Esame tartufi Lombardia 2026: com'è la prova
In Lombardia l'esame ha una prova scritta di 30 domande a risposta multipla, con 4 risposte possibili (si passa con almeno 24 giuste), e una prova orale di riconoscimento dei tartufi.
Il quiz per l'esame del patentino dei tartufi in Lombardia
Questo gioco ti allena all'esame per il patentino dei tartufi, cioè il tesserino di idoneità alla ricerca e raccolta del tartufo della Regione Lombardia. Per la Regione Lombardia non ci sono domande d'esame ufficiali: queste 120 domande le abbiamo elaborate sulla base dei testi di studio per la preparazione all'esame, e sono esempi delle possibili domande. Le fonti sono in fondo alla pagina.
Funziona come un test d'esame a livelli: le domande escono 10 alla volta, in 12 livelli, al terzo errore il livello si rifà con domande nuove e quelle sbagliate tornano finché non le hai imparate.
Se preferisci ripassare con calma, qui sotto trovi l'elenco completo delle domande, diviso per argomento, con la risposta giusta segnata.
Le 120 domande con le risposte
Ecologia dei tartufi · 24 domande
- Qual'è il nome latino del tartufo bianco pregiato?
- Tuber magnatum Pico
- Tuber albidum Pico
- Tuber borchii Vitt
- Quali elementi sono necessari per riconoscere le relative specie di tartufo a livello macroscopico
- Dimensioni e colore del peridio
- Colore e rugosità del peridio, colore e marezzature della gleba, aroma
- La consistenza della polpa e l'aroma
- Come si presenta lo strato esterno del tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum Pico)?
- Verrucoso, formato da verruche molto pronunciate di colore chiaro
- Verrucoso, di colore chiaro formato da verruche piccole e poco pronunciate
- Liscio e di colore chiaro
- È possibile riconoscere con certezza la specie di appartenenza in un tartufo completamente immaturo?
- Sì dal colore della gleba
- No
- Sì dall'aroma
- La denominazione di bianchetto o marzuolo nella normativa quadro nazionale è attribuita a:
- Tuber borchii
- Tuber magnatum di piccole dimensioni
- Tuber aestivum
- La denominazione di tartufo nero pregiato nella normativa quadro nazionale è attribuita a:
- Tuber macrosporum
- Tuber melanosporum
- Tuber brumale
- Quali delle seguenti specie europee è più affine (a livello macroscopico e microscopico) a Tuber aestivum?
- Tuber macrosporum
- Tuber mesentericum
- Tuber brumale
- Tuber melanosporum maturo presenta una gleba di colore:
- Grigio chiaro con venature sterili pallide
- Nerastro con venature sterili pallide
- Nocciola con venature sterili pallide
- Quale caratteristica non è indicativa del grado di maturazione nelle varie specie di Tuber?
- La presenza di aroma intenso
- Le dimensioni degli ascomi
- Il colore della gleba (con netta distinzione tra vene fertili e vene sterili)
- Quali delle seguenti specie è coltivata (in pieno campo) con maggior successo in varie nazioni?
- Tuber magnatum
- Tuber melanosporum
- Tuber mesentericum
- Quali delle seguenti specie è più frequente nelle pinete sabbiose dei litorali marittimi?
- Tuber magnatum
- Tuber melanosporum
- Tuber borchii
- Qual'è il nome latino del tartufo bianchetto o marzuolo?
- Tuber borchii Vitt. o Tuber albidum Pico
- Tuber magnatum Pico
- Tuber aestivum Vitt.
- Qual'è il nome latino del tartufo scorzone?
- Tuber macrosporum Vitt.
- Tuber melanosporum Vitt.
- Tuber aestivum Vitt.
- Qual'è il nome latino del tartufo uncinato?
- Tuber brumale Vitt.
- Tuber uncinatum Chatin
- Tuber mesentericum Vitt.
- Qual'è il nome latino del tartufo brumale o tartufo nero d'inverno?
- Tuber brumale Vitt
- Tuber albidum Pico
- Tuber melanosporum Vitt.
- Qual'è il nome latino del tartufo nero ordinario?
- Tuber melanosporum Vitt.
- Tuber macrosporum Vitt.
- Tuber mesentericum Vitt.
- Come si presenta lo strato esterno del tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vitt.)?
- Nerastro e verrucoso
- Di colore pallido e piuttosto liscio
- Pallido e verrucoso
- Come si presenta lo strato esterno del tartufo nero invernale (Tuber brumale Vitt.)?
