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Esame tartufi Piemonte: quiz e test con 137 domande per preparare il patentino, o tesserino, con le risposte

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Esame tartufi Piemonte 2026: com'è la prova

In Piemonte il tesserino lo rilasciano le Province e la Città metropolitana di Torino. A Torino l'esame è scritto, 20 domande a risposta chiusa: con almeno 15 giuste si passa, da 11 a 14 si fa un colloquio.

Il quiz per l'esame del patentino dei tartufi in Piemonte

Questo gioco ti allena all'esame per il patentino dei tartufi, cioè il tesserino di idoneità alla ricerca e raccolta del tartufo della Regione Piemonte. Per la Regione Piemonte non ci sono domande d'esame ufficiali: queste 137 domande le abbiamo elaborate sulla base dei testi di studio per la preparazione all'esame, e sono esempi delle possibili domande. Le fonti sono in fondo alla pagina.

Funziona come un test d'esame a livelli: le domande escono 10 alla volta, in 14 livelli, al terzo errore il livello si rifà con domande nuove e quelle sbagliate tornano finché non le hai imparate.

Se preferisci ripassare con calma, qui sotto trovi l'elenco completo delle domande, diviso per argomento, con la risposta giusta segnata.

Le 137 domande con le risposte

Ecologia dei tartufi · 23 domande
  1. Qual'è il nome latino del tartufo bianco pregiato?
    • Tuber magnatum Pico
    • Tuber albidum Pico
    • Tuber borchii Vitt
  2. Quali elementi sono necessari per riconoscere le relative specie di tartufo a livello macroscopico
    • Dimensioni e colore del peridio
    • Colore e rugosità del peridio, colore e marezzature della gleba, aroma
    • La consistenza della polpa e l'aroma
  3. Come si presenta lo strato esterno del tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum Pico)?
    • Verrucoso, formato da verruche molto pronunciate di colore chiaro
    • Verrucoso, di colore chiaro formato da verruche piccole e poco pronunciate
    • Liscio e di colore chiaro
  4. È possibile riconoscere con certezza la specie di appartenenza in un tartufo completamente immaturo?
    • Sì dal colore della gleba
    • No
    • Sì dall'aroma
  5. La denominazione di bianchetto o marzuolo nella normativa quadro nazionale è attribuita a:
    • Tuber borchii
    • Tuber magnatum di piccole dimensioni
    • Tuber aestivum
  6. La denominazione di tartufo nero pregiato nella normativa quadro nazionale è attribuita a:
    • Tuber macrosporum
    • Tuber melanosporum
    • Tuber brumale
  7. Quali delle seguenti specie europee è più affine (a livello macroscopico e microscopico) a Tuber aestivum?
    • Tuber macrosporum
    • Tuber mesentericum
    • Tuber brumale
  8. Tuber melanosporum maturo presenta una gleba di colore:
    • Grigio chiaro con venature sterili pallide
    • Nerastro con venature sterili pallide
    • Nocciola con venature sterili pallide
  9. Quale caratteristica non è indicativa del grado di maturazione nelle varie specie di Tuber?
    • La presenza di aroma intenso
    • Le dimensioni degli ascomi
    • Il colore della gleba (con netta distinzione tra vene fertili e vene sterili)
  10. Quali delle seguenti specie è coltivata (in pieno campo) con maggior successo in varie nazioni?
    • Tuber magnatum
    • Tuber melanosporum
    • Tuber mesentericum
  11. Qual'è il nome latino del tartufo bianchetto o marzuolo?
    • Tuber borchii Vitt. o Tuber albidum Pico
    • Tuber magnatum Pico
    • Tuber aestivum Vitt.
  12. Qual'è il nome latino del tartufo scorzone?
    • Tuber macrosporum Vitt.
    • Tuber melanosporum Vitt.
    • Tuber aestivum Vitt.
  13. Qual'è il nome latino del tartufo uncinato?
    • Tuber brumale Vitt.
    • Tuber uncinatum Chatin
    • Tuber mesentericum Vitt.
  14. Qual'è il nome latino del tartufo brumale o tartufo nero d'inverno?
    • Tuber brumale Vitt
    • Tuber albidum Pico
    • Tuber melanosporum Vitt.
  15. Qual'è il nome latino del tartufo nero ordinario?
    • Tuber melanosporum Vitt.
    • Tuber macrosporum Vitt.
    • Tuber mesentericum Vitt.
  16. Come si presenta lo strato esterno del tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vitt.)?
    • Nerastro e verrucoso
    • Di colore pallido e piuttosto liscio
    • Pallido e verrucoso
  17. Come si presenta lo strato esterno del tartufo nero invernale (Tuber brumale Vitt.)?
    • Liscio
    • Giallastro e vellutato
    • Nerastro e verrucoso
  18. Il tartufo d'estate o scorzone (Tuber aestivum Vitt.) ha un peridio:
    • Rugoso con verruche minute di colore grigiastro
    • Molto verrucoso di colore nerastro
    • Liscio, con verruche depresse
  19. Quale delle seguenti descrizioni del peridio del tartufo bianco NON è corretta?
    • Il peridio del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) è verrucoso
    • Il peridio del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) è di colore giallo chiaro o verdastro
    • Il peridio del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) è liscio
  20. Il peridio del tartufo marzuolo o bianchetto (Tuber borchii Vitt.) è:
    • Liscio di colore nero
    • Liscio di colore chiaro, variabile dal bianco-ocra al rossiccio
    • Rugoso, con verruche evidenti di colore chiaro
  21. Il tartufo marzuolo o bianchetto (Tuber borchii Vitt.) ha generalmente dimensioni:
    • Molto elevate, superando spesso il Kg di peso
    • Elevate, come una grossa patata
    • Abbastanza ridotte, da una nocciola a un uovo di gallina
