei tartufi: che differenza c'è?
Nessuna: sono nomi diversi dello stesso documento, il tesserino di idoneità alla ricerca e raccolta del tartufo, che si ottiene superando l'esame della propria Regione.
Le domande del quiz sono quelle vere dell'esame?
No: per questa Regione non ci sono domande d'esame ufficiali. Le abbiamo elaborate sulla base dei testi di studio per la preparazione all'esame pubblicati dalla Regione: sono esempi delle possibili domande.
Come funziona il gioco?
Le domande escono 10 alla volta, una per livello. Hai tre vite: al terzo errore rifai il livello con 10 domande nuove. Le domande sbagliate tornano più spesso finché non le azzecchi, e ogni livello superato aggiunge un tartufo al cestino.
Il quiz ha le risposte giuste?
Sì: nel gioco vedi subito se hai risposto giusto, e nella pagina di ogni regione c'è l'elenco completo delle domande con le soluzioni, da ripassare anche senza giocare.
Come si prende il tesserino per andare a tartufi?
Si fa domanda per l'esame all'ente indicato dalla propria Regione, si supera la prova davanti alla commissione e poi si chiede il rilascio del tesserino. Date, documenti e modalità li pubblicano la Regione o la Provincia: per prepararsi alle domande c'è questo quiz.
Quanto costa il patentino dei tartufi?
Gli importi li decide ogni Regione: di solito ci sono le marche da bollo per la domanda e per il tesserino e, in molte Regioni, un versamento annuale per poter raccogliere. Le cifre aggiornate sono sul sito della propria Regione.
Si può prendere il patentino dei tartufi online?
Online ti puoi preparare: questo quiz è gratis, senza registrazione, e funziona anche dal telefono. Domanda ed esame seguono le regole della propria Regione, che in alcuni casi accetta la domanda online.
Serve registrarsi o installare qualcosa?
No. Il quiz è gratis, senza registrazione e senza pubblicità, e funziona dal browser anche sul telefono. I progressi restano salvati sul tuo dispositivo.
Com'è l'esame per il tesserino dei tartufi in Emilia-Romagna?
In Emilia-Romagna l'esame è scritto: 20 domande a 3 risposte in 30 minuti, e si passa con almeno 16 risposte giuste.
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