- Liscio
- Rossastro e verrucoso
- Nerastro e verrucoso
- Il tartufo d'estate o scorzone (Tuber aestivum Vitt.) ha un peridio:
- Rugoso con verruche minute di colore grigiastro
- Molto verrucoso di colore nerastro
- Liscio, con verruche depresse
- Quale delle seguenti descrizioni del peridio del tartufo bianco NON è corretta?
- Il peridio del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) è verrucoso
- Il peridio del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) è di colore giallo chiaro o verdastro
- Il peridio del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) è liscio
- Il peridio del tartufo marzuolo o bianchetto (Tuber borchii Vitt.) è:
- Liscio di colore nero
- Liscio di colore chiaro, variabile dal bianco-ocra al rossiccio
- Rugoso, con verruche evidenti di colore chiaro
- Il tartufo marzuolo o bianchetto (Tuber borchii Vitt.) ha generalmente dimensioni:
- Molto elevate, superando spesso il Kg di peso
- Elevate, come una grossa patata
- Abbastanza ridotte, da una nocciola a un uovo di gallina
- Il tartufo uncinato (Tuber uncinatum Chatin) ha la polpa interna (gleba):
- Nocciola scuro con venature bianche e fini
- Nero - violacea, con venature bianche e fini
- Color verde scuro omogeneo
- In base a quali caratteristiche è possibile distinguere il tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vitt.) dal tartufo d'estate o scorzone (Tuber aestivum Vitt.)?
- Non esistono differenze visive, è possibile riconoscerli solo a livello di spore
- Il tartufo nero pregiato ha il peridio più rugosoe più scuro del tartufo d'estate
- Il tartufo nero pregiato ha la parte fertile della gleba di colore nerastro, mentre nel tartufo d'estate è più chiara, color nocciola
Tartuficoltura · 9 domande
- In Lombardia, la densità di impianto di una tartufaia coltivata deve essere:
- Non inferiore a 200 piante per ettaro, come fissato dalla l.r. 31/2008
- Secondo un corretto rapporto tra superfici coltivate e piante utilizzate
- Libera, senza alcun obbligo per il conduttore
- Per valutare l'idoneità di un terreno alla coltivazione dei vari tipi di tartufo è utile determinare anche la dotazione di calcare attivo nel suolo?
- Solo se il terreno è molto argilloso
- Si, è utile
- Non serve a niente, basta sapere la dotazione di calcare totale
- È opportuno recintare le tartufaie coltivate?
- No, è sufficiente mettere uno shelter alle singole piante
- Si è opportuno, per evitare i danni sia alle piantine, sia alle produzioni dovuti agli ungulati
- Si, ma solo con recinzioni elettrificate
- In Lombardia, le tartufaie controllate sono:
- Tartufaie naturali su fondi interessati da operazioni di miglioria ambientale e di incremento boschivo con la messa a dimora di piante tartufigene
- Tartufaie naturali di bianco pregiato tabellate
- Tartufaie impiantate ex novo su terreni nudi
- Le piante comari sono:
- Piante che si micorrizano successivamente alle piante simbionti
- Piante solitamente arbustive che producono tartufi
- Piante che non sono simbionti che condividono gli ambienti di produzione dei tartufi e che risultano sinergiche per la loro produzione
- La regimazione delle acque in una tartufaia di bianco pregiato può essere fatta:
- Esclusivamente a mano
- Sia a mano sia con mezzi meccanici ma in modo da ridurre gli impatti negativi sul suolo
- Di solito non viene fatta
- In una tartufaia controllata si possono eseguire ripuliture del sottobosco ad elevata intensità sul rovo?
- No, mai
- Si, ma solo con mezzi manuali
- Si, se necessario, su superfici di solito circoscritte
- Le tartufaie controllate possono essere danneggiate da fattori esterni alle tartufaie stesse?
- No, se si esegue bene il piano di gestione della tartufaia non può accadere
- Si, può accadere ma solo se non si eseguono bene i lavori in tartufaia
- Si può accadere
- Cosa si intende per eliminazione e controllo della vegetazione alloctona infestante nelle tartufaie controllate:
- Taglio di aceri e frassini
- Taglio per eliminare o contenere specie invasive autoctone come pungitopo o alloro
- Taglio per eliminare o contenere specie invasive non autoctone quali robinia e ailanto
Leggi e regolamenti della Lombardia · 54 domande
- Secondo l'art. 3 della legge 752/1985, che vale anche in Lombardia, dove è libera la raccolta dei tartufi?
- Nei boschi e nei terreni non coltivati
- Ovunque
- Nelle tartufaie coltivate
- Secondo l'art. 116 della l.r. 31/2008, dove è consentita la raccolta dei tartufi compresi nell'elenco dell'art. 2 della legge 752/1985?