  22. Il tartufo uncinato (Tuber uncinatum Chatin) ha la polpa interna (gleba):
    • Nocciola scuro con venature bianche e fini
    • Nero - violacea, con venature bianche e fini
    • Color verde scuro omogeneo
  23. In base a quali caratteristiche è possibile distinguere il tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vitt.) dal tartufo d'estate o scorzone (Tuber aestivum Vitt.)?
    • Non esistono differenze visive, è possibile riconoscerli solo a livello di spore
    • Il tartufo nero pregiato ha il peridio più rugosoe più scuro del tartufo d'estate
    • Il tartufo nero pregiato ha la parte fertile della gleba di colore nerastro, mentre nel tartufo d'estate è più chiara, color nocciola
Tartuficoltura · 11 domande
  1. Secondo la L.R. 16/2008, le piante tartufigene messe a dimora nei nuovi impianti di tartufo nero finanziati dalla Regione devono:
    • Rispondere ai requisiti di adeguata micorrizazione controllata, attestata dagli enti preposti al controllo morfologico o molecolare delle radici
    • Non è necessaria alcuna verifica, basta la fattura del vivaista
    • Essere semplicemente di specie quercine, senza verifiche sulle radici
  2. In Piemonte, la densità iniziale d'impianto di una tartufaia coltivata deve essere:
    • Esattamente di 200 piante/ha
    • Adeguata alle caratteristiche del tartufo e della pianta simbionte, ma non inferiore a 100 piante per ettaro
    • Libera, senza un numero minimo di piante
  3. Per valutare l'idoneità di un terreno alla coltivazione dei vari tipi di tartufo è utile determinare anche la dotazione di calcare attivo nel suolo?
    • Solo se il terreno è molto argilloso
    • Si, è utile
    • Non serve a niente, basta sapere la dotazione di calcare totale
  4. È opportuno recintare le tartufaie coltivate?
    • No, è sufficiente mettere uno shelter alle singole piante
    • Si è opportuno, per evitare i danni sia alle piantine, sia alle produzioni dovuti agli ungulati
    • Si, ma solo con recinzioni elettrificate
  5. Le piante comari sono:
    • Piante che si micorrizano successivamente alle piante simbionti
    • Piante solitamente arbustive che producono tartufi
    • Piante che non sono simbionti che condividono gli ambienti di produzione dei tartufi e che risultano sinergiche per la loro produzione
  6. L'inserimento di piante tartufigene in tartufaia controllata è un intervento:
    • Obbligatorio
    • Non è obbligatorio: è un intervento eventuale, previsto se serve dal piano di coltura della tartufaia
    • Obbligatorio solo per le tartufaie di nero pregiato
  7. La regimazione delle acque in una tartufaia di bianco pregiato può essere fatta:
    • Esclusivamente a mano
    • Sia a mano sia con mezzi meccanici ma in modo da ridurre gli impatti negativi sul suolo
    • Di solito non viene fatta
  8. Nelle tartufaie controllate si può eseguire la cerca e raccolta del prodotto:
    • Quando il prodotto è maturo
    • Quando il calendario regionale lo consente
    • A scelta del conduttore
  9. In una tartufaia controllata si possono eseguire ripuliture del sottobosco ad elevata intensità sul rovo?
    • No, mai
    • Si, ma solo con mezzi manuali
    • Si, se necessario, su superfici di solito circoscritte
  10. Le tartufaie controllate possono essere danneggiate da fattori esterni alle tartufaie stesse?
    • No, se si esegue bene il piano di gestione della tartufaia non può accadere
    • Si, può accadere ma solo se non si eseguono bene i lavori in tartufaia
    • Si può accadere
  11. Cosa si intende per eliminazione e controllo della vegetazione alloctona infestante nelle tartufaie controllate:
    • Taglio di aceri e frassini
    • Taglio per eliminare o contenere specie invasive autoctone come pungitopo o alloro
    • Taglio per eliminare o contenere specie invasive non autoctone quali robinia e ailanto
Leggi e regolamenti del Piemonte · 68 domande
  1. In base all'art. 6 della L.R. 16/2008, dove si può esercitare liberamente l'attività di cerca e la raccolta di tartufi?
    • Nei boschi e nei terreni non coltivati
    • Ovunque
    • Nelle tartufaie coltivate
  2. Dove NON è consentita l'attività di cerca e la raccolta di tartufi, secondo la normativa piemontese?
    • Nei boschi
    • Nei terreni coltivati
    • Nei terreni non coltivati
  3. Secondo la L.R. 16/2008, i privati possono apporre le tabelle di raccolta riservata negli alvei e sugli argini dei fiumi, torrenti e rivi di proprietà demaniale?
    • Sì, ma solo se gli argini confinano con i terreni da loro condotti
    • No, nemmeno se sono al confine dei terreni da loro condotti
    • Sì, sempre
  4. Dove valgono i periodi di raccolta stabiliti dal calendario regionale piemontese (D.G.R. 15-8506/2024)?
    • In tutto il territorio della Regione Piemonte, con un calendario unico
    • In tutto il territorio nazionale
    • Solo nelle province a vocazione tartufigena (Alessandria, Asti, Cuneo e Città metropolitana di Torino)
  5. La L.R. 16/2008 ammette l'attività di cerca e raccolta di tartufi nelle ore notturne?
    • Sì: la ricerca e la raccolta sono consentite anche nelle ore notturne
    • No, mai
    • Sì, ma solo in alcuni casi
  6. In Piemonte, chi definisce il calendario di ricerca e raccolta dei tartufi e ne approva le variazioni?
    • La Regione (Giunta regionale), sentite le province e la Consulta
    • Il Comune
    • La Provincia, da sola, con una propria ordinanza