- Su tutto il territorio regionale, nei periodi stabiliti dai calendari di raccolta
- Solo nelle province di Pavia e Mantova
- Solo all'interno dei parchi regionali
- La l.r. 31/2008 ammette la cerca e raccolta dei tartufi nelle ore notturne?
- Sì, la raccolta è consentita nell'arco delle ventiquattro ore giornaliere
- No, mai
- No, è vietata da un'ora dopo il tramonto a un'ora prima dell'alba
- Secondo la L.R. 31/2008, quale soggetto approva ogni anno, entro il 31 marzo, i calendari di raccolta dei tartufi?
- Il dirigente regionale competente, avvalendosi del collegio di esperti
- Il Comune
- Ciascuna Provincia per il proprio territorio
- Come deve essere effettuato lo scavo per estrarre il tartufo, secondo l'art. 116 della L.R. 31/2008?
- Con qualsiasi attrezzo di scavo nel punto indicato dal cane
- Con un attrezzo quale vanghetto o zappetta, scavando in maniera andante
- Con un attrezzo quale vanghetto o zappetta, largo non oltre 4,5 cm, solo dopo il ritrovamento da parte del cane e nel punto dove il cane ha iniziato a scavare
- Qual è il periodo di raccolta del tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vittad.) previsto in Lombardia dal calendario di raccolta 2026-2027?
- Dal 15 novembre al 15 marzo
- Dal 1° dicembre al 15 marzo
- Dal 10 gennaio al 30 aprile
- Qual è il periodo di raccolta del tartufo moscato (Tuber brumale var. moschatum De Ferry) previsto in Lombardia dal calendario di raccolta 2026-2027?
- Dal 15 gennaio al 15 aprile
- Dal 15 novembre al 15 marzo
- Dal 15 novembre al 15 aprile
- Qual è il periodo di raccolta del tartufo scorzone (Tuber aestivum Vittad.) previsto in Lombardia dal calendario di raccolta 2026-2027, esclusa la Provincia di Pavia?
- Dal 1° giugno al 30 settembre
- Dal 1° giugno al 30 novembre
- Dal 1° giugno al 31 agosto e dal 1° ottobre al 30 novembre
- Qual è il periodo di raccolta del tartufo uncinato (Tuber aestivum var. uncinatum Chatin) previsto in Lombardia dal calendario di raccolta 2026-2027?
- Dal 1 novembre al 31 dicembre
- Dal 1 settembre al 31 dicembre
- Dal 1° ottobre al 31 gennaio
- Qual è il periodo di raccolta del tartufo nero d'inverno (Tuber brumale Vittad.) previsto in Lombardia dal calendario di raccolta 2026-2027?
- Dal 1° gennaio al 15 marzo
- Dal 15 gennaio al 15 marzo
- Dal 15 gennaio al 30 aprile
- Qual è il periodo di raccolta del tartufo bianchetto o marzuolo (Tuber albidum Pico) previsto in Lombardia dal calendario di raccolta 2026-2027?
- Dal 15 gennaio al 30 aprile
- Dal 15 gennaio al 15 aprile
- Dal 1 gennaio al 30 aprile
- Qual è il periodo di raccolta del tartufo nero liscio (Tuber macrosporum Vittad.) previsto in Lombardia dal calendario di raccolta 2026-2027, esclusa la Provincia di Pavia?
- Dal 1 ottobre al 31 dicembre
- Dal 1 settembre al 30 novembre
- Dal 1 settembre al 31 dicembre
- È ammessa in Lombardia, secondo il calendario di raccolta 2026-2027, l'attività di cerca e raccolta del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) nel mese di luglio?
- No
- Si, su tutto il territorio regionale
- Solo nelle Province di Pavia e Mantova
- È ammessa in Lombardia, secondo il calendario di raccolta 2026-2027, l'attività di cerca e raccolta del tartufo bianchetto o marzuolo (Tuber borchii Vittad.) nel mese di dicembre?
- È ammessa su tutto il territorio regionale
- È ammessa solo in Provincia di Pavia
- Non è ammessa
- Secondo la L.R. 31/2008, qual è l'orario ammesso per la cerca e la raccolta del tartufo nel mese di gennaio?
- Dalle 7.00 alle 18.00
- Da un'ora prima dell'alba a un'ora dopo il tramonto
- Nell'arco delle ventiquattro ore giornaliere
- Secondo la L.R. 31/2008 e il calendario di raccolta 2026-2027, qual è l'orario ammesso per la cerca e la raccolta del tartufo nel mese di maggio?