  7. È consentita, di norma, dalla L.R. 16/2008 la raccolta di tartufi immaturi?
    • È sempre vietata
    • È consentita solo in alcuni casi
    • È sempre consentita
  8. Come deve essere effettuato lo scavo per estrarre il tartufo, secondo le disposizioni attuative della L.R. 16/2008?
    • Con qualsiasi attrezzo di scavo nel punto indicato dal cane
    • Con l'apposito attrezzo (vanghetto o vanghella) scavando in maniera andante
    • Con l'apposito attrezzo (vanghetto, vanghella, zappetta o zappino, con lama larga al massimo 8 cm) nel punto indicato dal cane
  9. Qual è il calendario di cerca e raccolta del tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vittad.) in Piemonte (D.G.R. 15-8506/2024)?
    • Dal 15 novembre al 15 marzo
    • Dal 15 dicembre al 15 marzo
    • Dal 10 gennaio al 30 aprile
  10. Qual è il calendario di cerca e raccolta del tartufo moscato (Tuber brumale var. moschatum De Ferry) in Piemonte (D.G.R. 15-8506/2024)?
    • Dal 15 gennaio al 15 aprile
    • Dal 15 dicembre al 15 marzo
    • Dal 15 novembre al 15 aprile
  11. Qual è il calendario di cerca e raccolta del tartufo scorzone (Tuber aestivum Vittad.) in Piemonte (D.G.R. 15-8506/2024)?
    • Dal 1 giugno al 30 settembre
    • Dal 1 giugno al 31 agosto e dal 1° ottobre al 30 novembre
    • Dal 1 giugno al 31 agosto
  12. Qual è il calendario di cerca e raccolta del tartufo uncinato (Tuber uncinatum Chatin) in Piemonte (D.G.R. 15-8506/2024)?
    • Dal 1 novembre al 31 dicembre
    • Dal 1 settembre al 31 dicembre
    • Dal 1 ottobre al 31 dicembre
  13. Qual è il calendario di cerca e raccolta del tartufo nero d'inverno (Tuber brumale Vittad.) in Piemonte (D.G.R. 15-8506/2024)?
    • Dal 15 gennaio al 15 aprile
    • Dal 15 dicembre al 15 marzo
    • Dal 15 gennaio al 30 aprile
  14. Qual è il calendario di cerca e raccolta del tartufo bianchetto o marzuolo (Tuber albidum Pico) in Piemonte (D.G.R. 15-8506/2024)?
    • Dal 15 gennaio al 30 aprile
    • Dal 15 gennaio al 15 aprile
    • Dal 1 gennaio al 30 aprile
  15. Qual è il calendario di cerca e raccolta del tartufo nero liscio (Tuber macrosporum Vittad.) in Piemonte (D.G.R. 15-8506/2024)?
    • Dal 1 ottobre al 31 dicembre
    • Dal 1 settembre al 30 novembre
    • Dal 1 settembre al 31 dicembre
  16. È ammessa in Piemonte (D.G.R. 15-8506/2024) l'attività di cerca e raccolta del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) nel mese di luglio?
    • No
    • Si, su tutto il territorio regionale
    • Solo in provincia di Cuneo
  17. È ammessa in Piemonte (D.G.R. 15-8506/2024) l'attività di cerca e raccolta del tartufo bianchetto o marzuolo (Tuber borchii Vittad.) nel mese di dicembre?
    • È ammessa su tutto il territorio regionale
    • È ammessa solo in provincia di Alessandria
    • Non è ammessa
  18. Secondo la L.R. 16/2008, qual è l'orario ammesso per la cerca e la raccolta del tartufo nel mese di gennaio?
    • Dalle 7.00 alle 18.00
    • Nessun limite di orario: è consentita anche di notte
    • Dalle 6.30 alle 18.00
  19. Secondo la normativa piemontese, qual è l'orario ammesso per la cerca e la raccolta del tartufo nel mese di maggio?
    • Dalle 7.00 alle 18.00
    • Dalle 6.30 alle 18.30
    • Cerca e raccolta non consentite
  20. Secondo la normativa piemontese, qual è l'orario ammesso per la cerca e la raccolta del tartufo nel mese di settembre?
    • Dalle 5.00 alle 18.30
    • Cerca e raccolta non consentite
    • Dalle 5.00 alle 19.00
  21. Secondo la L.R. 16/2008, qual è l'orario ammesso per la cerca e la raccolta del tartufo nel mese di novembre?
    • Dalle 7.00 alle 18.00
    • Nessun limite di orario: è consentita anche di notte
    • Dalle 6.00 alle 19.00
  22. La L.R. 16/2008 prevede la possibilità di raccogliere tartufi fuori dai periodi indicati dal calendario?
    • No, in nessun caso
    • Si, sempre purché in possesso del tesserino e del versamento annuale
    • Sì, solo a fini scientifici, da parte di istituti universitari ed enti di ricerca, con autorizzazione temporanea della provincia
  23. Quali soggetti possono essere autorizzati dalla provincia a raccogliere tartufi fuori dai periodi del calendario, secondo la L.R. 16/2008?
    • Le Associazioni di raccoglitori riconosciute
    • I Consorzi volontari
    • Gli istituti universitari e gli enti di ricerca, a fini scientifici
  24. Quali requisiti deve avere un'associazione di raccoglitori di tartufi per essere riconosciuta dalla Regione Piemonte?
    • Assistere l'associato nell'addestramento del cane
    • Essere costituita con atto pubblico, non avere scopo di lucro e avere almeno 50 soci
    • Avere almeno 500 soci e una sede in ogni provincia
  25. Quanti cani può utilizzare contemporaneamente il raccoglitore di tartufo per essere in regola con le disposizioni attuative della L.R. 16/2008?
    • Al massimo un cane addestrato
    • La normativa non specifica il numero di cani
    • Al massimo due cani
  26. Come disciplinano le norme del Piemonte (disposizioni attuative della L.R. 16/2008) l'attrezzo da utilizzare nell'attività di cerca e raccolta dei tartufi?
    • La norma indica solo il tipo di attrezzo (vanghetto, vanghella, zappetta o zappino)
    • La norma indica il tipo di attrezzo (vanghetto, vanghella, zappetta o zappino) e la larghezza massima della lama
    • La norma non prevede una tipologia specifica di strumento da utilizzare
  27. Quale attrezzo è previsto in Piemonte (disposizioni attuative della L.R. 16/2008) per scavare i tartufi?
    • La vanga
    • Il vanghetto, la vanghella, la zappetta o lo zappino
    • Qualsiasi attrezzo, purché si scavi solo dove indica il cane
  28. Quale larghezza massima può avere la lama dell'attrezzo di scavo (vanghetto, vanghella, zappetta, zappino) in Piemonte?
    • Non più di 8 cm
    • Non più di 5 cm
    • Non più di 15 cm
  29. Quali specie di tartufo possono essere cercate e raccolte in Piemonte?
    • Tutte le specie di Tuber, compreso Tuber rufum, purché siano completamente mature
    • Solo il tartufo scorzone (Tuber aestivum Vittad forma aestivum.), il tartufo uncinato (Tuber aestivum Vittad. forma uncinatum), il tartufo bianchetto o marzuolo (Tuber albidum Pico) e il tartufo bianco (Tuber magnatum Pico)
    • Quelle indicate nel calendario regionale (D.G.R. 15-8506/2024), cioè le nove specie ammesse dall'art. 2 della legge 752/1985
  30. Secondo il calendario regionale del Piemonte (D.G.R. 15-8506/2024), qual è il periodo di cerca e raccolta del tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum Pico)?
    • Dal 1 ottobre al 31 gennaio
    • Dal 21 settembre al 31 gennaio
    • Dal 1 ottobre al 31 dicembre
  31. Secondo il calendario regionale del Piemonte (D.G.R. 15-8506/2024), qual è il periodo di cerca e raccolta del Tuber indicum Cooke & Massee?
    • Dal 1 ottobre al 31 gennaio
    • Dal 15 dicembre al 15 marzo
    • Raccolta non ammessa
  32. Quale, tra le seguenti specie di tartufo, si può cercare e raccogliere in Piemonte secondo il calendario regionale (D.G.R. 15-8506/2024)?
    • Tartufo rosso (Tuber rufum Pico)
    • Tartufo escavato (Tuber excavatum Vittad)
    • Tartufo moscato (Tuber brumale forma moschatum De Ferry)
  33. Secondo il suo articolo 1, quali attività disciplina la L.R. 16/2008 del Piemonte?
    • Solo la commercializzazione dei tartufi freschi e conservati
    • La raccolta e la coltivazione dei tartufi, promuovendone la tutela e la valorizzazione
    • La sola coltivazione dei tartufi nelle tartufaie coltivate
  34. In quali periodi è permessa l'attività di cerca e raccolta dei tartufi freschi, secondo la L.R. 16/2008 del Piemonte?
    • Nei periodi previsti dal calendario regionale e nella settimana successiva al termine dello stesso
    • Nei periodi previsti dal calendario regionale e nei 10 giorni successivi al termine
    • Solo nei periodi previsti dal calendario
  35. Come deve essere svolta la ricerca del tartufo secondo le disposizioni attuative della L.R. 16/2008 del Piemonte?
    • Con l'ausilio di un solo cane, che deve essere di proprietà del cercatore
    • Con l'ausilio di cani anche non addestrati, senza limiti di numero
    • Con l'ausilio del cane appositamente addestrato, usando contemporaneamente non più di due cani
  36. Secondo la L.R. 16/2008 del Piemonte, quali condizioni sono necessarie perché il tartufaio possa praticare la cerca e la raccolta dei tartufi?
    • Che sia in possesso del tesserino di idoneità e abbia versato la tassa di concessione regionale annuale
    • Che sia in possesso del solo tesserino di idoneità
    • Che, anche in possesso di un tesserino scaduto, abbia versato la tassa di concessione regionale annuale
  37. Qual è il periodo di validità del tesserino di idoneità per la cerca e la raccolta dei tartufi rilasciato in Piemonte, per le domande presentate dal 27 marzo 2024?
    • Tre anni
    • Cinque anni
    • Dieci anni
  38. La L.R. 16/2008 del Piemonte prevede un'età minima per conseguire l'abilitazione alla cerca e raccolta dei tartufi?
    • Sì, di 16 anni
    • Sì, di 14 anni
    • No, la legge non prevede un'età minima per il rilascio del tesserino
  39. A quale età la L.R. 16/2008 del Piemonte prevede che si possa conseguire l'abilitazione (il tesserino) alla cerca e raccolta dei tartufi?
    • Quattordici anni
    • Sedici anni
    • Diciotto anni
  40. Quale ente rilascia il tesserino di idoneità alla cerca e raccolta dei tartufi, secondo la L.R. 16/2008 del Piemonte?
    • La Regione
    • La Provincia di residenza (o la Città metropolitana di Torino per i suoi residenti)
    • Il Comune di residenza
  41. Come si ottiene il tesserino di idoneità alla cerca e raccolta dei tartufi, in base alla L.R. 16/2008 del Piemonte?
    • Si deve superare un esame di idoneità davanti a una commissione costituita dalla Provincia di residenza
    • Si deve frequentare un corso di 30 ore e poi superare un esame di abilitazione davanti a una commissione regionale
    • Basta presentare domanda al Comune di residenza, senza esame
  42. Come si ottiene il rinnovo del tesserino di idoneità alla cerca e raccolta dei tartufi in Piemonte?
    • Si deve frequentare un corso di 8 ore e poi superare di nuovo l'esame di abilitazione
    • Si presenta domanda di rinnovo alla Provincia (o alla Città metropolitana di Torino), senza ulteriori esami, entro 24 mesi dalla scadenza
    • Si deve sostenere un nuovo esame di abilitazione davanti alla commissione
  43. Quali documenti deve portare con sé il cercatore per poter svolgere l'attività di cerca e raccolta in Piemonte?
    • Il tesserino di idoneità e la ricevuta di versamento della tassa di concessione regionale annuale
    • Il solo tesserino di idoneità
    • La sola ricevuta di versamento della tassa di concessione regionale annuale
  44. Quale ente rilascia il rinnovo del riconoscimento delle tartufaie controllate, secondo la L.R. 16/2008 del Piemonte?