- Dalle 7.00 alle 18.00
- Nell'arco delle ventiquattro ore giornaliere
- Cerca e raccolta non consentite
- Secondo la L.R. 31/2008, qual è l'orario ammesso per la cerca e la raccolta del tartufo nel mese di settembre?
- Dalle 5.00 alle 18.30
- Cerca e raccolta non consentite
- Nell'arco delle ventiquattro ore giornaliere, per le specie il cui periodo di raccolta è aperto
- La L.R. 31/2008 prevede la possibilità di poter raccogliere tartufi fuori dai periodi di raccolta indicati dal calendario?
- No, in nessun caso
- Si, sempre purché in possesso del tesserino vidimato
- Si, solo con autorizzazione gratuita della Regione in deroga, per motivi scientifici, di studio e di ricerca e in occasione di mostre
- Quanti cani può portare con sé il raccoglitore di tartufo per essere in regola con la L.R. 31/2008?
- Al massimo un cane addestrato
- La normativa non specifica il numero di cani
- Al massimo due cani appositamente addestrati
- Come viene disciplinato dalla L.R. 31/2008 l'attrezzo da utilizzare nell'attività di cerca e raccolta dei tartufi?
- La norma indica solo il tipo di attrezzo («vanghetto» o «zappetta»)
- La norma indica il tipo di attrezzo («vanghetto» o «zappetta») e la larghezza massima, non oltre 4,5 cm
- La norma non prevede una tipologia specifica di strumento da utilizzare
- Quale attrezzo è previsto dalla L.R. 31/2008 per la cerca e la raccolta dei tartufi?
- La vanga
- Il vanghetto o la zappetta, larghi non oltre 4,5 cm
- Qualsiasi attrezzo, purché si scavi dove indica il cane
- Quale larghezza massima può avere l'attrezzo di scavo (vanghetto o zappetta) secondo la L.R. 31/2008?
- Non oltre 4,5 cm di larghezza
- Lunghezza e larghezza massime comprese tra 5 cm e 10 cm
- Lunghezza massima 10 cm e larghezza massima 5 cm
- Secondo il calendario di raccolta 2026-2027 della Lombardia, qual è il periodo di raccolta del tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum Pico), escluse le Province di Pavia e Mantova?
- Dal 1 ottobre al 15 gennaio
- Dal 15 settembre al 31 dicembre
- Dal 10 settembre al 15 gennaio
- Secondo la L.R. 31/2008, il calendario di raccolta del Tuber indicum Cooke & Massee è:
- Dal 1 ottobre al 15 gennaio
- Dal 15 settembre al 31 dicembre
- Raccolta non ammessa
- Quale, tra le seguenti specie di tartufo, si può cercare e raccogliere secondo la L.R. 31/2008?
- Tartufo rosso (Tuber rufum Pico)
- Tartufo escavato (Tuber excavatum Vittad)
- Tartufo moscato (Tuber brumale forma moschatum De Ferry)
- In quali periodi è permessa l'attività di cerca e raccolta dei tartufi freschi, secondo la L.R. 31/2008?
- Nei periodi previsti dal calendario regionale e nella settimana successiva al termine dello stesso
- Nei periodi previsti dal calendario regionale e nei 10 giorni successivi al termine
- Solo nei periodi previsti dal calendario
- Come deve essere svolta la ricerca del tartufo secondo la L.R. 31/2008?
- Con l'ausilio di un solo cane addestrato, nel rispetto del calendario
- Con l'ausilio di cani anche non addestrati, senza limiti di numero, nel rispetto del calendario
- Con l'ausilio di non più di due cani appositamente addestrati, nei periodi stabiliti dal calendario
- Secondo la L.R. 31/2008, quali condizioni sono necessarie perché il tartufaio possa praticare la cerca e la raccolta dei tartufi?
- Che sia in possesso del tesserino di idoneità, vidimato ogni anno presso l'ente che lo ha rilasciato
- Che sia in possesso del tesserino e in regola con il versamento di una tassa annuale
- Che, anche con il tesserino scaduto, abbia fatto la vidimazione annuale
- Qual è il periodo di validità del tesserino per la cerca e la raccolta dei tartufi dalla data del rilascio, in Lombardia?
- Tre anni
- Cinque anni
- Dieci anni
- La normativa lombarda prevede un'età minima per il rilascio del tesserino di idoneità alla cerca e raccolta dei tartufi?
- Sì, di 16 anni
- Sì di 14 anni
- No, la legge non prevede un'età minima per il rilascio del tesserino
- A quale età la normativa lombarda prevede possa essere rilasciato il tesserino di idoneità alla cerca e raccolta dei tartufi?