    • Il Comune territorialmente competente
    • La Provincia territorialmente competente (o la Città metropolitana di Torino)
    • La Regione
  45. Quale ente rilascia il riconoscimento delle tartufaie coltivate secondo la L.R. 16/2008 del Piemonte?
    • La Provincia territorialmente competente (o la Città metropolitana di Torino)
    • La Regione
    • Il Comune territorialmente competente
  46. Secondo la L.R. 16/2008 del Piemonte, quale delle seguenti attività è di competenza della Regione?
    • Il rilascio e il rinnovo dei tesserini di idoneità
    • Il rilascio e la revoca del riconoscimento delle tartufaie controllate e coltivate
    • La definizione del calendario di raccolta, unico per tutto il territorio regionale
  47. Secondo la L.R. 16/2008 del Piemonte, chi conduce una tartufaia coltivata, per raccogliere i tartufi nel fondo che conduce:
    • Deve prima superare l'esame di idoneità e avere il tesserino
    • È esentato dall'esame di idoneità
    • Può raccogliere solo se è anche proprietario del fondo
  48. A chi affida la L.R. 16/2008 del Piemonte la vigilanza sull'applicazione delle norme sui tartufi?
    • Agli organi e agenti previsti dall'art. 15 della legge 752/1985 (tra cui Carabinieri forestali, guardie venatorie provinciali e polizia locale urbana e rurale)
    • Alle sole associazioni dei raccoglitori riconosciute dalla Regione
    • Ai soli Comuni, ciascuno per il proprio territorio
  49. Quali soggetti possono effettuare la vigilanza sull'attività di cerca di tartufi in Piemonte, in base alla L.R. 16/2008?
    • I micologi del Dipartimento di Prevenzione della Unità Sanitaria Locale (U.S.L.)
    • I Carabinieri forestali (Comando unita forestali, ambientali e agroalimentari dell' Arma)
    • Gli ispettori fitosanitari
  50. Cosa prevede l'art. 13 della L.R. 16/2008 del Piemonte per i tartufi raccolti in violazione della legge?
    • Devono essere resi immangiabili
    • Vengono confiscati e, data la deperibilità, venduti dagli agenti al maggior offerente
    • Restano al raccoglitore se paga subito la sanzione
  51. Cosa prevede l'art. 13 della L.R. 16/2008 del Piemonte per chi cerca e raccoglie tartufi senza il tesserino?
    • Una sanzione amministrativa
    • Una sanzione penale
    • Una sanzione sanitaria
  52. In quale caso, ai sensi della L.R. 16/2008 del Piemonte, è previsto il ritiro per un anno del tesserino per la cerca e la raccolta?
    • In nessun caso
    • Quando il raccoglitore incorre, in un quinquennio, in almeno due violazioni
    • In caso di mancato pagamento della sanzione applicata
  53. Per quanto tempo, ai sensi dell'art. 13 c. 10 della L.R. 16/2008 del Piemonte, vengono sospesi e ritirati il tesserino e il permesso a chi, per esempio, raccoglie in periodo di divieto o raccoglie tartufi immaturi?
    • Da 1 a 2 anni
    • Per 5 anni
    • Da 1 a 3 mesi
  54. Cosa prevede l'art. 13 della L.R. 16/2008 del Piemonte per chi cerca e raccoglie tartufi col tesserino ma senza aver versato la tassa di concessione regionale annuale?
    • Una sanzione penale
    • Una sanzione sanitaria
    • Una sanzione amministrativa
  55. Cosa prevede la L.R. 16/2008 del Piemonte per chi esercita la ricerca del tartufo munito del tesserino, senza aver versato la tassa di concessione regionale annuale?
    • Solo una sanzione, perché si è in possesso del tesserino
    • Una sanzione amministrativa, la confisca del prodotto e la sospensione e il ritiro del tesserino da uno a due anni
    • Solo la confisca del prodotto, se si paga la tassa entro le 24 ore successive alla contestazione della violazione
  56. Quale sanzione è prevista in Piemonte per chi esercita la ricerca o la raccolta senza l'ausilio del cane appositamente addestrato o senza idoneo attrezzo (L.R. 16/2008, art. 13 c. 8 lett. e, importi aggiornati dalla D.G.R. 11-2396/2026)?
    • Una sanzione da € 601,00 a € 6.023,00 e la confisca del prodotto
    • Una sanzione da € 3.008,00 a € 6.023,00 e la confisca del prodotto
    • Una sanzione da € 61,00 a € 3.008,00 e la confisca del prodotto
  57. Cosa prevede in Piemonte la L.R. 16/2008 (art. 13 c. 8 lett. d, importi aggiornati dalla D.G.R. 11-2396/2026) per chi esercita la ricerca o la raccolta di tartufi immaturi?
    • Una sanzione da € 301,00 a € 3.008,00 e la confisca del prodotto
    • Una sanzione da € 61,00 a € 601,00 e la confisca del prodotto
    • Una sanzione da € 601,00 a € 6.023,00 e la confisca del prodotto
  58. Secondo l'art. 13 c. 10 della L.R. 16/2008 del Piemonte, quale delle seguenti violazioni comporta anche la sospensione e il ritiro del tesserino da uno a due anni?
    • L'apposizione di tabelle di riserva in una tartufaia non riconosciuta come controllata o coltivata
    • La lavorazione dei tartufi conservati in modo non conforme alla legge 752/1985
    • La cerca e la raccolta senza ausilio del cane o senza attrezzo idoneo
  59. Secondo l'art. 13 c. 10 della L.R. 16/2008 del Piemonte, quale delle seguenti violazioni comporta anche la sospensione e il ritiro del tesserino da uno a due anni?
    • La cerca e la raccolta dei tartufi con tesserino ma senza aver pagato la tassa annuale
    • Il commercio di tartufi freschi fuori dal periodo di raccolta
    • La raccolta avendo pagato la tassa annuale, ma senza avere con sé la ricevuta
  60. Qual è il soggetto al quale compete l'irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla L.R. 16/2008 del Piemonte?
    • La Regione
    • Il CUTFAA (Comando Unità per la Tutela Forestale, ambientale e agro-alimentare) dell' Arma dei carabinieri
    • La Provincia (o la Città metropolitana di Torino)
  61. Secondo la L.R. 16/2008 del Piemonte, che rimanda all'art. 15 della legge 752/1985, quali soggetti sono incaricati di far rispettare le norme sulla raccolta dei tartufi?
    • Soltanto i Carabinieri forestali e le guardie venatorie provinciali
    • I Carabinieri forestali, i micologi dell'ASL e gli ispettori fitosanitari
    • I Carabinieri forestali, le guardie venatorie provinciali, la polizia locale urbana e rurale e le guardie giurate volontarie designate da enti e associazioni per la protezione della natura
  62. Secondo la legge 752/1985, che vale anche in Piemonte, l'accertamento della specie di tartufo può essere fatto a vista?
    • Sì, in base alle caratteristiche illustrate nell'allegato 1 della legge
    • No, serve sempre l'esame microscopico delle spore
    • No, in nessun caso
  63. Cosa prevede la legge 752/1985, che vale anche in Piemonte, in caso di dubbio o contestazione sull'accertamento della specie di tartufo?
    • L'identificazione della specie viene fatta dai Carabinieri forestali
    • L'identificazione della specie viene fatta dalle associazioni di raccoglitori riconosciute
    • L'esame microscopico delle spore, a cura di centri specializzati (come il centro di micologia del terreno del CNR di Torino) o di laboratori universitari, con certificazione scritta
  64. Come devono essere apposte le tabelle di delimitazione delle tartufaie controllate e coltivate riconosciute in Piemonte (legge 752/1985 e disposizioni attuative della L.R. 16/2008)?
    • Le tabelle devono essere apposte in modo che da ogni cartello sia visibile il precedente e il successivo e devono delimitare tutto il perimetro della superficie interessata a una distanza tale da essere visibili da ogni punto di accesso
    • Le tabelle devono essere apposte lungo il perimetro della superficie interessata, un cartello ogni 20 metri
    • Le tabelle devono essere apposte lungo il perimetro della superficie interessata, un cartello ogni 30 metri
  65. Qual'è la norma quadro nazionale attualmente in vigore in materia di tartufi?
    • Legge 11 febbraio 1992 n° 157
    • Legge 23 agosto 1993 n° 352
    • Legge 16 dicembre 1985 n° 752
  66. Quale atto ha riconosciuto le denominazioni legali delle specie di tartufi commerciabili in Italia?
    • Legge Regionale
    • Legge Nazionale
    • Regolamento Comunitario
  67. La L.752/85 prevede dei limiti quantitativi alla raccolta delle varie specie di tartufo?
    • Sì, e indica i limiti quantitativi delle varie specie
    • No
    • Si, ma demanda alle singole normative regionali l'individuazione dei limiti quantitativi
  68. La L. 752/85 prevede che il tesserino di abilitazione alla cerca e raccolta dei tartufi è valido su quale territorio?
    • Della singola regione di residenza
    • Del singolo comune di residenza
    • Sull'intero territorio nazionale
Botanica e selvicoltura · 21 domande
  1. La selvicoltura:
    • È una scienza esatta come la matematica
    • Segue indicazioni della tradizione contadina
    • È un insieme di conoscenze dove le dinamiche del bosco studiate dall'ecologia si incontrano con le necessità della società umana
  2. I disturbi negli ecosistemi sono:
    • Sempre negativi
    • Una cosa che c'è sempre stata in natura e che può generare diversità biologica e paesaggistica
    • Sempre positivi
  3. Il suolo:
    • È il bene più prezioso di un bosco, frutto dell'interazione fra le componenti organiche e inorganiche della foresta
    • Non è importante rispetto agli altri componenti del bosco
    • È di veloce rigenerazione (circa un centimetro all'anno)
  4. Il bosco:
    • È soggetto al clima, in particolar modo d'autunno
    • È soggetto al clima ma lo modifica mitigandolo
    • Non è soggetto al clima
  5. La legna da ardere:
    • È il beneficio che il bosco fornisce all'umanità
    • Non è più un beneficio per la società moderna
    • È solo uno dei molteplici benefici che il bosco fornisce all'uomo
  6. I boschi governati a ceduo
    • Si rinnovano prevalentemente grazie ai ricacci delle ceppaie dopo la ceduazione
    • Si rinnovano grazie alle piantine nate dai semi
    • Non si rinnovano
  7. Le conifere in Italia:
    • Sono governate a ceduo
    • Sono governate a fustaia
    • Sono governate come cedui e come fustaie
  8. I tagli successivi:
    • Sono un trattamento con cui si rinnovano le fustaie
    • Sono dei tagli che si fanno in certi tipi di cedui
    • Sono una preparazione ai diradamenti
  9. I diradamenti sono caratterizzati da:
    • Criteri di scelta, per le piante che devono essere tagliate, principalmente numerici
    • Tipo, grado, età di inizio e frequenza
    • Criteri di massima resa economica del taglio
  10. Il leccio è:
    • Una quercia caducifoglia
    • Una conifera
    • Una quercia sempreverde
  11. Il leccio in Piemonte:
    • È governato soprattutto a fustaia e fornisce legname da falegnameria
    • Cresce di solito allo stato arbustivo, alto non più di 4-6 m, per il clima e perché un tempo veniva ceduato
    • Forma alberi alti oltre 20 metri, tutelati e mai tagliati
  12. La roverella è:
    • Simbionte del solo tartufo bianchetto e scorzone
    • Simbionte praticamente di tutte le specie di tartufo che si raccolgono in Piemonte
    • Simbionte del solo tartufo scorzone