- Quattordici anni
- Sedici anni
- Diciotto anni
- Quale ente rilascia il tesserino di idoneità alla cerca e raccolta dei tartufi, secondo la L.R. 31/2008?
- La Regione e, per il proprio territorio, la Provincia di Sondrio
- La Provincia di residenza, in ogni provincia lombarda
- Il Comune di residenza
- Come si ottiene il tesserino di idoneità alla cerca e raccolta dei tartufi, in base alla L.R. 31/2008?
- Si deve superare un esame di idoneità, scritto e orale, davanti a una commissione nominata dalla Regione o dalla Provincia di Sondrio
- Basta presentare la domanda con la marca da bollo, senza esame
- Si deve superare un esame davanti a una commissione del Comune di residenza
- Come si ottiene il rinnovo del tesserino di idoneità alla cerca e raccolta dei tartufi in Lombardia?
- Si deve frequentare un corso di 8 ore e poi superare di nuovo l'esame
- Alla scadenza dei 10 anni si presenta domanda con foto, due marche da bollo e il tesserino scaduto, senza nuovo esame
- Si deve sostenere un nuovo esame di idoneità davanti alla commissione
- Quale documento deve portare con sé il cercatore per poter svolgere l'attività di cerca e raccolta nel rispetto della L.R. 31/2008?
- Il tesserino di idoneità, personale e vidimato, da esibire al personale di vigilanza
- Il tesserino di idoneità e la ricevuta del pagamento dell'importo annuale
- La sola ricevuta del pagamento dell'importo annuale
- Chi provvede al riconoscimento delle tartufaie coltivate secondo la L.R. 31/2008?
- La Provincia di residenza del richiedente
- Il dirigente regionale competente, avvalendosi del collegio di esperti, dopo l'istruttoria tecnica dell'ente territoriale
- Il Comune territorialmente competente
- Secondo la L.R. 31/2008, quale delle seguenti attività è di competenza della Regione e, per il suo territorio, della Provincia di Sondrio?
- Il rilascio e la vidimazione dei tesserini di raccolta e le prove d'esame
- La vigilanza sull'osservanza delle norme su tutto il territorio regionale, parchi compresi
- La redazione dei regolamenti d'uso dei parchi naturali per la raccolta dei tartufi
- Secondo la L.R. 31/2008, il titolare o conduttore di una tartufaia coltivata riconosciuta, per raccogliere i tartufi nel proprio fondo:
- Deve avere il tesserino di idoneità vidimato
- Non è soggetto all'obbligo del tesserino per la raccolta nei fondi stessi
- Deve avere il tesserino e pagare un importo annuale
- È ammessa la cerca e raccolta del tartufo scorzone nel mese di giugno, in base al calendario di raccolta 2026-2027 della Lombardia?
- Si, dappertutto, compresi i rimboschimenti di pochi anni
- Si, tranne che nelle aree dove la raccolta è comunque vietata: riserve naturali integrali e orientate micologiche, rimboschimenti con meno di quindici anni, aree di particolare valore scientifico
- No
- A quali enti la L.R. 31/2008 affida la vigilanza sull'osservanza delle norme sulla raccolta dei tartufi?
- Agli enti gestori dei parchi, delle riserve e dei monumenti naturali per i rispettivi territori e alle province per il restante territorio
- Ai soli Comuni, ciascuno per il proprio territorio
- Alle associazioni dei ricercatori di tartufi
- Quali soggetti possono effettuare la vigilanza sull'attività di cerca di tartufi in Lombardia in base alla L.R. 31/2008?
- I micologi del Dipartimento di Prevenzione della Unità Sanitaria Locale (U.S.L.)
- I Carabinieri forestali (Comando unita forestali, ambientali e agroalimentari dell' Arma)
- Gli ispettori fitosanitari
- Cosa prevede l'art. 129 della L.R. 31/2008 per chi cerca e raccoglie tartufi senza il tesserino?
- Una sanzione amministrativa
- Una sanzione penale
- Una sanzione sanitaria
- In quale caso, ai sensi della L.R. 31/2008, è prevista la sospensione o il ritiro del tesserino per la cerca e la raccolta?
- In nessun caso
- In caso di gravi e reiterate violazioni delle norme sulla raccolta
- In caso di mancato pagamento della sanzione applicata
- Quale sanzione è prevista dall'art. 129 della L.R. 31/2008 per chi esercita la ricerca o la raccolta senza l'ausilio di cani appositamente addestrati o senza idoneo attrezzo?