  13. Il cerro può essere simbionte del tartufo bianco?
    • No
    • Il cerro non fa simbiosi con i funghi
    • Si
  14. Il cerro si riconosce facilmente:
    • Per la corteccia molto scura e liscia
    • Per le foglie sempreverdi
    • Per i riccioli legnosi sulla cupola che porta le ghiande
  15. La Farnia si riconosce per:
    • Il portamento arbustivo
    • I frutti carnosi e succulenti
    • Le ghiande portate su di un lungo peduncolo
  16. Il carpino nero:
    • Vegeta spesso insieme alle querce ma non è molto importante come simbionte dei tartufi
    • È una specie tipica della macchia mediterranea
    • È una specie molto importante per la sua capacità di simbiosi con molte specie di tartufo raccolte in Piemonte, tra cui bianco, nero pregiato e scorzone
  17. Il nocciolo:
    • È un albero molto grande poco importante per le simbiosi con i tartufi
    • È un arbusto miglioratore della lettiera che attiva simbiosi con molte specie di tartufi
    • È un albero da frutto presente solo in noccioleti coltivati
  18. Tiglio selvatico e tiglio nostrano non sono facilmente distinguibili:
    • E questo è un grande problema per i cavatori di tartufi
    • Ma questo non è un problema perché effettuano entrambi simbiosi con le solite specie di tartufo
    • E necessitano botanici per poterli distinguere
  19. Il pino nero:
    • È una specie autoctona e diffusa in tutti i boschi italiani
    • È una specie tipica dei rimboschimenti su suoli poveri della fascia montana
    • È una latifoglia
  20. I pioppi sono:
    • Grandi alberi a lento accrescimento
    • Alberi tipici della fascia montana
    • Piante a rapido accrescimento tipici delle pianure alluvionali
  21. Il salice delle capre:
    • Non fa parte della flora piemontese
    • È un salice che non può vegetare lontano dai corsi d'acqua
    • È un salice che può vegetare anche molto lontano dai corsi d'acqua, in diverse fasce vegetazionali
Nozioni di micologia · 14 domande
  1. Nella classificazione degli organismi viventi, in quale Regno vengono inseriti i tartufi?
    • Nel Regno Animale
    • Nel Regno Piante
    • Nel Regno Funghi
  2. Perché i funghi sono diversi dalle piante?
    • Perché i funghi sono autotrofi mentre le piante no
    • Perché i funghi sono eterotrofi e le piante no
    • Perché i funghi crescono su qualsiasi terreno e le piante no
  3. Quello che noi chiamiamo comunemente fungo cosa è in realtà?
    • Il frutto di un organismo chiamato micelio
    • È il vero organismo fungino
    • È uno scarto del vero organismo fungino che è il micelio
  4. Quale è il sistema riproduttivo dei funghi?
    • È molto simile a quello delle piante: entrambi usano semi ma quelli dei funghi sono più piccoli
    • I funghi si riproducono tramite spore, invisibili a occhio nudo se non sono in massa
    • Alcuni funghi si riproducono tramite le spore, altri tramite semi come le piante
  5. Dove si trovano le spore dei funghi?
    • Non hanno una collocazione specifica e non esiste un organo deputato alla loro produzione
    • Le spore si trovano sulla parte esterna del fungo, di solito in corrispondenza della parte superiore del cappello
    • Si formano nella parte fertile del fungo chiamata comunemente imenio
  6. Quale è il vero organismo fungino?
    • Il fungo che raccogliamo per essere consumato
    • Il micelio
    • Il basidio
  7. Quando ci sono le condizioni favorevoli alla riproduzione dei funghi, cosa avviene?
    • I miceli vengono dispersi nell'ambiente per cercare di formare nuovi individui
    • Le spore si disperdono nell'ambiente e danno vita a un nuovo micelio e quindi a nuove piante
    • Le spore si disperdono nell'ambiente e danno vita a un nuovo micelio e quindi a un nuovo organismo fungino
  8. I funghi sono in grado di nutrirsi da soli?
    • No perché sono organismi eterotrofi
    • Dipende dalle specie: alcune specie sì altre no
    • Sì perché sono organismi autotrofi proprio come le piante
  9. In funzione del differente sistema nutrizionale adottato, i funghi si distinguono in gruppi:
    • Funghi parassiti, simbionti, autoctoni
    • Funghi saprofiti, parassiti, simbionti
    • Funghi parasaprofiti, paraparassiti, paraleucosporei
  10. Cosa sono i funghi saprofiti?
    • Funghi che si nutrono di organismi vivi portandoli a morte
    • Funghi che si nutrono di organismi morti degradando la sostanza organica
    • Funghi che vivono in reciproco scambio di sostanze nutritive con altri organismi viventi vegetali
  11. Cosa sono i funghi simbionti?
    • Sono i funghi che degradano la lettiera organica per trovarne nutrimento
    • Sono i funghi che attaccano gli organismi viventi e ne assorbono il nutrimento danneggiandoli
    • Sono i funghi che stabiliscono un rapporto di scambio di sostanze nutritive con organismi viventi appartenenti al Regno Vegetale
  12. Il termine «micorriza» cosa significa?
    • Fungo-albero
    • Radice con fungo
    • Fungo-fungo
  13. Perché alcuni funghi vengono definiti basidiomiceti?
    • Perché nella parte fertile del fungo le spore si formano su delle strutture particolari chiamate «aschi»
    • Perché nella parte fertile del fungo le spore si formano su delle strutture particolari chiamate «basidi»
    • Perché nella parte fertile del fungo le spore si formano su delle strutture particolari chiamate «parafisi»
  14. Negli ascomiceti ipogei come viene chiamata la parte interna della carne?
    • Ascocarpo
    • Verruca
    • Gleba