- Una sanzione da € 5,00 a € 51,00
- Una sanzione da € 500,00 a € 5.000,00
- Una sanzione da € 103,00 a € 1.032,00, raddoppiabile nelle aree di particolare tutela
- Cosa prevede l'art. 129 della L.R. 31/2008 per chi esercita la ricerca o la raccolta di tartufi immaturi?
- Una sanzione da € 103,29 a € 516,46
- Una sanzione da € 300,00 a € 3.000,00
- Una sanzione da € 103,00 a € 1.032,00, raddoppiabile nelle aree di particolare tutela
- Qual è il soggetto al quale compete l'irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla L.R. 31/2008?
- Il Comune
- Il CUTFAA (Comando Unità per la Tutela Forestale, ambientale e agro-alimentare) dell' Arma dei carabinieri
- La Regione e, per il proprio territorio, la Provincia di Sondrio
- Quali sono i soggetti incaricati dell'accertamento delle violazioni alla L.R. 31/2008?
- Soltanto i carabinieri forestali e le guardie ittico-venatorie provinciali
- Le guardie giurate volontarie delle associazioni per la protezione della natura, con pieno potere di accertamento
- Il personale degli enti di vigilanza, le guardie ecologiche volontarie, i carabinieri forestali, le guardie ittico-venatorie provinciali, la polizia urbana e rurale e il personale di vigilanza delle comunità montane
- Secondo la legge nazionale 752/1985, l'accertamento della specie di tartufo può essere fatto a vista?
- Si, in base alle caratteristiche illustrate nell'allegato 1 della legge
- No, serve sempre l'esame microscopico delle spore
- No, in nessun caso
- Cosa prevede la legge 752/1985 in caso di dubbio o contestazione sull'accertamento della specie di tartufo?
- L'identificazione della specie viene fatta dai carabinieri forestali
- L'identificazione della specie viene fatta dalle associazioni di raccoglitori
- L'esame microscopico delle spore, a cura di centri specializzati (Sant'Angelo in Vado, CNR di Torino) o di laboratori universitari, con certificazione scritta
- Come devono essere apposte le tabelle di delimitazione delle tartufaie controllate e coltivate secondo la L.R. 31/2008?
- Ad almeno 2,50 metri di altezza dal suolo, lungo il confine del terreno, visibili da ogni punto di accesso e in modo che da ogni cartello siano visibili il precedente e il successivo
- Le tabelle devono essere apposte lungo il perimetro della superficie interessata, un cartello ogni 20 metri
- Le tabelle devono essere apposte lungo il perimetro della superficie interessata, un cartello ogni 30 metri
- Qual'è la norma quadro nazionale attualmente in vigore in materia di tartufi?
- Legge 11 febbraio 1992 n° 157
- Legge 23 agosto 1993 n° 352
- Legge 16 dicembre 1985 n° 752
- Quale atto ha riconosciuto le denominazioni legali delle specie di tartufi commerciabili in Italia?
- Legge Regionale
- Legge Nazionale
- Regolamento Comunitario
- La L.752/85 prevede dei limiti quantitativi alla raccolta delle varie specie di tartufo?
- Sì, e indica i limiti quantitativi delle varie specie
- No
- Si, ma demanda alle singole normative regionali l'individuazione dei limiti quantitativi
- La L. 752/85 prevede che il tesserino di abilitazione alla cerca e raccolta dei tartufi è valido su quale territorio?
- Della singola regione di residenza
- Del singolo comune di residenza
- Sull'intero territorio nazionale
Botanica e selvicoltura · 19 domande
- La selvicoltura:
- È una scienza esatta come la matematica
- Segue indicazioni della tradizione contadina
- È un insieme di conoscenze dove le dinamiche del bosco studiate dall'ecologia si incontrano con le necessità della società umana
- I disturbi negli ecosistemi sono:
- Sempre negativi
- Una cosa che c'è sempre stata in natura e che può generare diversità biologica e paesaggistica
- Sempre positivi
- Una siepe camporile di alberi e arbusti larga due metri che corre tra campi di grano:
- È normativamente definita come bosco
- Non è un bosco ma un luogo ugualmente importante per gli agroecosistemi
- È definita come bosco dalla legge se ci sono più di venti alberi
- Il suolo:
- È il bene più prezioso di un bosco, frutto dell'interazione fra le componenti organiche e inorganiche della foresta
- Non è importante rispetto agli altri componenti del bosco
- È di veloce rigenerazione (circa un centimetro all'anno)
- Il bosco:
- È soggetto al clima, in particolar modo d'autunno
- È soggetto al clima ma lo modifica mitigandolo
- Non è soggetto al clima
- La legna da ardere:
- È il beneficio che il bosco fornisce all'umanità
- Non è più un beneficio per la società moderna
- È solo uno dei molteplici benefici che il bosco fornisce all'uomo
- I boschi governati a ceduo
- Si rinnovano prevalentemente grazie ai ricacci delle ceppaie dopo la ceduazione
- Si rinnovano grazie alle piantine nate dai semi
- Non si rinnovano
- Le conifere in Italia:
- Sono governate a ceduo
- Sono governate a fustaia
- Sono governate come cedui e come fustaie
- I tagli successivi:
- Sono un trattamento con cui si rinnovano le fustaie
- Sono dei tagli che si fanno in certi tipi di cedui
- Sono una preparazione ai diradamenti
- I diradamenti sono caratterizzati da:
- Criteri di scelta, per le piante che devono essere tagliate, principalmente numerici
- Tipo, grado, età di inizio e frequenza
- Criteri di massima resa economica del taglio
- Il leccio è:
- Una quercia caducifoglia
- Una conifera
- Una quercia sempreverde
- Il cerro può essere simbionte del tartufo bianco?