Fonti e avvertenze

Per la Regione Piemonte non ci sono domande d'esame ufficiali. Le domande di questo quiz le abbiamo elaborate sulla base dei testi di studio per la preparazione all'esame e dei documenti ufficiali della Regione, consultati il 16 ottobre 2026:

Sono solo esempi delle possibili domande, non le domande dell'esame. Possono essere presenti errori, e leggi, calendari di raccolta e regole d'esame possono essere aggiornati: prima dell'esame verifica sempre sul sito della Regione. Se trovi un errore o una regola cambiata, scrivici a avventuremicologiche@gmail.com.

Questo quiz è un aiuto allo studio fatto da Avventure Micologiche: non è un servizio delle Regioni e non sostituisce il materiale ufficiale.

Domande frequenti

Patentino, tesserino, licenza o patente dei tartufi: che differenza c'è?

Nessuna: sono nomi diversi dello stesso documento, il tesserino di idoneità alla ricerca e raccolta del tartufo, che si ottiene superando l'esame della propria Regione.

Le domande del quiz sono quelle vere dell'esame?

No: per questa Regione non ci sono domande d'esame ufficiali. Le abbiamo elaborate sulla base dei testi di studio per la preparazione all'esame pubblicati dalla Regione: sono esempi delle possibili domande.

Come funziona il gioco?

Le domande escono 10 alla volta, una per livello. Hai tre vite: al terzo errore rifai il livello con 10 domande nuove. Le domande sbagliate tornano più spesso finché non le azzecchi, e ogni livello superato aggiunge un tartufo al cestino.

Il quiz ha le risposte giuste?

Sì: nel gioco vedi subito se hai risposto giusto, e nella pagina di ogni regione c'è l'elenco completo delle domande con le soluzioni, da ripassare anche senza giocare.

Come si prende il tesserino per andare a tartufi?

Si fa domanda per l'esame all'ente indicato dalla propria Regione, si supera la prova davanti alla commissione e poi si chiede il rilascio del tesserino. Date, documenti e modalità li pubblicano la Regione o la Provincia: per prepararsi alle domande c'è questo quiz.

Quanto costa il patentino dei tartufi?

Gli importi li decide ogni Regione: di solito ci sono le marche da bollo per la domanda e per il tesserino e, in molte Regioni, un versamento annuale per poter raccogliere. Le cifre aggiornate sono sul sito della propria Regione.

Si può prendere il patentino dei tartufi online?

Online ti puoi preparare: questo quiz è gratis, senza registrazione, e funziona anche dal telefono. Domanda ed esame seguono le regole della propria Regione, che in alcuni casi accetta la domanda online.

Serve registrarsi o installare qualcosa?

No. Il quiz è gratis, senza registrazione e senza pubblicità, e funziona dal browser anche sul telefono. I progressi restano salvati sul tuo dispositivo.

Com'è l'esame per il tesserino dei tartufi in Piemonte?

In Piemonte il tesserino lo rilasciano le Province e la Città metropolitana di Torino. A Torino l'esame è scritto, 20 domande a risposta chiusa: con almeno 15 giuste si passa, da 11 a 14 si fa un colloquio.

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