- No
- Il cerro non fa simbiosi con i funghi
- Si
- Il cerro si riconosce facilmente:
- Per la corteccia molto scura e liscia
- Per le foglie sempreverdi
- Per i riccioli legnosi sulla cupola che porta le ghiande
- La Farnia si riconosce per:
- Il portamento arbustivo
- I frutti carnosi e succulenti
- Le ghiande portate su di un lungo peduncolo
- Il nocciolo:
- È un albero molto grande poco importante per le simbiosi con i tartufi
- È un arbusto miglioratore della lettiera che attiva simbiosi con molte specie di tartufi
- È un albero da frutto presente solo in noccioleti coltivati
- Tiglio selvatico e tiglio nostrano non sono facilmente distinguibili:
- E questo è un grande problema per i cavatori di tartufi
- Ma questo non è un problema perché effettuano entrambi simbiosi con le solite specie di tartufo
- E necessitano botanici per poterli distinguere
- Il pino nero:
- È una specie autoctona e diffusa in tutti i boschi
- È una specie tipica dei rimboschimenti su suoli poveri della fascia montana
- È una latifoglia
- I pioppi sono:
- Grandi alberi a lento accrescimento
- Alberi tipici della fascia montana
- Piante a rapido accrescimento tipici delle pianure alluvionali
- Il salice delle capre:
- Non fa parte della flora italiana
- È un salice che non può vegetare lontano dai corsi d'acqua
- È un salice che può vegetare anche molto lontano dai corsi d'acqua, in diverse fasce vegetazionali
Nozioni di micologia · 14 domande
- Nella classificazione degli organismi viventi, in quale Regno vengono inseriti i tartufi?
- Nel Regno Animale
- Nel Regno Piante
- Nel Regno Funghi
- Perché i funghi sono diversi dalle piante?
- Perché i funghi sono autotrofi mentre le piante no
- Perché i funghi sono eterotrofi e le piante no
- Perché i funghi crescono su qualsiasi terreno e le piante no
- Quello che noi chiamiamo comunemente fungo cosa è in realtà?
- Il frutto di un organismo chiamato micelio
- È il vero organismo fungino
- È uno scarto del vero organismo fungino che è il micelio
- Quale è il sistema riproduttivo dei funghi?
- È molto simile a quello delle piante: entrambi usano semi ma quelli dei funghi sono più piccoli
- I funghi si riproducono tramite spore, invisibili a occhio nudo se non sono in massa
- Alcuni funghi si riproducono tramite le spore, altri tramite semi come le piante
- Dove si trovano le spore dei funghi?
- Non hanno una collocazione specifica e non esiste un organo deputato alla loro produzione
- Le spore si trovano sulla parte esterna del fungo, di solito in corrispondenza della parte superiore del cappello
- Si formano nella parte fertile del fungo chiamata comunemente imenio
- Quale è il vero organismo fungino?
- Il fungo che raccogliamo per essere consumato
- Il micelio
- Il basidio
- Quando ci sono le condizioni favorevoli alla riproduzione dei funghi, cosa avviene?
- I miceli vengono dispersi nell'ambiente per cercare di formare nuovi individui
- Le spore si disperdono nell'ambiente e danno vita a un nuovo micelio e quindi a nuove piante
- Le spore si disperdono nell'ambiente e danno vita a un nuovo micelio e quindi a un nuovo organismo fungino
- I funghi sono in grado di nutrirsi da soli?
- No perché sono organismi eterotrofi
- Dipende dalle specie: alcune specie sì altre no
- Sì perché sono organismi autotrofi proprio come le piante
- In funzione del differente sistema nutrizionale adottato, i funghi si distinguono in gruppi:
- Funghi parassiti, simbionti, autoctoni
- Funghi saprofiti, parassiti, simbionti
- Funghi parasaprofiti, paraparassiti, paraleucosporei
- Cosa sono i funghi saprofiti?
- Funghi che si nutrono di organismi vivi portandoli a morte
- Funghi che si nutrono di organismi morti degradando la sostanza organica
- Funghi che vivono in reciproco scambio di sostanze nutritive con altri organismi viventi vegetali
- Cosa sono i funghi simbionti?
- Sono i funghi che degradano la lettiera organica per trovarne nutrimento
- Sono i funghi che attaccano gli organismi viventi e ne assorbono il nutrimento danneggiandoli
- Sono i funghi che stabiliscono un rapporto di scambio di sostanze nutritive con organismi viventi appartenenti al Regno Vegetale
- Il termine «micorriza» cosa significa?
- Fungo-albero
- Radice con fungo
- Fungo-fungo
- Perché alcuni funghi vengono definiti basidiomiceti?
- Perché nella parte fertile del fungo le spore si formano su delle strutture particolari chiamate «aschi»
- Perché nella parte fertile del fungo le spore si formano su delle strutture particolari chiamate «basidi»
- Perché nella parte fertile del fungo le spore si formano su delle strutture particolari chiamate «parafisi»
- Negli ascomiceti ipogei come viene chiamata la parte interna della carne?
Fonti e avvertenze
Per la Regione Lombardia non ci sono domande d'esame ufficiali. Le domande di questo quiz le abbiamo elaborate sulla base dei testi di studio per la preparazione all'esame e dei documenti ufficiali della Regione, consultati il 16 ottobre 2026:
Sono solo esempi delle possibili domande, non le domande dell'esame. Possono essere presenti errori, e leggi, calendari di raccolta e regole d'esame possono essere aggiornati: prima dell'esame verifica sempre sul sito della Regione. Se trovi un errore o una regola cambiata, scrivici a avventuremicologiche@gmail.com.
Questo quiz è un aiuto allo studio fatto da Avventure Micologiche: non è un servizio delle Regioni e non sostituisce il materiale ufficiale.
Domande frequenti
Patentino, tesserino, licenza o patente dei tartufi: che differenza c'è?
Nessuna: sono nomi diversi dello stesso documento, il tesserino di idoneità alla ricerca e raccolta del tartufo, che si ottiene superando l'esame della propria Regione.
Le domande del quiz sono quelle vere dell'esame?
No: per questa Regione non ci sono domande d'esame ufficiali. Le abbiamo elaborate sulla base dei testi di studio per la preparazione all'esame pubblicati dalla Regione: sono esempi delle possibili domande.
Come funziona il gioco?
Le domande escono 10 alla volta, una per livello. Hai tre vite: al terzo errore rifai il livello con 10 domande nuove. Le domande sbagliate tornano più spesso finché non le azzecchi, e ogni livello superato aggiunge un tartufo al cestino.
Il quiz ha le risposte giuste?
Sì: nel gioco vedi subito se hai risposto giusto, e nella pagina di ogni regione c'è l'elenco completo delle domande con le soluzioni, da ripassare anche senza giocare.
Come si prende il tesserino per andare a tartufi?
Si fa domanda per l'esame all'ente indicato dalla propria Regione, si supera la prova davanti alla commissione e poi si chiede il rilascio del tesserino. Date, documenti e modalità li pubblicano la Regione o la Provincia: per prepararsi alle domande c'è questo quiz.
Quanto costa il patentino dei tartufi?
Gli importi li decide ogni Regione: di solito ci sono le marche da bollo per la domanda e per il tesserino e, in molte Regioni, un versamento annuale per poter raccogliere. Le cifre aggiornate sono sul sito della propria Regione.
Si può prendere il patentino dei tartufi online?
Online ti puoi preparare: questo quiz è gratis, senza registrazione, e funziona anche dal telefono. Domanda ed esame seguono le regole della propria Regione, che in alcuni casi accetta la domanda online.
Serve registrarsi o installare qualcosa?
No. Il quiz è gratis, senza registrazione e senza pubblicità, e funziona dal browser anche sul telefono. I progressi restano salvati sul tuo dispositivo.
Com'è l'esame per il tesserino dei tartufi in Lombardia?
In Lombardia l'esame ha una prova scritta di 30 domande a risposta multipla, con 4 risposte possibili (si passa con almeno 24 giuste), e una prova orale di riconoscimento dei tartufi.
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